Tutti i numeri da record di Fazio che certificano il suicidio della Rai

Rodrigo Garbo
16/10/2023

Viale Mazzini ha fatto un regalone al gruppo Warner Bros Discovery Italia: Che tempo che fa ha quintuplicato la media di rete, col 10,5 per cento di share pari a 2,1 milioni di persone (numeri ancora maggiori se si considera il simulcast). Report in una settimana ha perso 600 mila telespettatori. Meloni capirà di aver danneggiato il servizio pubblico?

Tutti i numeri da record di Fazio che certificano il suicidio della Rai

Non deve essere stato un risveglio sereno in Rai. La diffusione dei dati Auditel avrà fatto andare di traverso il caffè ai dirigenti della tivù pubblica targata Meloni. Che ha fatto un enorme regalo a Nove e al gruppo Warner Bros Discovery Italia. Regalo che ha un nome e un cognome: Fabio Fazio. Il debutto del conduttore e del suo Che tempo che fa ha infatti quintuplicato la media di rete toccando il 10,5 per cento di share pari 2,1 milioni di telespettatori. Numeri che crescono ulteriormente grazie alla decisione di mandare la prima puntata in simulcast su tutti i canali dell’editore. In definitiva il talk ha tenuto incollate davanti al televisore 2,6 milioni di persone volando al 13 per cento, diventando la seconda trasmissione più seguita della serata (solo Cuori 2 su Rai1 ha fatto meglio) e il programma più visto di sempre nella storia dei canali Warner Bros Discovery Italia.

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Perché il debutto da record di Fazio certifica il suicidio della Rai
Un meme su Fazio e Salvini (di Sirio, da X)

Canale 5 e Gerry Scotti lontani dai 2 milioni di telespettatori

Nel dettaglio la fiction sull’ammiraglia della tivù di Stato ha conquistato 2 milioni 879 mila spettatori pari al 16,8 per cento. Canale 5 e Caduta libera – I migliori si fermano all’11,5 e 1 milione 622 mila teste collegate. Dritto e rovescio di Rete 4 viaggia sugli 837 mila telespettatori e il 6,2 per cento. Seguono Italia1 e Fbi: Most Wanted a 1 milione 53 mila pari al 5,6 per cento di share e Il collegio di Rai2 che ha interessato 899 mila teste (4,8 per cento). Quindi In onda che ha tenuto su La7 568 mila persone (3,2 per cento). In attesa del ritorno della Gialappa’s Band (in programma per la sera del 16 ottobre), Tv8 ha proposto il film Spider-Man: Far From Home che è stato seguito da 441 mila spettatori con il 2,6 per cento di share.

In una settimana Ranucci e Report hanno perso il 4 per cento di share

Un discorso a parte merita Rai3 che per anni è stata la casa di Fazio e Che tempo che fa. A riempire il vuoto lasciato dal conduttore di Savona, Luciana Littizzetto e Filippa Lagerback è stato chiamato, tra i borbottii dell’interessato, Sigrido Ranucci con Report. «Se qualcuno vuole mettere in difficoltà la trasmissione, spostandola in condizioni difficili, sbaglia», aveva commentato lui. Il programma che occupava il lunedì sera del terzo canale ha dovuto quindi traslocare alla domenica per il bene dei numeri. E, se al suo ritorno dalle vacanze l’8 ottobre, senza Fazio come competitor, si era difeso bene (secondo più visto con 2 milioni 61 mila telespettatori e l’11,4 per cento), ma sette giorni dopo ha perso circa 600 mila appassionati scendendo al 7,6 per cento. Nella scorsa stagione la domenica sera Che tempo che fa teneva sui Rai3 in media 2 milioni 388 mila persone pari all’11,95 per cento di share. Poco sotto al 9 per cento viaggiava, invece, Report il lunedì sera. Insomma, al momento, la Rai meloniana sembra aver fatto un buco nell’acqua, l’ennesimo ormai.

Perché il debutto da record di Fazio certifica il suicidio della Rai
Fabio Fazio e Luciana Littizzetto.

Per Fazio il debutto migliore da quando andava in onda su Rai1

Certo, siamo solo all’inizio: il debutto di Fazio su Nove era molto atteso dopo tutte le chiacchiere sul suo addio alla tivù pubblica, lo scontro per la proprietà dei canali social del programma e tutto il resto. È anche vero che per trovare numeri più alti per una prima puntata di Che tempo che fa bisogna andare indietro ai tempi in cui andava in onda su Rai1. Al suo ritorno dalle vacanze, nel 2022, su Rai3 la trasmissione aveva infatti registrato l’11,30 per cento con 2 milioni 221 mila persone collegate. Ospiti di quella puntata c’erano, tra gli altri, Enrico Letta, Bebe Vio e Marco Mengoni. Non da meno i volti invitati alla prima sui canali Warner Bros Discovery Italia: da Giovanni Floris alla Gialappa’s Band passando per David Grossman, Liliana Segre, The Kolors, Andrij Shevchenko e il Mago Forest. Senza dimenticare il debutto nel debutto: quello di Ornella Vanoni con una (al momento surreale) rubrica in cui la cantante commenta aspetti e vicende della sua vita a partire dagli appunti che prende su un quadernetto che è già cult.

Aldo Grasso: «Su Nove è trasmigrato un pezzo della Rai migliore»

Una pausa di leggerezza in una serata in cui si è molto parlato di guerra in Medio Oriente con due volti che, come ha fatto notare su il Corriere della Sera Aldo Grasso, il servizio pubblico avrebbe dovuto portare in tivù: «Come Liliana Segre e David Grossman hanno affrontato la tragedia del massacro dei terroristi di Hamas e la conseguente risposta di Israele è una lezione che dovremmo fare nostra, un incontro sofferto di ragione e sentimento che i pasdaran da talk show (e i loro difensori d’ufficio) ignorano totalmente», ha scritto il critico. Che ha bollato il passaggio di Che tempo che fa sul Nove come «un guadagno per Discovery, una perdita secca per la Rai. Non in termini di ascolti, non perché ha perso un programma che si è trasferito armi e bagagli su un’altra rete, ma perché ha scippato alla Rai una buona dose di servizio pubblico che Viale Mazzini non è ancora stato in grado di sostituire». Secondo il giornalista è come se «su Nove fosse trasmigrato non un programma, non Fabio Fazio, ma un pezzo della Rai migliore». Quella che, non è un mistero, non è mai piaciuta a Giorgia Meloni, Matteo Salvini & friends.