Chi è Fabio D’Innocenzo, in nomination ai David di Donatello 2019

Chi è Fabio D’Innocenzo, in nomination ai David di Donatello 2019

27 Marzo 2019 18.06
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Fabio D’Innocenzo è uno sceneggiatore e regista italiano, nato il 14 luglio 1988. Insieme al fratello gemello Damiano, ha scritto e diretto il film La terra dell’abbastanza (2018), presentato al Festival di Berlino 2018 nella sezione Panorama. La coppia è stata premiata con un Nastro d’Argento 2018 come miglior esordio alla regia. Ai David di Donatello sono candidati per miglior regista esordiente e miglior sceneggiatura originale. Sempre insieme a Damiano, Fabio ha collaborato con Matteo Garrone alla sceneggiatura del film Dogman (2018), in concorso per la Palma d’Oro al Festival di Cannes 2018.

LA POETICA DELLA PERIFERIA ROMANA

Lontani mille miglia dalla Balduina di Nanni Moretti, i due ventottenni sono cresciuti tra il periferico quartiere romano di Tor Bella Monaca, Lavinio e il litorale di Anzio. Famiglia semplice e cultura anomala, anti-accademica, sgangherata, piena di libri («non avevamo la tv»), pochi Vhs («vedevamo sempre gli stessi, tra cui Natale in casa Cupiello e Dumbo»), scuola alberghiera e passione, prima per la fotografia, e poi per il cinema, sono pronti per il secondo film: «Sarà un western al femminile che ha come titolo provvisorio Ex vedove, un girato nell'Italia di fine Ottocento con attori dai vari dialetti». Ne La terra dell'abbastanza, la poetica della periferia romana, della coattagine cantata da Claudio Caligari. Nel cast Max Tortora, Milena Mancini e Luca Zingaretti nel ruolo di un boss.

LA TRAMA DI LA TERRA DELL'ABBASTANZA

«È più che altro un film sull'amicizia in un posto di preannunciata sconfitta. Come si può sfuggire alla coattagine? Semplice, a noi ci ha aiutato la cultura che avevamo in casa», ci tengono a dire i registi. Nel caso de La terra dell'abbastanza si tratta di un'iniziazione involontaria alla delinquenza da parte di quelli che sarebbero potuti diventare davvero dei bravi ragazzi. Ovvero Mirko, Andrea Carpenzano (Tutto quello che vuoi, Il permesso), e Manolo (Matteo Olivetti) due giovani amici della periferia di Roma che vanno alla scuola alberghiera e sognano di fare i bartender. In tutto e per tutto due ragazzi di periferia come tanti, il primo con solo il padre (Max Tortora) e l'altro con madre separata (Milena Mancini). Una notte però si ritrovano ad investire con la loro utilitaria un uomo e decidono di scappare. L'uomo che hanno ucciso non è però uno qualsiasi, è un traditore, un infame. E questa tragedia si trasforma per loro in un colpo di fortuna: la vittima è un pentito di un clan criminale di zona e, facendolo fuori, i due ragazzi si sono guadagnati un ruolo, rispetto e denaro che non hanno mai avuto. Insomma un biglietto d'entrata dentro la malavita.

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