Le ultime schermaglie tra Di Maio e Salvini prima delle Europee

Scambi finali tra i due vicepremier in vista del voto del 26 maggio. Il leader grillino attacca: «Speriamo che lunedì la Lega riprenda a lavorare». Rilancia il ministro dell'Interno: «Il Carroccio sarà primo partito».

24 Maggio 2019 17.17
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Rush finale della campagna elettorale in vista delle Europee. Nuove schermaglie tra Salvini e Di Maio. Il leader M5s ha attaccato sull'abuso d'ufficio e aggiunto: «Il M5s ha il 36% del parlamento e la maggioranza assoluta in Cdm e così rimarrà». «La Lega sarà il primo partito e cambierà l'Europa» ha risposto a distanza Salvini. Intanto, Giorgetti ha escluso, ancora una volta, che la Lega possa chiedere il rimpasto dopo il voto.

DI MAIO: «SPERO CHE I LEGHISTI LAVORINO DI PIÙ»

Il ministro del Lavoro ha scelto Otto e Mezzo per chiudere la campagna elettorale televisiva del M5s. Ospite da Lilli Gruber, Di Maio ha attaccato i colleghi di governo chiedendo maggiore impegno dopo il 26 maggio: «Mi auguro che da lunedì i leghisti si mettano a lavorare di più, dicono si devono sbloccare le opere e poi si mettono con le braccia incrociate, come fossero l'opposizione. Negli ultimi mesi ho visto accuse a ministri M5s, ma loro non lavoravano sui dossier, certo che se avevi Siri alle infrastrutture e si occupava di eolico…», ha aggiunto sibillino citando il caso giudiziario che ha coinvolto l'ex sottosegretario. «Se un partito chiede i voti domenica per aprire la crisi lunedì lo deve dire sabato agli italiani», ha poi aggiunto il leader grillino. «Noi assicuriamo che il governo va avanti e siamo argine a una serie di cose strampalate, dalle armi alla famiglia, che propone la Lega», ha detto Di Maio, «ma anche il Pd sugli stipendi dei parlamentari e il finanziamento pubblico ai partiti». Poi una messaggio tutto interno: «Non c'è nessuna intenzione di modificare la regola dei due mandati», ha detto in riferimento anche all'intervista di Davide Casaleggio a Le Monde uscita in settimana.

«CONTRATTO DI GOVERNO IL NOSTRO UNICO ALLEATO»

In serata Di Maio ha chiuso la campagna elettorale parlando dal palco di piazza della Bocca della Verità: «Io sarò sempre leale a questo governo e ai temi che ci avete detto di realizzare. I nostri unici alleati sono nelle piazze non nei palazzi. Unico nostro alleato è il contratto di governo», ha detto alla piazza. «È vero», ha aggiunto, «ci sono stati continui sconfinamenti nei nostri temi, abbiamo preso uno schiaffo, due schiaffi, poi abbiamo iniziato ad alzare la voce. Se abbiamo commesso un errore in questo governo è di essere stati troppo buoni, ma ora di schiaffi non se ne prendono più».

SALVINI: «LA LEGA DIVENTERÀ PRIMO PARTITO»

Salvini dal canto suo è saltato tra il sito del Corriere e il salotto di Pomeriggio 5, e proprio da quest'ultimo ha lanciato la sua stoccata ai compagni di governo: «Negli ultimi giorni da parte di Luigi Di Maio è una sequela ininterrotta di insulti, me ne dice di tutti i colori. Capisco che sia nervoso perché i sondaggi dicono che i 5 stelle hanno qualche problemino e la Lega è forte, ma non ho tempo per polemiche e insulti. Vado avanti». «Sentendo l'aria che tira», ha detto poi al Corriere, penso che alle Europee «la Lega cresca e qualcun altro scenda, ma la competizione non è con i 5 stelle. Se i 5 stelle vanno bene sono felicissimo, vuol dire che l'azione governo è apprezzata». Poi un riferimento al voto in Piemonte: «Se vinco io la Tav si farà». «Se la Lega prende tanti voti in Italia e in Piemonte», ha aggiunto, «significa che le infrastrutture gli italiani le vogliono».

«ESISTE UNA CHAT CON CONTE E DI MAIO, MA DOVREMMO SENTIRCI DI PIÙ»

La terza tappa della maratona televisiva di Salvini si è tenuta a Sky Tg24, dove il viceperemier leghista ha confermato l'esistenza su Whatsapp una chat Conte-Salvini-Di Maio «per dare appuntamenti e scambiare opinioni». «Prima», ha raccontato ancora, «ci sentivamo di più ed era meglio, «Anche quando hai divergenze di idee, se ti senti ti chiarisci. Ultimamente da parte dei cinque stelle è più usuale l'insulto» ma nella chat «in tre siamo e in tre rimaniamo».

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