Esaurito a Firenze un farmaco anti tumore

Finite le scorte di mitomicina. Venticinque pazienti senza trattamento. L'Aifa, intanto, lancia l'allarme: «In Ue mancano migliaia di prodotti».

04 Luglio 2019 15.43
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All’ospedale fiorentino di Careggi risultano esaurite le scorte di mitomicina, farmaco per il trattamento del tumore alla vescica. La mitomicina fa parte dell’elenco di farmaci carenti stilato dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa). Secondo quanto dichiarato dal governatore della Toscana Enrico Rossi, la Regione «si è mossa per cercare la molecola anche all’estero». Venticinque pazienti sarebbero rimasti senza trattamento. L’allarme era stato riportato dalla cronaca fiorentina de La Repubblica ed è stato confermato nel giorno in cui il direttore generale dell’Aifa Luca Li Bassi ha spiegato che «il problema della carenza di farmaci è emergenziale e riguarda centinaia, se non migliaia di prodotti, in tantissimi Paesi dell’Unione europea».

L’ALLARME DELL’OSPEDALE DI CAREGGI

«Abbiamo rapporti con una struttura del Servizio sanitario nazionale che potrebbe aiutarci», ha detto Rossi, «e verificheremo in giornata, altrimenti il direttore dell’Aou (Azienda Ospedaliera Universitaria, ndr) partirà in auto una volta individuato il posto dove viene dato il farmaco, andiamo, lo compriamo e lo riportiamo in Italia». Secondo quanto comunicato da Rossi, in una conferenza stampa con l’assessore alla Salute Stefania Saccardi e il direttore dell’Aou di Careggi Rocco Damone, «l’autorizzazione a comprare il farmaco all’estero era stata chiesta all’Aifa, poi ritardi burocratici hanno portato a questa situazione». Identica richiesta è stata avanzata anche dall’ospedale pisano di Cisanello. «Non ci possono essere interruzioni di somministrazioni di farmaci che riguardano una malattia cosi grave», ha concluso Rossi.

IL PROBLEMA DELLA CARENZA DI FARMACI IN UE

Il problema della carenza dei farmaci in Ue, ha spiegato Li Bassi, è stato riaffrontato anche dal cda dell’Agenzia Europea del Farmaco (Ema). «È una situazione che non si è mai verificata a livello europeo, tantissimi Paesi riportano questo problema, da Nord a Sud, da Est a Ovest. Non solo l’Italia, ma anche Spagna, Portogallo, Francia, Olanda, Norvegia, Austria, Slovenia». «Tutti riconoscono che sta aumentando in modo esponenziale e in tutti i Paesi e non abbiamo la percezione giusta delle ragioni che portano a questa dinamica», ha detto Li Bassi.

L’AIFA: «LE CAUSE NON SONO ANCORA CHIARE»

Si è ipotizzato che all’origine vi fosse un problema di differenze di prezzo tra Paese e l’altro, «ma di sicuro questa non è l’unica causa». Si era inizialmente pensato che a determinarlo, in Italia, fosse stato il fatto che i farmaci da noi hanno prezzi più bassi di altri Paesi, «ma allora dovremmo essere solo noi ad avere il problema. Invece non è così», ha spiegato il direttore generale dell’Aifa. «Stiamo cercando, a livello europeo, di effettuare un’analisi delle cause. Ci sono dinamiche che dobbiamo comprendere, e stiamo cercando di farlo».

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