Chi sono gli alleati del M5s alle Europee

Chi sono gli alleati del M5s alle Europee

09 Gennaio 2019 16.14
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Continua la ricerca del M5s di alleati per le prossime elezioni europee. L'obiettivo è non restare isolati dopo il maldestro tentativo del 2017 di passare nel gruppo dei liberali europeisti dell'Alde per emanciparsi dall'Ukip di Nigel Farage che con la Brexit scomparirà dall'Europarlamento. Per questo i pentastellati hanno aperto ai gilet gialli che hanno fondato il partito Emergente.

Il 9 gennaio il leader Luigi Di Maio ha postato una foto su Instagram scrivendo: «Ieri sono stato a Bruxelles per incontrare alcune delle forze politiche con cui stiamo lavorando al gruppo europeo di cui farà parte il MoVimento 5 Stelle. Li vedete nella foto: siamo io, il polacco Pawel Kukiz, il croato Ivan Sincic e la finlandese Karolina Kahonen. Sono leader di movimenti che nei loro Paesi sono alternativi a quelli tradizionali, sono nati da poco e sono giovani, ma hanno un consenso sempre maggiore. Sono le energie più fresche e belle dell'Europa», ha scritto Di Maio. «"Su alcune cose non la pensiamo allo stesso modo, ma stiamo preparando un manifesto comune la cui stella polare sarà la democrazia diretta. Il nostro sogno è un'Europa con più diritti sociali, più innovazione e meno privilegi. Un'Europa che mette al primo posto i bisogni dei cittadini». Di Maio, ha confermato anche che sarà pronto a incontrare «alcuni rappresentanti dei gilet gialli. Se leggete le loro rivendicazioni, sono le nostre. Speriamo si presentino alle europee».

DAI POLACCHI AI FINLANDESI: CHI SONO GLI ALLEATI

Ma chi sono i partiti che cita Di Maio? Il partito finlandese Liike Nyt ("Movement Now") è stato fondato dall'imprenditore Harry Harkimo, fuoriuscito del Ncp, il centrodestra liberale. Karoliina Kähönen, tra i primi sette membri del gruppo, è invece una dottoranda ricercatrice. Il primo manifesto del movimento si prefiggeva un obiettivo molto "grillino": portare maggiore trasparenza nella politica finlandese, in opposizione ai partiti tradizionali da cui si dissocia apertamente. Si tratta di un partito liberista e liberale, che sostiene la mobilitazione per la libertà di espressione, il muto aiuto tra privati a livello sociale, l'imprenditorialità e l'azione contro il cambiamento climatico. Parola d'ordine rinnovamento e ingesso in politica di chi ne era escluso.

IL MOVIMENTO DELL'ATTORE CHE VUOLE DISTRUGGERE LA PARTITOCRAZIA

Gli alleati polacchi di Kukiz' 15 invece possono definirsi un movimento di estrema destra. E infatti in gruppi di estrema destra come Gioventù polacca ha militato il suo fondatore, l'attore e cantante punk Pawel Kukiz (da cui il nome del partito, appunto) e alle ultime elezioni parlamentari ha cooperato con il movimento nazionalista di ultra destra Movimento nazionale. Anche Kukiz non vuole essere considerato un partito e dichiara di voler distruggere la democrazia. Kukiz si è presentato alle presidenziali del 2015 e ha ottenuto un buon risultato: il 21% delle preferenze. Il maggiore sostegno è tra i giovani con il 42% dei consensi. Kukiz ha manifestato contro il gay pride e si è schierato contro l'aborto.

I CROATI ANTI SFRATTO CHE VOGLIONO STAMPARE MONETA

Infine ci sono i croati di "Scudo umano": dal nome della tecnica di occupazione che usano per opporsi agli sfratti. Infatti il movimento, fondato dal giovane Ivan Sinčić, è nato per difendere chi viene sfrattato. Si definiscono umanisti e quindi né di destra e di sinistra. Anche Sinčić ha iniziato con le presidenziali, raccogliendo nel 2014 più del 16% dei consensi. Il loro programma prevede che lo Stato stampi moneta e la fine del sistema monetario attuale basato sul debito, il divieto di sfratto nel caso di famiglie a cui viene tolta la sola abitazione di cui dispongono, educazione e assistenza sanitaria gratuita, l'uscita dalla Nato, una profonda riforma della Ue, la liberalizzazione della marijuana, il divieto di Ogm, l'opposizione ai trattati commerciali. Punti che se si conciliano con i Cinque Stelle lo fanno meno con gli altri alleati. Eppure a Strasburgo non sarebbe la prima volta che partiti molto diversi finiscano sui banchi dell'Europarlamento fianco a fianco. Tuttavia la strada per una formazione autonoma è lunga: servono almeno 25 deputati in rappresentanza di sette Paesi Ue (un quarto degli attuali membri.

IL MANIFESTO M5S PER LE EUROPEE ENTRO METÀ FEBBRAIO

In ogni caso, dopo la riunione con selfie del cosiddetto consiglio di guerra pentastellato – di cui oltre a Luigi Di Maio fanno parte Alessio Festa, Pietro Dettori, Cristina Belotti, Alessandro Di Battista, Silvia Virgulti, Davide Casaleggio, Rocco Casalino e Dario De Falco – la conferma del lavoro sul risiko europeo è arrivata anche dai grillini della commissione Politiche Ue alla Camera «Entro metà febbraio», ha scritto su Facebook il capogruppo in commissione Filippo Scerra, «il manifesto per le elezioni europee, composto da dieci punti fondamentali, sarà firmato a Roma: l'obiettivo è di creare una grande famiglia europea per la democrazia diretta. Le trattative sono in corso anche con forze politiche polacche, croate, finlandesi e francesi. Le differenze con noi esistono, non lo si può negare, ma con delle linee politiche chiare e irriducibili in comune, che il Movimento già porta avanti in Italia, insieme potremo finalmente smuovere e far ripartire su nuove basi l'Europa. Il vecchio continente non potrà che essere più solidale, più equo e più giusto di quanto non sia adesso».

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