Europee 2014, Renzi sulla stampa estera

26 Maggio 2014 09.00
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L’Europa del­l’euro e degli eurocrati crolla sotto i colpi dei partiti della protesta. Con una eccezione: l’Italia, dove i partiti «par­lamentari» hanno retto all’assalto. Leader incontrastato è stato il Partito democratico di Matteo Renzi. Una vittoria prevedibile forse per molti, anche se in pochi la ipotizzavano così schiacciante. E proprio il premier che da sempre si era concentrato sull’Italia e non si era fatto promotore di tematiche comunitarie in questa campagna elettorale fin troppo ‘nazionalista’ si trova ora a vestire i panni di un leader internazione, europeista a sua insaputa. Capace, adesso, di avere voce in capitolo in un Europa in cui l’Italia negli ultimi anni ha contato troppo poco.
IL PPE RESTA IL PARTITO LEADER. Il quadro arrivato dopo la chiusura delle urne in alcuni casi ha superato le aspettative. Come previsto lo “tsunami” euroscettico è piombato in Europa, anche se il Partito popolare europeo (Ppe) ha conquistato la vittoria, sui socialisti. In Francia quello del Front National è stato un trionfo annunciato – primo partito politico in Francia con il 25% – ma non è il solo Paese europeo ad avere dato voce a una deriva nazionalista.
Lo ha dimostrato anche il trionfo in Gran Bretagna per l’Ukip, che ha sfondato il 30%.
SORPRESA OLANDA E DANIMARCA. In Germania ha tenuto bene, sia pure con qualche ammaccatura (soprattutto per il netto calo dei bavaresi) la Cdu/Csu di Angela Merkel, con un netto recupero dei socialdemocratici, mentre gli euroscettici dell’Afd sono arrivati al 6%, un dato comunque superiore a quello registrato un anno fa alle politiche.
Un altro colpo di scena è arrivato dall’Olanda, dove la destra xenofoba di Geert Wilders anziché quarta come negli exit poll è diventata seconda, dietro ai cristianodemocratici. Ma la destra anti-Ue è arrivata prima anche in Danimarca. 

L’Italia e la crociata anti euroscettici 

Insomma, anche se oltre due terzi del parlamento europeo rimane nettamente nelle mani di forze sostanzialmente a favore della Ue, i dati sono una rivoluzione. Uno scenario che tutti i principali quotidiani internazionali hanno commentato evidenziando come una delle poche eccezioni alla rimonta degli euroscettici sia proprio made in Italy. Qui, infatti, la vittoria schiacciante del Partito democratico guidato da Matteo Renzi è un dato di fatto. Al punto che il Financial Times, ha parlato di «vittoria schiacciante» sul Movimento 5 stelle di Beppe Grillo. Sulla stessa linea anche per il Wall street journal che, nell’edizione online, ha sottolineato la «solida vittoria» del leader del Pd. 
LE FIGARO: IL PD VINCE LA SCOMMESSA.Sempre il Ft, però, in un editoriale ha sottolineato come la nuova Europa che si prospetta all’orizzonte dopo il voto assomigli più a una «nuova Torre di Babele» piuttosto che a un unione di Paesi che condividono la stessa visione.
«Matteo Renzi vince la sua scommessa», è invece il titolo di Le Figaro che, oltre alla valanga di informazioni sul clamoroso esito delle europee in Francia favorevole al Front national di Marine Le Pen, ha speso spazio e parole per raccontare del successo italiano. «Il risultato delle urne (in Italia) rappresenta una grande vittoria per il leader democratico, ormai libero di proseguire le sue riforme politiche ed elettorali», ha scritto il quotidiano francese.
Quella ottenuta da Matteo Renzi è «una vittoria pro-Europa», ha fatto eco il sito della Bbc, riferendosi al premier italiano come a uno dei leader europei «più giovani e meno esperti» che «non era stato eletto nè aveva avuto un mandato». Insomma, uno dei pochi risultati positivi fra i partiti europeisti. 
THE TELEGRAPH: PER RENZI LA SFIDA È IN ITALIA. Una voce un po’ critica è arrivata invece dal giornale britannico di tradizione conservatrice The Telegraph che, se da una parte ha ribadito la vittoria di Renzi su Grillo, dall’altra ha aggiunto che «il leader del Pd non celebrerà troppo, visto che la luna di miele del suo governo sembra destinata a calare mentre cerca di portare avanti un pacchetto di riforme per risollevare la sclerotica economia italiana».
L’Italia è stata sotto i riflettori anche in Spagna dove il quotidiano El Paìs ha sottolineato come il premier italiano, per la prima volta, sia sia sottoposto al giudizio degli elettori in un appuntamento che tutta l’Italia ha interpretato come una prova di legittimità del governo.

La partita a poker tra Schulz e Juncker e le carte vincenti di Tsipras

Mentre i giornali tedeschi guardano già avanti. «La partita a poker», titolano sia lo Spiegel che la Suddeutsche Zeitung, riferendosi alla sfida tra tra l’ex premier lussemburghese e presidente dell’Eurogruppo Jean Claude Juncker e l’ex presidente del parlamento europeo il socialista tedesco Martin Schulz. Una partita spiega la Suddeutsche in cui anche Angela Merkel avrà qualcosa dire. E su cui peseranno le capacità negoziali dei due candidati. Tutt’altro tipo di negoziati invece si fanno molto più a Sud, in quella Grecia, dove il leader di Syriza Alexis Tsipras ha raccolto il 26% dei consensi.
TSIPRAS ACCOLTO DAL PRESIDENTE GRECO. Il candidato della sinistra radicale europea, riferisce il quotidiano di Atene, Kathimerini, il 26 maggioè stato ricevuto dal presidente della Repubblica greca Karoloso Papoulias.
E al termine dell’incontro ha ribadito la sua richiesta di elezioni anticipate, facendo sospettare l’approvazione da parte della prima carica dello Stato ellenico. In ogni caso anche in Grecia si apre una nuova fase nel grande gioco della politica.

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