«I neri piacciono alle donne perché hanno una dote sotto»: la Liga Veneta espelle il consigliere regionale

Redazione
19/10/2023

Polemica per i commenti sessisti e razzisti di Fabiano Barbisan durante un talk show su Medianordest. I dem insorgono. E le scuse di rito non lo salvano dalla cacciata dal partito.

«I neri piacciono alle donne perché hanno una dote sotto»: la Liga Veneta espelle il consigliere regionale

Le scuse di rito non sono bastate. La Liga Veneta ha espulso il consigliere regionale eletto con la lista Zaia Fabiano Barbisan che, come ha spiegato il segretario locale Alberto Stefani, si è reso responsabile «di affermazioni indegne e vergognose, da punire con massima severità». Martedì 17 ottobre, durante il talk show Focus sulla rete locale Medianordest, Barbisan parlando di immigrazione aveva prima definito i migranti in fuga dalla fame «più sgionfi de mì» (più gonfi di me), poi si era lasciato andare a commenti sessisti: «I ragazzotti neri, bisogna dire di colore adesso, forse alle donne piacciono perché hanno un’altra dote sotto». Parole da cui persino il conduttore della trasmissione si era immediatamente dissociato. Nemmeno due giorni dopo è arrivato il provvedimento di espulsione.

«Parole a dir poco indegne», la reazione dei consiglieri veneti del Pd

Questi ragionamenti «ci riportano al tempo dei cavernicoli», hanno tuonato i consiglieri veneti del Pd parlando di «una vera vergogna, che cancella ogni rispetto per le donne, per chi soffre e cerca di scappare dagli orrori, e per lo stesso Consiglio regionale». Non le ha mandate a dire neanche Luana Zanella capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra alla Camera che ha affondato il colpo: i migranti, «rispetto a Barbisan hanno di sicuro doti anche di sopra».

Le scuse del consigliere

Dopo lo scoppio della polemica, Barbisan aveva cercato di buttare acqua sul fuoco. «Sono profondamente rammaricato e mi scuso per quanto accaduto l’altra sera in televisione. Quelle mie parole non rappresentano né i miei valori, né, soprattutto, il pensiero del movimento e del gruppo al quale appartengo», ha spiegato. «Sull’onda emotiva della diretta televisiva, purtroppo, mi sono fatto colpevolmente trascinare dagli argomenti e dalla discussione. Chi scappa da una guerra ha tutti i diritti ad essere assistito, a prescindere dalla propria corporatura. Mi scuso pertanto per queste mie parole, così come mi scuso se ho ferito la sensibilità delle donne e chiunque si sia sentito offeso dagli improvvidi termini che ho utilizzato». Scuse che però non sono bastate, nemmeno alla Liga.