Europee, il braccio di ferro tra l’Ecr di Meloni e Id di Salvini e i malumori del popolare Tajani

David Allegranti
09/02/2024

Tra FdI e Lega volano cazzotti anche a Strasburgo. Il gruppo della premier corteggia Le Pen e intanto ha imbarcato sua nipote Marion Maréchal e l'estremista Zémmour. Il Carroccio abbozza e punta a un asse delle destre in chiave anti-socialista e anti-Macron. Una strada in salita per i liberali del Ppe costretti tra AfD e Orban. Lo scenario.

Europee, il braccio di ferro tra l’Ecr di Meloni e Id di Salvini e i malumori del popolare Tajani

Tutto fa brodo, all’Europarlamento, dove i gruppi costituiti dalle varie delegazioni nazionali sono già in competizione per la guida dell’Ue. Le elezioni europee di giugno sono sempre più vicine e a destra si sta consumando – nascosta dalle presunte buone maniere tra alleati del governo italiano – una sontuosa scazzottata fra Identità e Democrazia (Id, il gruppo della Lega), Conservatori e Riformisti Europei (Ecr, il gruppo di Fratelli d’Italia) e Partito Popolare Europeo (Ppe, il gruppo di Forza Italia). Ma procediamo con ordine.

Europee, il braccio di ferro tra l'Ecr di Meloni e Id di Salvini e i malumori del popolare Tajani
Gli esponenti di Reconquête Marion Maréchal e Nicolas Bay (Getty Images).

Meloni si porta a casa l’ingresso in Ecr di Zémmour e di Marion Maréchal

Giorgia Meloni, oltre a fare la presidente del Consiglio, è in campagna elettorale. Non solo per le pur importanti elezioni regionali e amministrative del 2024, ma anche per le Europee di giugno. L’obiettivo dichiarato della destra, come ripete sempre Matteo Salvini, è scardinare l’asse fra popolari e socialisti che attualmente governa l’Ue. Ognuno però, per farlo, ha la sua strategia. E il suo gruppo di appartenenza. Salvini punta a far crescere Id, portandolo a essere il terzo gruppo a Strasburgo. Meloni si è appena intestata una battaglia per importare in Ecr la “meglio gioventù” (ancorché non sempre così giovane come Marion Maréchal nipote di Marine Le Pen) del sovranismo europeo. Battaglia che, va detto, sta producendo qualche risultato. Reconquête, partito di estrema destra francese creato dall’intellettuale ultra-estremista Éric Zemmour, è appena entrato in Ecr. L’europarlamentare Nicolas Bay, che dal 2019 al 2022 è stato vicepresidente del gruppo Identità e Democrazia, per poi passare tra le fila dei non iscritti, è entrato come membro dell’ufficio di presidenza nel gruppo che il partito di Meloni fra i suoi aderenti. A fare gli onori di casa sono stati, per l’appunto, il co-presidente del gruppo Ecr Nicola Procaccini e la vice-presidente di Reconquête Marion Maréchal. Che su X ha riassunto i temi condivisi con la nuova ‘casa europea: «Difesa dell’identità delle nazioni e della nostra civiltà di fronte all’immigrazione e all’islamizzazione; difesa delle libertà economiche contro la burocrazia; preservazione dei nostri valori di fronte al wokismo: Reconquête si unisce al gruppo Ecr al Parlamento europeo».

L’incognita Le Pen e i malumori del Ppe

La presenza del partito di Zemmour, che nel 2022 era candidato alle Presidenziali francesi, sembra scacciare l’ipotesi di un dialogo con l’avversaria Marine Le Pen, come pure vorrebbe Meloni. Eppure è proprio Marion Maréchal, sposata con l’europarlamentare di Fratelli d’Italia Vincenzo Sofo, a dire di volersi porre come intermediaria fra sua zia Marine Le Pen e Meloni. Vedremo come finirà la trattativa familiare, ma intanto si segnala che il Ppe non è affatto contento di quel che si sta muovendo. Antonio Tajani, leader di Forza Italia e ministro degli Esteri, ha più volte spiegato che nel centrodestra europeo non c’è spazio per l’estremismo di destra. A partire dai tedeschi di AfD. Oltretutto, il primo ministro ungherese Viktor Orbán, leader di Fidesz, ha appena dichiarato che dopo le elezioni di giugno il suo partito entrerà nell’Ecr. Una sortita che però non è piaciuta al Ppe: «Un’eventuale adesione di Viktor Orbàn al gruppo Ecr sarebbe un serio ostacolo per la futura cooperazione del centrodestra nel parlamento europeo. Sarebbe un grosso regalo alla minoranza liberale e di sinistra e minerebbe l’influenza dell’Ecr sulla direzione della politica dell’Ue», hanno detto fonti parlamentari del Ppe.

Europee, il braccio di ferro tra l'Ecr di Meloni e Id di Salvini e i malumori del popolare Tajani
Matteo Salvini e Marine Le Pen (Imagoeconomica).

Lega al lavoro per impedire qualsiasi asse con i socialisti o Macron

E la Lega? Cerca di non farsi prendere troppo dall’agitazione. Dice l’europarlamentare Susanna Ceccardi dice a Lettera43, senza scomporsi: «Bè, Fratelli d’Italia sosteneva Zemmour già alle Presidenziali. E l’avvicinamento dello scrittore francese è incompatibile con Marine Le Pen». Ma se Meloni scippasse anche Le Pen, il Carroccio che cosa direbbe? «Nessuno scippa nessuno… I partiti sono liberi di associarsi in parlamento europeo. Quello che speriamo noi è una forte alleanza tra i gruppi di centrodestra. L’importante è che Ppe ed Ecr non facciano alleanze con Macron e socialisti. Peraltro se ci fosse un avvicinamento della destra di Ecr o Ppe a Macron allora davvero Le Pen non potrebbe mai stare in un progetto simile». Quindi, come conferma Ceccardi, l’ipotesi a cui si lavora è un asse Id, Ecr e Ppe. «Certo. D’altronde, senza AfD e Orbàn sarà difficile che il centrodestra abbia la maggioranza. E quindi significherebbe una nuova alleanza con i socialisti, che noi vogliamo assolutamente evitare».

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