Fca investe 4,5 miliardi in America, Italia a freno tirato

26 Febbraio 2019 17.08
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Fca negli Stati Uniti è pronta a investire 4,5 miliardi per un nuovo impianto in Michigan e per la modernizzazione di altri cinque, ovvero una cifra pari a quasi tutto il piano di investimenti (5 miliardi) previsto per l'Italia nel 2019-2021 e che, per altro, è stato congelato dopo la decisione del governo di tassare le auto più inquinanti a favore delle elettriche. L'impianto sarà realizzato a Detroit. In una nota il gruppo italo-americano spiega che gli investimenti saranno a supporto della crescita dei marchi Jeep e Ram e dell'elettrificazione dei veicoli. L'ammontare degli investimenti effettuati dal 2009 da Fca negli Stati Uniti sale a quasi 14,5 miliardi di dollari con la creazione di quasi 30.000 posti di lavoro, informa Fca.

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I MANAGER DEL LINGOTTO ALLA CAMERA PER PARLARE DI LAVORO

Fca ha ufficializzato l'investimento per gli Usa nel giorno precedente l'audizione alla Commissione Lavoro del parlamento di rappresentanti del gruppo nell'ambito della discussione congiunta delle risoluzioni sulla salvaguardia dell'occupazione nel settore dell'industria automobilistica, con particolare riguardo alla situazione del gruppo. Gli investimenti negli Usa, a quanto si può dedurre dalle prime dichiarazioni, non sono alternativi a quelli italiani. In particolare Fca ha precisato che gli investimenti sono concentrati sull'elettrificazione e per la crescita dei marchi Jeep e Ram. Anche in Italia dovrebbe arrivare una Jeep elettrica: la Renegade a Melfi.

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A POMIGLIANO CI SI PREPARA PER IL NUOVO SUV DI ALFA ROMEO

Piccoli passi in avanti però si intravedono a Pomigliano dove parte l'investimento per la produzione del nuovo modello C-suv Alfa Romeo e dove i turni settimanali passano da 10 a 12 per la maggior richieste di Fiat Panda. «Una buona notizia per Pomigliano. Incominciano a realizzarsi i primi investimenti per l'Alfa Romeo, confidiamo che a breve vengano annunciati quelli più corposi che investiranno le future linee di montaggio» ha commentato Ferdinando Uliano, segretario nazionale Fim. Gli investimenti – spiega la Fim – partiranno a maggio e coinvolgeranno lastratura e soprattutto verniciatura, dove l'intervento più importante riguarda in particolare la sostituzione degli attuali robot con altri tecnologicamente più avanzati, per migliorare la qualità, l'efficienza e soprattutto la capacità produttiva. La verniciatura dovrà soddisfare sia la produzione della Panda sia quella della futura Alfa Romeo. Ci saranno poi investimenti di adeguamento della pista di collaudo che dovrà essere adeguata agli standard più elevati dell'Alfa Romeo.

ROTTURA CON LA FIOM SUL CONTRATTO

Intanto l'azienda, sempre in Italia, ha rotto con il sindacato Fiom. «La trattativa sul contratto con Fca, Cnh Industrial e Ferrari si interrompe perché non ci sono le condizioni per proseguire la discussione a fronte di una indisponibilità della delegazione aziendale a negoziare il sistema di relazioni sindacali a partire dal ruolo dei delegati» ha affermato la segretaria generale della Fiom Francesca Re David dopo l'incontro all'Unione Industriale di Torino. La Fiom avvierà nei prossimi giorni assemblee negli stabilimenti per informare lavoratrici e lavoratori. «Rimangono troppo ampie le distanze – spiega Re David – anche su elementi specifici a partire dalla struttura del salario. Il quadro in cui matura questa rottura del tavolo è tanto più importante vista la situazione produttiva e occupazionale in cui versa una parte consistente degli stabilimenti e su cui comunque la Fiom rivendica un ruolo per la tutela dei lavoratori».

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