Adriana Belotti

La Lega e le bufale sui falsi invalidi

La Lega e le bufale sui falsi invalidi

31 Marzo 2018 12.00
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Alea iacta est. Il dado è tratto o quasi. Le trattative per la formazione del nuovo governo sono ancora in alto mare e non possiamo ancora sapere con certezza chi sarà il nostro futuro presidente del Consiglio. Ma non è ancora escluso che il ruolo venga ricoperto da Matteo Salvini, leader della Lega. Che dire? Per noi, persone con disabilità, non ci sarebbe un esecutivo migliore di questo!

NON DIMENTICHIAMO LE PROMESSE ELETTORALI. Va detto che i disabili sono come gli elefanti, non dimenticano mai! Infatti, ci ricordiamo benissimo le proposte elettorali per la disabilità contenute nel programma del centrodestra (di cui fa parte anche la Lega). Al punto 4, dal commovente titolo «Più aiuti a chi ha bisogno», ci sono due proposte chiare e (forse troppo) concise: 1. raddoppio dell’assegno minimo per le pensioni di invalidità e sostegno alla disabilità; 2. incentivi all’inserimento dei disabili nel mondo del lavoro. Entrambe un po' fumose circa le coperture ma soprattutto è un tantino semplicistico pensare di ridurre l’elevatissimo tasso di disoccupazione della popolazione disabile esclusivamente sostenendo i datori di lavoro. Sempre che sia questo il significato della seconda proposta (tra l’altro, non è pervenuta alcuna specifica sull’ammontare dei supposti incentivi né circa la durata di somministrazione degli stessi). Sappiamo bene, infatti, che le cause che rendono difficile l’accesso al mondo del lavoro alla “forza lavoro disabile” sono principalmente di natura culturale e politica.

L'INUTILITÀ DI UN MINISTERO ALLA DISABILITÀ. Al netto di queste considerazioni, dobbiamo ammettere che leggere questi buoni propositi ci ha fatto sicuramente bene al cuore. L’apice della gioia, però, io l’ho raggiunto a pochi giorni dal voto, quando Matteo Salvini ha annunciato agli italiani che, in caso fosse diventato premier, avrebbe creato il primo ministero per la Disabilità. Un proposito totalmente inutile, come ho già spiegato altrove, ma è sicuramente lodevole che abbia pensato a noi pochi giorni prima del voto (forse, chissà, sperando che anche noi disabili pensassimo a lui, una volta entrati in cabina elettorale).

Il centrodestra ha promesso incentivi per l'inserimento dei disabili nel mondo del lavoro. Eppure sappiamo bene che le cause della nostra esclusione sono principalmente di natura culturale e politica

Questo ripasso mi è utile alla luce delle recenti dichiarazioni di Alberto Brambilla, esponente della Lega. In un’intervista rilasciata a Repubblica il 26 marzo, ha sostenuto che l’Italia spende in assistenza «100 miliardi all’anno, senza sapere dove vanno». Quindi ha sottolineato la necessità di operare un «intervento chirurgico e fattibile: 50 miliardi in 10 anni», che secondo lui si otterrebbero tagliando l’assistenza ai «falsi invalidi» e a chi mente sui requisiti. Così, secondo lui, si troverebbero le coperture per la revisione della legge Fornero.

LE CONTRADDIZIONI DEL CARROCCIO. Notate qualche discrasia tra i discorsi sbandierati in campagna elettorale e queste ultime prese di posizione? Mi sfugge qualcosa nella coerenza logica dell’insieme delle affermazioni: come è possibile raddoppiare l’assegno minimo delle pensioni d’invalidità e prevedere incentivi per l’assunzione di lavoratori disabili se l’intenzione è quella di tagliare i fondi? Certo, la giustificazione è quella di sempre: la supposta piaga dei falsi invalidi.

DAL 2013 AL 2015 RECUPERATI 13 MILIONI E MEZZO. Premesso che ritengo doveroso combattere le frodi, mi sembra importante capire di quale fenomeno si stia parlando e quale sia il suo impatto a livello economico. Tra il 2009 e il 2015 sono stati eseguiti 1 milione 250 mila controlli, corrispondenti a circa la metà dei titolari (con un recupero di 150 milioni). Le verifiche effettuate tra il 2013 e il 2015 sono state 450 mila e hanno portato a un recupero, per tre anni, di soli 13 milioni e 600 mila euro. Conti alla mano, quindi, non si capisce proprio come e da dove l’onorevole Brambilla pensi di recuperare i 5 miliardi all’anno da tagliare. Di certo appare insostenibile l’ipotesi di ricavarli dai proventi delle campagne contro i falsi invalidi.

