Facebook crolla a Wall Street, sotto i 19 dollari

Redazione
20/08/2012

La corsa al ribasso di Facebook non si è ancora fermata.  I titoli del social network hanno continuato la loro...

Facebook crolla a Wall Street, sotto i 19 dollari

La corsa al ribasso di Facebook non si è ancora
fermata. 
I titoli del social network hanno continuato la loro parabola in
discesa e hanno toccato nuovi minimi, affondando sotto i 19
dollari a 18,75 dollari per azione, ovvero più che dimezzati
rispetto ai 38 dollari del prezzo fissato nell’ipo.
SFIDUCIA ANCHE PER GROUPON. Una sfiducia, quella
degli investitori, che non ha risparmiato neanche Groupon, dove
è scattata la fuga dei grandi big che avevano scommesso fin
dall’inizio sul sito di sconti online.
Ha brillato invece Apple che, di record in
record, è salita in Borsa spinta dai rumors sul prossimo lancio
dell’iPhone e del mini iPad: Cupertino è la società che
vale di più di tutti i tempi, con una capitalizzazione di
mercato di oltre 619 miliardi di dollari, ovvero più del
precedente record di 618,9 miliardi di dollari di Microsoft nel
dicembre 1999.
Apple vale anche 200 miliardi più di Exxon Mobil, la seconda
società per capitalizzazione di mercato mentre Microsoft, Wal
Mart e Ibm completano la top 5.
APPLE È ANCORA SOTTOVALUTATA. E secondo gli
analisti la corsa di Apple non è destinata a fermarsi: per molti
Cupertino è ancora sottovalutata e dovrebbe aver un prezzo di
900 dollari per azione, a fronte dei 663,30 dollari attuali,
divenendo così la prima società con una capitalizzazione di
mercato da 1.000 miliardi di dollari.
ZUCKERBERG INADEGUATO? Delusi dalle perfomance e
con scarsa fiducia in quelle che avevano scommesso essere aziende
in grado di trainare un nuovo boom di internet, gli investitori
hanno però le distanze da Facebook e Groupon, due delle ipo più
attese dell’ultimo anno, assieme a Zynga, anche lei pesante
in Borsa. La caduta di Facebook, che nel corso della seduta ha
bruciato parte delle perdite di giornata e ha invertito rotta, ha
alimentato le speculazioni sulla possibile inadeguatezza di Mark
Zuckerberg alla guida dell’azienda, con alcuni che ne hanno
chiesto il cambio dello ‘status’ sul proprio profilo per
quanto riguarda il lavoro.
«FORSE NON SA GUIDARE UNA QUOTATA». «È senza
dubbio un genio per aver lanciato la società ma questo non si
traduce necessariamente nel saper guidare una società quotata»,
hanno affermato alcuni analisti, secondo i quali se i problemi
persistessero il consiglio di amministrazione dovrebbe
considerare un cambio al vertice. Facebook non è la prima
società ad avere difficoltà nella transizione da start up e
quotazione: altre aziende, come Yahoo! e Apple, hanno dovuto
accantonare i loro fondatori e affidarsi a degli esterni almeno
all’inizio, per poi tornare nella braccia di chi le ha
fondate, come il caso di Cupertino. Secondo altri analisti,
invece, Zuckerberg può stare tranquillo perché l’essere il
maggiore azionista gli garantisce di essere intoccabile.