Chi è Kobi Marimi, il cantante di Israele all’Eurovision Song Contest

12 Marzo 2019 20.45
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Kobi Marimi voleva diventare da grande un attore, di quelli che non si dimenticano. Invece, a 27 anni, il suo grande schermo sarà la finale dell'Eurovision Song Contest, in programma dal 14 al 18 maggio a Tel Aviv, dove rappresenterà Israele. A lanciarlo come cantante è stata la vittoria nel talent show 'Prossima stella', programma cult della tv israeliana che ne ha fatto subito una star. Ha la stessa età di Mahmood, il vincitore di Sanremo, suo avversario nel prossimo concorso. «Mi piace tantissimo: è carismatico ed ha una voce unica. La sua canzone», racconta mentre accenna al ritornello di 'Soldi, soldi' – mi ha creato un po' di dipendenza e penso che abbia molte buone possibilità di vincere». Ma certo non esclude che a prevalere sia lui.«Sarebbe fantastico vincere l'Eurovision, specialmente qui a casa, in Israele». Come canzone ha scelto 'Home' (composta da Ohad Shragai e Inbar Vaizma), molto lontana dal tecno pop di 'Toy' il brano con cui Netta Barzilai si è imposta nel 2018 portando il concorso in Israele.

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«Home», spiega mentre guarda il mare dall'ultimo piano di un albergo di tendenza affacciato sul Mediterraneo – è una ballata che mi fa venire la pelle d'oca ogni volta che la canto. E anche la seconda e la terza. Ha un messaggio molto forte: mi emoziono solo a parlarne e mi fa felice». A sentirla, il paragone con 'Il Volo' è immediato: voce baritonale, profonda, linea melodica. L'inverso esatto del tormentone 'Toy'. "Amo 'Il Volo', davvero!Il loro modo – spiega superando per un attimo la timidezza che lo contraddistingue – in cui riescono a prendere canzoni pop e darne tutta un'altra interpretazione. Sono fantastici, li ascolto e anche canzoni che conoscevo prima mi arrivano in modo diverso, capisco cose nuove delle stesse canzoni quando le cantano".

Marimi dice di non fare distinzioni tra pop e lirica: «Mi piace tutto. Sembra una risposta politicamente corretta, eppure non mi piace mettere etichette perché un giorno può andarmi di fare una cosa e il giorno dopo altre. Posso cantare la mia canzone in modo più lirico ma nella mia playlist ho Beyoncè. Mi piace tutto di tutto». Quello che è importante, a suo giudizio, è la concentrazione «sulla performance sul palco, sul brano». «Se saprò trasmettere il messaggio della canzone», ha detto, «questa sarà già una grande vittoria». Marimi sa che il Movimento di Boicottaggio di Israele (Bds) ha chiesto ai cantanti in gara di disertare l'Eurovision e sa anche che il gruppo islandese Hatari ha preannunciato che userà quel palco per protestare contro Israele. «Tutto quello che ho da dire è che l'Eurovision è una gara non politica: è tutta una questione di musica e amore per la musica e di paesi di tutto il mondo che si riuniscono per celebrare la musica. Questo è quello che conta».

(Massimo Lomonaco, Ansa)

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