Evadere con la moda

Redazione
15/10/2010

di Claudia Luise begin_of_the_skype_highlighting     end_of_the_skype_highlighting Una collezione di moda per rompere le sbarre e ricostruirsi una vita fuori dal carcere. La...

Evadere con la moda

di Claudia Luise begin_of_the_skype_highlighting     end_of_the_skype_highlighting

Una collezione di moda per rompere le sbarre e ricostruirsi una vita fuori dal carcere. La sartoria del carcere San Vittore, gestita della cooperativa Alice, ha aperto il primo negozio nel cuore di Milano che mette in vendita le creazioni realizzate dalle detenute per l’inverno.
La collezione, che si chiama “Evadere dal quotidiano”, è stata disegnata dalla stilista Rosita Onori, che ha creduto nel progetto ed è diventata socia della cooperativa. A caratterizzarla, ci sono cappotti in felpa foderati di seta, vestiti in jersey e pantaloni dalle forme morbide.
I capi sono cuciti da una ventina di detenute ed ex detenute che sono tutte socie della cooperativa. Almeno cinque producono nel carcere di San Vittore, altrettante in quello di Bollate. Nel laboratorio esterno sono impiegate una decina di donne alle quali sono state concesse misure alternative alla detenzione o che hanno finito di scontare la pena ma che, grazie al percorso compiuto dietro alle sbarre, hanno acquisito una professionalità nel settore.
«Prima lavoravamo per conto terzi e avevamo solo una linea di gadget, i “Gatti galeotti”, in vendita online. Pian piano abbiamo capito di avere un bagaglio notevole di competenze da sfruttare e ora abbiamo tre laboratori, due in carcere e uno fuori», racconta Ida Piermarini, che si occupa dell’amministrazione.
La possibilità di mettersi in proprio si è concretizzata con la crisi. «Prima non avevamo forze a sufficienza, riuscivamo solo a gestire le richieste dei nostri clienti, ma negli ultimi mesi le commesse sono diminuite e abbiamo iniziato ad avere più tempo per mettere in pratica l’idea», aggiunge.
Così, è nata la sfida
di aprire un negozio dove presentare prodotti esclusivi: la boutique, in via Terraggio 28, è aperto tutti i giorni tranne il lunedì. Anche lo stile scelto per l’arredamento, con divanetti dal sapore retrò, è piuttosto insolito e lontano dai classici punti vendita. In futuro, il negozio potrà diventerà un punto di dialogo e un luogo per iniziative culturali.