Famiglia cristiana contro Cl

Redazione
21/08/2012

Scontro fratricida nel nome del Signore: Famiglia cristiana all’attacco del popolo di Comunione e liberazione. Parlando degli applausi tributati al...

Famiglia cristiana contro Cl

Scontro fratricida nel nome del Signore: Famiglia cristiana all’attacco del popolo di Comunione e liberazione.
Parlando degli applausi tributati al premier Mario Monti in occasione della sua visita alla kermesse riminese, il settimanale cattolico si è espresso duramente nei confronti dei seguaci di Don Giussani.
«C’è il sospetto che a Rimini si applauda non per ciò che viene detto, ma solo perché chi rappresenta il potere è lì, a rendere omaggio al popolo di Comunione e liberazione. Non ci sembra garanzia di senso critico, ma di omologazione». 
Netta la presa di posizione del giornale, che ha accomunato gli applasi al presidente del Consiglio ad altri episodi delle passate edizioni.
«SIETE AUTOREFERENZIALI». «Tutti gli ospiti del meeting sono stati sempre accolti così: da Cossiga a Formigoni, da Andreotti a Craxi, da Forlani a Berlusconi. Qualunque cosa dicessero. Poco importava se il Paese, intanto si avviava sull’orlo del baratro. Su cui ancora continuiamo a danzare».
Famiglia cristiana, infine, ha accusato i ciellini di  scarso senso critico e omologazione.
«Quell’omologazione da cui dovrebbe rifuggere ogni giovane. E che rischia di trasformare il meeting di Rimini in una vetrina: attraente, ma pur sempre autoreferenziale».
«MONTI HA DATO FIDUCIA». Poi però un apertura di credito a Monti: «Le parole del premier sono servite a dar fiducia a un Paese con il freno a mano tirato. Anche se il cammino di risanamento è lungo. Un discorso di speranza, con forti contrasti con la realtà», ha riconosciuto Famiglia Cristiana in edicola nei prossimi giorni
«MA COSA FA IL GOVERNO?». Quindi la stilettata al Prof: «Ma quali provvedimenti stanno creando lavoro e contrastando la disoccupazione giovanile? Il Paese è stremato. Dieci milioni di famiglie tirano la cinghia. La disoccupazione è al 10,8 per cento. Solo un italiano su tre ha un posto regolare a tempo indeterminato (meno che in tutti i Paesi europei). Secondo Eurostat, gli occupati in Italia sono 450 mila in meno che nel 2007. Aumentano i cassaintegrati. Su una popolazione di 60,8 milioni di residenti, solo il 36,8 per cento (22,3 milioni di persone) lavora».
Per questo quegli applausi sono sembrati stridenti.

Lupi, ciellino del Pdl: «Chi giudica da fuori dice stupidaggini»

Subito sono arrivate le prime reazioni piccate, come quella di Maurizio Lupi, vice presidente della Camera e deputato del Popolo della libertà molto vicino a Comunione e liberazione: «Chi dà giudizi dall’esterno dice spesso stupidaggini. C’è anche chi viene al meeting con qualche pregiudizio ma poi qui si ricrede. Mi auguro che possa farlo anche Famiglia Cristiana».
Quindi la sua testimonianza: «Al Meeting vengo per ascoltare e incontrare e continuo a essere stupito da questa grande voglia di essere protagonisti e di testimoniare le cose in cui si crede».
VIGNALI: «TUTTI STUPIDI?». Raffaello Vignali, deputato del Pdl ed ex presidente della Compagnia delle Opere, il ‘braccio economico’ di Comunione e liberazione, ha commentato il duro editoriale così: «Evidentemente a Famiglia Cristiana non si ha una grande opinione delle capacità intellettuali e critiche delle centinaia di migliaia di persone che ogni anno da 33 anni vengono al meeting di Cl…».
«VENGANO A VEDERE». «Se invece di sputare sentenze da lontano venissero a vedere quello che accade a Rimini, quelli di Famiglia cristiana forse si renderebbero conto del livello dei contenuti e delle domande molto spesso fortemente provocatorie che il meeting pone a coloro che invita a intervenire; così come chi interviene si rapporta a quelle stesse domande. Spiace poi vedere come un settimanale che nel suo titolo dichiara valori cristiani riduca il meeting ai soli incontri di contenuto politico, che sono una minima percentuale del programma e non consideri tutta l’ampiezza dell’esperienza di popolo che il meeting ogni anno realizza».
Per Renato Farina l’attacco del settimanale dei Paolini al Meeting «è solo questione di invidia e di ricerca di visibilità».
FORMIGONI: «QUI SIAMO EDUCATI». Non poteva mancare la versione di Roberto Formigoni: «Al meeting applaudono? Sì, perche quelle che vengono qui son persone educate. Se la gente del meeting deve esprimere un dissenso lo fa semplicemente non applaudendo o andando via: perché l’educazione che abbiamo imparato in Cl è quella dell’ascolto e del rispetto dell’altro».
Amen.