Come è morto Fabrizio De André

Come è morto Fabrizio De André

11 Gennaio 2019 09.50
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Come è morto Fabrizio De André? Il cantautore se ne andò l'11 gennaio 1999, quando non aveva ancora compiuto 59 anni, per un tumore ai polmoni. Per la precisione un carcinoma polmonare che gli fu diagnosticato cinque mesi prima, scoperto dopo l'insorgere di dolori alla schiena e al torace in seguito a un concerto. Quando venne ricoverato, nel novembre del 1998, la malattia era ormai in uno stato terminale. Il decesso arrivò all'Istituto dei tumori di Milano. Nella bara di De André, tra le altre cose, fu messo anche un pacchetto di sigarette. È stato proprio l'inguaribile vizio delle "bionde" a essergli fatale. Come ricordato dalla sua seconda moglie Dori Ghezzi: «Fabrizio ha sacrificato la sua vita sull'altare del fumo».

«FABRIZIO ERA DIVENTATO SCHIAVO DEL TABACCO»

La donna nel 2007, in occasione della Giornata mondiale senza tabacco, incontrò gli studenti delle scuole superiori lombarde, ospiti dell'Istituto nazionale dei tumori. E portò ovviamente l'esempio (cattivo) di Faber. «Non vi basta sapere a cosa andate incontro per convincervi a non fumare?», furono le sue parole riportate dall'agenzia Adnkronos. «Non fate come Fabrizio che nonostante fosse una persona forte era diventato schiavo del tabacco».

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«ERA RIUSCITO A NON BERE PIÙ, MA DAL TUNNEL DEL FUMO NON USCÌ MAI»

Ma quante sigarette fumava De André? Tre, anche quattro pacchetti al giorno, senza smettere mai. Iniziò a 12-13 anni e andò avanti fino a 58. Un calcolo approssimativo porta il conto a circa un milione di "bionde" consumate nell'arco della sua vita. «Difficilmente riuscirete a vederlo senza una sigaretta in mano», disse Dori Ghezzi commentando le foto che lo ritraevano. Qualche aneddoto: «Accendeva una sigaretta, poi la dimenticava abbandonata dovunque sui mobili, e ne riaccendeva un'altra». Provò mai davvero a smettere? «Era persino riuscito a non bere più, ma uscire dal tunnel del fumo, quello no. Non ci ha neanche provato mai sul serio. Forse ogni tanto ci pensava, ma poi non faceva niente».

«SI SVEGLIAVA DI NOTTE E GIRAVA IN TAXI IN CERCA DI UN DISTRIBUTORE»

Su la Repubblica fu pubblicato il ricordo di un altro episodio significativo, sempre rivelato dalla moglie: «Mi ricordo certe notti quando non aveva più sigarette. E allora lo vedevo alzarsi, infilarsi una giacca sul pigiama e girare in taxi per Milano fino a quando non trovava un tabaccaio o un distributore automatico. Mi domando se questa sia ancora libertà. No, è una schiavitù».

ANCHE IL FRATELLO MAURO MORTO A 53 ANNI PER COLPA DELLE SIGARETTE

Un vizio di famiglia. Che non risparmiò nemmeno il fratello Mauro. Come spiega sempre Dori Ghezzi: «Era un brillante avvocato che proprio a causa del vizio del fumo perse una grossa occasione di lavoro in America. È morto a 53 anni per un aneurisma dell'aorta provocato proprio dalle sigarette». E il figlio Cristiano? «Quando Fabrizio ha capito i danni che gli aveva provocato il fumo era ormai troppo tardi. Fu allora, però, che chiese a Cristiano di smettere».

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