Mahmood ha confermato che parteciperà all'Eurovision 2019

Mahmood ha confermato che parteciperà all’Eurovision 2019

12 Febbraio 2019 14.03
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«Ok ve lo posso dire, rappresenterò l'Italia all'Eurovision Song Contest con "Soldi". Non vedo l'ora». Mahmood, fresco vincitore del festival di Sanremo con il brano "Soldi", ha sciolto la riserva annunciando sulla sua pagina Facebook e Instagram che parteciperà alla manifestazione in programma dal 14 al 18 maggio a Tel Aviv.

«STRANO ESSERE IL PERSONAGGIO DEL MOMENTO»

In mattinata il cantante era stato ospite di RTL 102.5 e ha raccontato il suo momento di popolarità dopo il Festival di Sanremo. «Mi fa strano essere chiamato 'personaggio del momento', non riesco ancora a realizzare. Sono soddisfatto perché la gente che non mi conosce, magari, pensa sia nato tutto da Sanremo ma in realtà dietro c'è un lavoro di anni in cui ho scritto pezzi per me e per altri e sono molto orgoglioso del lavoro e trovarmi qui mi fa un po'strano ma era quello che volevo da sempre. L'ho cercato, ci ho lavorato, ho tenuto duro e questa cosa mi dà la speranza che quando uno si impegna davvero i risultati poi arrivano».

«GIUDICATE LA MIA MUSICA»

Interrogato sul suo carattere ha spiegato che ad alcuni italiani magari frettolosi nel giudicarlo direbbe che «prima di tutto, faccio il cantante e cantautore e sono consapevole del fatto che la mia musica possa piacere o non piacere. Io le critiche le accetto tutte, veramente, ma solo se sono costruttive perché così posso imparare anche io, sono ancora agli inizi e devo ancora imparare tanto di questo mestiere e mi servono le critiche costruttive. Quindi agli italiani prego solo di farmi delle critiche che abbiano delle fondamenta e non a caso».

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IL RICORDO DELLA MADRE E DI MILANO

Sulla questione legata alle sue origini e a Milano, città dove è nato, e sulla figura paterna di cui parla nel brano vincitore del festival, Mahmood ha aggiunto: «Devo molto a Milano, nei miei pezzi, nelle mie descrizioni, essendo nato e cresciuto qui mi ha fatto da culla della musica e mi ha ispirato tanto questa città. La figura del padre? Nel mio mondo interiore l'ho vista sempre come, non so, quello che doveva un attimino occuparsi delle faccende non troppo quelle dedicate all'istruzione ma fare un po' da 'boss' della famiglia, nel mio caso l'ha fatto mia madre Anna che mi ha fatto sia da madre che da padre. In questi anni ho rivisto la figura del padre anche in mia madre e ho capito cosa dovrebbe fare, dovrebbe occuparsi della casa, dell'istruzione, lei mi ha sempre fatto studiare e mi ha obbligato fino alla quinta liceo. Magari ci sono famiglie che quando il figlio dice di non avere più voglia e preferisce andare a lavorare per guadagnare i primi soldi non gli fanno finire l'istruzione. A me era capitato anche quel momento lì ma per fortuna ho avuto anche un'istruzione abbastanza ferrea a casa e la figura del padre l'ho rivista in mia madre, devo tanto a lei».

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LA RICERCA DELLE RADICI

Proprio sulla figura del padre Mahmood ha raccontato: «più che dolore è un peccato non aver vissuto certe cose, ho vissuto un'infanzia e un'adolescenza bellissima e non ho nulla da rimpiangere, ma mi sarebbe piaciuto conoscere meglio certe tradizioni, certi aspetti di una cultura che conosco meno. In Egitto sono stato tipo due volte, una volta ad otto anni. Mi sarebbe piaciuto conoscere di più le radici, magari lo farò in futuro, non mi precludo nulla».

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