L'INUTILE BALLETTO DI CIFRE. La Fish (Federazione Italiana Superamento Handicap) ha chiesto chiarimenti su questo proposito che, a prima vista, sembrerebbe realizzabile solo con l’amichevole intervento di Harry Potter e i suoi compagni di magie. La seconda soluzione, ahimé più realistica, per raggiungere il risultato ipotizzato è ridurre drasticamente le spese destinate all’assistenza, all’autonomia e all’inclusione sociale delle persone con disabilità. Ma di quali cifre stiamo realmente parlando? Secondo le statistiche stilate dall’Inps nel 2017, le prestazioni erogate agli invalidi civili sono 3.060.490 e corrispondono a 15.815,8 milioni di euro (importo complessivo annuo), una cifra ben lontana da quella dichiarata dall’esponente leghista. Sembra tutta una noiosa questione di cifre ma non lo è perché se si danno i numeri, metaforicamente ma anche in senso letterale, poi gli stessi acquisiscono un valore di realtà agli occhi di chi legge e magari non ha tutte le competenze per poterli analizzare, contestualizzare e comprendere.

Ricapitolando, in parole povere, secondo quanto dichiarato da Alberto Brambilla, in Italia la spesa per l’assistenza è altissima. Talmente alta che speriamo la notizia non valichi i confini nazionali, perché correremmo il rischio di assistere all'invasione dei disabili di tutto il mondo, irresistibilmente attratti dal lusso in cui ci permette di vivere lo Stato italiano.

LA CLASSIFICA EUROPEA. Purtroppo confrontando la nostra spesa complessiva in protezione sociale al capitolo “disabilità” – l’insieme delle pensioni di invalidità, dei contributi per l’inserimento lavorativo, dei servizi finalizzati all’assistenza, all’inclusione sociale e alle strutture residenziali – con il resto d'Europa (Rapporto Istat 2014, l’ultimo disponibile), il quadro che emerge non è certo roseo. Nel 2011 questa spesa in Italia è stata pari al 5,8% della spesa complessiva, ben al di sotto della media europea che si attesta sul 7,7%. Di fatto questo tipo di prestazioni pesano solo per l’1,7% sul nostro Prodotto interno lordo e nella classifica Ue relativa alla spesa per la disabilità rispetto al Pil ci collochiamo circa a metà, sopra solo a quei Paesi in cui lo sviluppo economico è avvenuto in tempi più recenti dei nostri.

BASTA CON LA CACCIA ALLE STREGHE. Sono stata forse un po' noiosa riportando i dati delle ricerche ma non ce l’ho proprio fatta a eludere gli elementi oggettivi che smascherano le bieche retoriche da “caccia alle streghe” pronunciate da chi, fino a ieri, si erigeva a paladino dei cittadini con disabilità italiani! Certe dichiarazioni forse farebbero ridere se pronunciate da un comico ma quando vengono da un uomo politico sono potenzialmente molto pericolose perché potrebbero contribuire alla proliferazione di idee false e pregiudizi che non hanno alcuna corrispondenza con la realtà.

PER UNA MOBILITAZIONE DI PIAZZA. Il presidente della Fish, Vincenzo Falabella, promette una ferma opposizione in tutte le sedi e in tutte le piazze a chiunque sia al governo e pianifichi un’ulteriore riduzione delle misure a supporto delle persone con disabilità e degli anziani. Ho ribadito già tante volte che le questioni che riguardano il mondo della disabilità interessano concretamente e potenzialmente l’intera cittadinanza, perché chiunque potrebbe vivere anche solo temporaneamente questa condizione e tutti, auspicabilmente, invecchieremo, diventando sempre meno autonomi. Questo mi sembra un valido motivo per farci scendere massivamente in piazza e far sentire le nostre voci, se necessario, affinché chi di dovere capisca che strumentalizzare persone e cause per poi agire a loro danno può essere un boomerang.

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