Tre scenari per Lega e M5s in vista delle Europee 2019

Tre scenari per Lega e M5s in vista delle Europee 2019

25 Marzo 2019 19.15
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Ventisei maggio: è su questo giorno che ormai si concentrano le nubi sul governo LegaM5s. Il voto in Basilicata ha confermato il trend in ascesa della Lega e del centrodestra e registrato, al di là del fatto che siano il primo partito, un ulteriore riduzione di consenso per i grillini rispetto alle Politiche del 2018, accelerando un cambio sia strutturale sia di atteggiamento nei vertici. Ed è Luigi Di Maio a spingere per un svolta che, almeno sul fronte delle alleanze con le liste civiche, potrebbe concretizzarsi già con il voto in Piemonte. Quello che è certo è che dopo il voto Europeo per il governo giallo-vedere potrebbe aprirsi un periodo burrascoso, dal rimpasto, fino alla possibile fine per un ritorno alle urne.

POSSIBILE REVISIONE DEL CONTRATTO DI GOVERNO DOPO IL VOTO

Il premier Giuseppe Conte, in queste ore, ha predicato calma ma non sfugge neanche a lui che, dalle Europee in poi, qualcosa potrebbe cambiare. Non a caso, in un'intervista con La Stampa, ha evocato una revisione del contratto di governo con l'aggiunta di nuovi obiettivi che, di fatto, ne prolunghino l'esistenza. Anche perché, la durata dell'esecutivo mai come in questi giorni è legata all'opportunità, o meno, di applicare i punti del contratto di un'alleanza giallo-verde mai così sfilacciata.

DI MAIO PREPARA L'APERTURA ALLE LISTE CIVICHE

Il voto lucano ha portato una serie di nodi a entrambi i vicepremier. Di Maio, dietro lo scudo del «M5s primo partito senza ammucchiate», deve rispondere alle crescenti preoccupazioni dei parlamentari e della base imprimendo un'accelerazione alla nuova organizzazione. E l'alleanza con le liste civiche, prevista inizialmente per il voto in Emilia-Romagna, potrebbe essere anticipata. «Forse le elezioni in Basilicata sono le ultime che abbiamo affrontato con le vecchie regole», ha sottolineato il leader pentastellato che, già questa settimana, potrebbe far partire il "primo turno" di Europarlamentarie. Nel M5s in tanti si aspettavano un esito peggiore in Basilicata. Ma, per le Europee, quel 20% lucano rappresenta la soglia minima al di là della quale c'è il baratro. E, anche per questo, aumenta il pressing perché Alessandro Di Battista rompa il suo esilio e partecipi alla campagna elettorale. «Non è il momento di fare viaggi ma di combattere», è stato l'invito-frecciata arrivato da Di Maio.

LEGGI ANCHE: Le fibrillazioni fra Lega e M5s dopo il voto in Basilicata

I DUBBI DELLA LEGA NELL'ALLEANZA COL CENTRODESTRA

Dall'altra parte Salvini viaggia sul filo di un'alleanza che potrebbe stargli stretta e di un centrodestra che, così come si presenta oggi, non rappresenta la "casa" ideale a livello nazionale. Se il 26 maggio incoronerà la Lega primo partito è quasi scontato, hanno osservato diverse fonti parlamentari, che Salvini in qualche modo presenti il conto a Di Maio e Conte.

DAL RIMAPSTO AL VOTO LE POSSIBILI MOSSE DEL CARROCCIO

La richiesta di un tagliando o di un rimpasto, le Infrastrutture sono da tempo nel mirino della Lega e la casella del ministero per gli Affari Ue è vuota, da giorni aleggia su Palazzo Chigi. Ma Salvini, osserva più di un parlamentare, teoricamente potrebbe anche andare oltre, dando sfogo alle richieste di una buona parte della Lega e rompendo con il M5s. Un ritorno alle urne anticipate, anche a settembre, dal Quirinale non sarebbe osteggiato. Ma c'è una duplice incognita: il ruolo di Silvio Berlusconi, con FI che in Basilicata in qualche modo è sopravvissuta, e l'ombra di una manovra durissima e poco "elettoralistica". A quel punto a Salvini converrebbe farla con un M5s con cui il rapporto è ai minimi termini o con una coalizione di centrodestra?

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