La madre di Giovanbattista Cutolo possibile candidata alle Europee: quando la cronaca entra in politica

Redazione
12/02/2024

Da sempre i partiti in crisi di consenso pescano anche dai fatti di nera personaggi su cui puntare. Se Gino Cecchettin ha smentito una sua possibile candidatura con il Pd, Daniela Di Maggio, reduce da Sanremo, non disdegnerebbe la corsa per le Europee magari con FdI. Da Fabio Anselmo a Ilaria Cucchi, fino a Lucia Annibali e Antonio Boccuzzi: i precedenti.

La madre di Giovanbattista Cutolo possibile candidata alle Europee: quando la cronaca entra in politica

L’ultimo in ordine di tempo è stato Gino Cecchettin. Il padre di Giulia, studentessa di Vigonovo massacrata dall’ex fidanzato a soli 22 anni, e di Elena, ormai portavoce della lotta contro il femminicidio e il patriarcato (intervenuta a gamba tesa persino su Sanremo per criticare il monologo di gruppo scritto da Matteo Bussola sul nuovo lessico dell’amore recitato dal cast di Mare Fuori) era stato dato da Il Fatto quotidiano in lizza per un posto in lista alle Europee con il Pd. Il 55enne, che il 5 marzo darà alle stampe il libro Cara Giulia, ha però smentito l’indiscrezione. Per lui niente politica.

La madre di Giovanbattista Cutolo non disdegnerebbe la corsa per le Europee

Le voci di una sua possibile candidatura non avevano stupito affatto, anche perché non si sarebbe trattato di un caso isolato. Da un lato infatti la politica, in cronica crisi di consensi, pesca anche dai fatti di cronaca per trovare personaggi su cui puntare. E dall’altro è una sirena a cui è difficile resistere. Lo dimostra Daniela Di Maggio, madre di Giovanbattista Cutolo, il musicista 24enne ucciso a colpi d’arma da fuoco lo scorso agosto a Napoli, che reduce dall’ospitata sanremese non ha nascosto la sua voglia di scendere in campo. «La politica è una cosa complessa, nessuno finora mi ha chiesto di candidarmi», ha ammesso recentemente all’Adnkronos. «FdI mi vorrebbe in lista per le Europee? Se sapessi che, andando in Europa, con il mio impegno potrei riuscire a incidere per cambiare leggi assurde che danneggiano l’agricoltura italiana, il Made in Italy, la sanità, direi di sì a una candidatura. Correrei». Le idee dunque non le mancano. «Sto già facendo politica senza saperlo», ha aggiunto la signora Di Maggio. «Mi sto impegnando come ‘civica’ per cambiare, per esempio, la legge Gozzini, cioè quella che ti fa uscire un Salvatore Parolisi da galera in poco tempo». In una parola «sarei la portavoce di Napoli e dell’Italia». Pure lo slogan è pronto, chi ha orecchie per intendere intenda.

Di Maggio possibile candidata alle Europee: quando la cronaca è entrata in politica
Daniela Di Maggio a Sanremo (Getty Images).

Fabio Anselmo in corsa per la poltrona di sindaco a Ferrara

Passando alle Amministrative, invece, a saltare dalle Aule di tribunale e dall’attivismo all’arena politica è stato Fabio Anselmo, avvocato che si è occupato dei casi Cucchi, Aldrovandi e Bergamini. Si è candidato con il centrosinistra (tutti tranne Azione e Iv che per ora non hanno sciolto la riserva) a Ferrara per strappare la poltrona di sindaco al leghista uscente Alan Fabbri. Il legale, compagno di Ilaria Cucchi con cui ha scritto Il coraggio e l’amore. Giustizia per Stefano, la nostra battaglia per arrivare alla verità, rivendica il suo essere «civico e senza casacca» e promette di non fare sconti a nessuno, nemmeno al Pd. «Essere di sinistra per me vuol dire anche avere consapevolezza degli errori commessi e non nasconderli», aveva dichiarato qualche mese fa a Telestense. «La disaffezione dalla politica è dovuta all’assoluta mancanza di sincerità. Se siamo arrivati a questo tipo di governi penso che la colpa sia della sinistra che ha tradito spesso e troppo i valori che sono i miei. Questo tradimento ha creato la Lega. Si sperava che lo sgonfiarsi del fenomeno Lega avrebbe fatto tornare gli elettori e invece no, sono andati a Fratelli d’Italia e adesso sappiamo come siamo messi».

Fabio Anselmo, avvocato di Cucchi e Aldrovandi, si candida a sindaco di Ferrara
La senatrice Ilaria Cucchi e Fabio Anselmo (Imagoeconomica).

