Zingaretti ha accusato la Rai di censurare Fazio

Il segretario del Pd difende il conduttore di Che tempo che fa dopo la decisione di cancellare le ultime tre puntate. Di Maio: «Penso al Paese, non ai talk». Salini convoca la direttrice di Rai Uno.

13 Maggio 2019 08.29
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Il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, scende in campo per difendere Fabio Fazio dopo la decisione della Rai di cancellare le ultime tre puntate del lunedì della trasmissione Che tempo che fa, perché giudicate troppo vicine alla data delle elezioni europee in programma domenica 26 maggio. «Su Fazio chiamatela come volete. Io la chiamo censura contro la libertà di espressione», ha scritto su Facebook il leader dem. Intanto, secondo il quotidiano la Repubblica, «un infuriato Fabrizio Salini» (che non sarebbe stato informato della cancellazione) ha convocato la direttrice di Rai Uno, Teresa De Santis, nella giornata del 13 maggio. Salini vuole chiarimenti sulla vicenda.

Su Fazio chiamatela come volete. Io la chiamo censura contro la libertà di espressione

Geplaatst door Nicola Zingaretti op Maandag 13 mei 2019

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FAZIO UN BERSAGLIO DA COLPIRE?

Già la consigliera Rai in quota Pd Rita Borioni, con un'intervista al Corriere della Sera, aveva protestato con forza: «Penso si voglia dare una bella botta al servizio pubblico. Penso anche che Fazio sia diventato il capro espiatorio di un clima interno ed esterno che vede in lui un bersaglio da colpire». Il consiglio di amministrazione di Viale Mazzini, ha precisato Borioni, «non sapeva nulla» della cancellazione. E la consigliera dubita che la scelta sia motivata dall'esigenza di lasciare spazio ad approfondimenti sulle elezioni europee: «Le elezioni non sono un fatto improvviso, il calendario delle trasmissioni Rai, con i necessari cambiamenti che nessuno discute, andava messo a punto da tempo, certo non così all'ultimo minuto, magari prevedendo il recupero delle puntate di Fazio».

SOGGETTO EDITORIALE «ADESSO DEBOLE»

In merito all'eventuale peso della nuova direzione di Rai Uno affidata a De Santis e degli attacchi nei confronti del conduttore provenienti dal vicepremier Matteo Salvini, Borioni ha dichiarato: «Non so se si tratti di un nesso casuale o causale, ovvero se si tratti di un caso o se quegli attacchi siano, al contrario, l'autentica causa della scelta. La Rai, lo sappiamo tutti, non è mai stata immune dal clima politico, meno che mai lo è adesso. La scelta, di cui chiederò spiegazioni ai vertici, colpisce un soggetto editoriale adesso debole come la trasmissione di Fazio. Vorrei anche sottolineare che l'attuale dirigenza di Rai Uno sta registrando un calo degli ascolti, anche se lieve: fino a questa nomina, i dati erano sempre in crescita, ora si stanno abbassando. Non mi sembra un bel risultato».

GASPARRI: «CENSURE CHE NON ESISTONO»

Opposta la lettura del senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, membro della commissione di Vigilanza Rai: «Ci mancava il vittimismo di Fazio per censure che non esistono. In attuazione delle regole approvate dalla commissione di Vigilanza, il servizio pubblico deve programmare trasmissioni elettorali con le regole della par condicio, dando voce a tutte le liste presentate alle elezioni europee. Lo spazio dopo le 23, dedicato alle tribune su Rai Uno lunedì 20 maggio al posto di Orietta Berti e Frassica che cinguettano, non è quindi una violazione della libertà, ma l'adempimento di un dovere informativo. E poi lunedì 27 maggio Rai Uno dovrà fare trasmissioni di commento al voto europeo e amministrativo del giorno prima o dovrà lasciare spazio alle maratone della concorrenza? Ma di che parliamo? Ma basta con la dittatura "fazista"! Non ci sono censure. C'è poi il diritto di dire che in questi anni Fazio è costato alla Rai, anche come produttore del suo programma, montagne di soldi».

IL SINDACATO USIGRAI ACCUSA SALVINI E FOA

Anche l'Usigrai, il sindacato dei giornalisti della tivù pubblica, ha preso posizione: «Missione compiuta. La versione del lunedì del programma di Fabio Fazio chiude in anticipo. Chi ha eseguito l'ordine di Matteo Salvini e di Marcello Foa? Perché è fin troppo chiaro che la pausa per le elezioni europee è solo una scusa, visto che – nel caso – si sovrappone a una sola delle tre puntate ancora previste. Se è vero che l'ad Fabrizio Salini non sapeva nulla, è evidente che ci sono ormai due aziende: una che risponde agli organigrammi ufficiali, e un'altra parallela che agisce come gruppo autonomo e in coordinamento con ordini che arrivano dall'esterno. È una situazione non più accettabile. Urgente un chiarimento in cda e in commissione parlamentare di Vigilanza».

IL LEADER DELLA LEGA RESPINGE AL MITTENTE

Salvini, da parte sua, ha respinto questa versione dei fatti: «Ora mi occupo anche di palinsesti televisivi? Mi dà fastidio che ci sia qualcuno pagato dagli italiani, tra i tre e i quattro milioni di euro, che fa una trasmissione politica. Adoro il confronto e la critica, figurarsi se chiedo a tizio di togliere un programma piuttosto che un altro. Mi dà fastidio che una televisione pubblica pagata dagli italiani paghi stipendi da milioni di euro».

DI MAIO: «PREFERISCO PARLARE DEI PROBLEMI DEL PAESE»

Mentre Luigi Di Maio ha tagliato corto: «Questa polemica sulla Rai non è la risposta che i cittadini chiedono. Preferisco parlare dei problemi del Paese. A Salvini e Zingaretti dico: pensate al Paese, non ai programmi in tivù, non ai talk. Il M5s sta ancora aspettando una risposta sul salario minimo. Sul taglio dei maxi-stipendi noi siamo sempre d'accordo, ma tagliamoli anche ai parlamentari».

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