Ilaria Cucchi eletta al Senato con Sinistra italiana

Ilaria Cucchi invece nel 2022 è entrata a Palazzo Madama come indipendente dalla lista Alleanza Verdi e Sinistra, eletta nel collegio uninominale Firenze Pisa con il 40,08 per cento (ma candidata capolista anche nei listini plurinominali di Campania e Lazio). «Era il 3/11/2009. Mi trovavo in Senato per ascoltare il ministro Alfano che era stato chiamato a riferire su come e perché fosse morto Stefano Cucchi, quando era in stato di arresto, nelle mani dello Stato. Momenti terribili», scrisse sui social il primo ottobre 2022, giorno in cui il fratello Stefano avrebbe compiuto 44 anni. «Ora tornerò lì da senatrice. Sono consapevole della gravità del momento storico che sta vivendo il mio Paese, ma non dovrò avere timore. Stefano sarà con me. So che è fiero di me e che mi sta dicendo che dovrò mantenere le promesse fatte a coloro che hanno avuto fiducia in me». Cucchi il salto in politica lo aveva già tentato alle Politiche del 2013 con Rivoluzione Civile guidata da Antonio Ingroia, ma la lista non superò la soglia di sbarramento. Sempre con Sinistra Italiana nel 2022 è entrato in parlamento anche il sindacalista di origini ivoriane Aboubakar Soumahoro. Da anni in prima linea nelle battaglia dei braccianti contro il caporalato, era diventato presenza quasi fissa a Propaganda Live e si era guadagnato persino una copertina de L’Espresso con Matteo Salvini dal titolo Uomini e no. Conquistando così telespettatori (e futuri elettori). Pochi mesi dopo essere arrivato a Montecitorio indossando stivali di gomma sporchi di fango, finì travolto dallo scandalo sulla presunta malagestione da parte della moglie e della suocera dei alcune coop di accoglienza migranti. Sebbene si sia sempre dichiarato estraneo alla vicenda, si è autosospeso da Avs traslocando nel gruppo Misto. Lo scorso novembre invece moglie e suocera sono state sottoposte ai domiciliari.

Garante dei detenuti, M5s vota con la maggioranza al Senato Pd e Avs escono dall'aula
Ilaria Cucchi (Imagoeconomica).

I casi di Lucia Annibali e Antonio Boccuzzi

Tornando indietro nel tempo, un’altra candidatura di bandiera è stata quella dell’avvocata marchigiana Lucia Annibali, il cui nome nome emerse dalle cronache nel 2013 quando venne sfregiata con l’acido dal suo ex Luca Varani. Nominata nel 2016 consigliera per la lotta alla violenza di genere dall’allora sottosegretaria alle Pari Opportunità Maria Elena Boschi, l’anno successivo venne eletta alla Camera a Parma in quota Pd e sostenuta dalla coalizione di centrosinistra. Nel 2019 Annibali passò con i renziani in Italia viva che la ricandidarono con Azione nel 2022 ma senza successo.

Di Maggio possibile candidata alle Europee: quando la cronaca è entrata in politica
Lucia Annibali (Imagoeconomica).

Nel 2008 toccò invece ad Antonio Boccuzzi, ex sindacalista Uilm e unico sopravvissuto al rogo della ThyssenKrupp in cui, l’anno prima, persero la vita sette suoi compagni di lavoro. Scelto da Walter Veltroni, fu eletto nella circoscrizione Piemonte 1. Dopo due legislature, non essendo stato ricandidato nel 2018 Boccuzzi lasciò il Pd per abbracciare i Moderati di Giacomo Portas con cui corse alle Regionali piemontesi del 2019 finendo non eletto. «Dopo una lunga militanza nel Partito Democratico, con grandi soddisfazioni, ma anche delusioni e rimpianti, che mi hanno portato a non rinnovare la tessera, da oggi inizio un nuovo percorso, sempre nel campo del centro-sinistra e mettendo come sempre al centro del mio impegno il lavoro», scrisse Boccuzzi in una lettera aperta. «Ho deciso di candidarmi con i Moderati e sostenere Sergio Chiamparino. Ringrazio il mio amico Giacomo Portas, con il quale ho condiviso a Roma e qui sul territorio tante esperienze umane e personali durante il mio mandato parlamentare, che mi ha dato una grande opportunità: occuparmi delle tematiche riguardanti il lavoro e la formazione professionale in Piemonte. Sono pronto, sin d’ora, a mettermi al lavoro per il Piemonte. Senza tradire le mie origini strettamente connesse al mondo del lavoro. Con umiltà e passione, al servizio dei cittadini piemontesi». Se volessimo però risalire al primo caso di passaggio da cronaca a politica bisogna riavvolgere il nastro indietro di 40 anni. Nel 1984 Enzo Tortora, dopo una lunga e ingiusta detenzione con l’accusa di associazione camorristica e traffico di stupefacenti – accuse dalle quali risultò totalmente estraneo – accettò di candidarsi alle Europee nelle liste del Partito Radicale che lo aveva sostenuto nel suo periodo più nero. Il 20 luglio 1984 Tortora tornò definitivamente libero, tre giorni dopo sedeva sui banchi di Strasburgo.

Di Maggio possibile candidata alle Europee: quando la cronaca è entrata in politica
Antonio Boccuzzi (Imagoeconomica).