Cosa ha detto Manley di Fca dopo Marchionne

Cosa ha detto Manley di Fca dopo Marchionne

25 Luglio 2018 12.00
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Mike Manley ha chiesto un minuto di silenzio in ricordo di Sergio Marchionne in avvio della conference call per la presentazione della semestrale del gruppo, la prima occasione pubblica in cui parla da amministratore delegato di Fca (leggi anche: come Fca ha gestito la successione aziendale nel dopo Marchionne). Il gruppo, ha detto a un analista che gli chiedeva il suo punto di vista sul consolidamento dell'industria, è concentrato sullla realizzazione del piano, che può portare avanti autonomamente. Il manager ha anche detto che le attestazioni di stima nei confronti di Marchionne arrivate da più parti in questi giorni «hanno significato molto» e che «Sergio era un uomo speciale». Il rapporto con Marchionne era caratterizzato, ha spiegato, da «trasparenza, attenzione agli obiettivi e soprattutto rispetto» (leggi anche: 10 domande senza risposta sul caso Marchionne).

LA REVISIONE DEGLI OBIETTIVI PER QUEST'ANNO

Confermato il raggiungimento dell'obiettivo di azzeramento del debito, ma il trimestre è stato difficile e così quest'anno i risultati saranno inferiori a quanto previsto in un primo momento. Fca conferma per il 2018 l'obiettivo di un utile netto adjusted di 5 miliardi. Rivisti invece i ricavi netti tra 115 e 118 miliardi di euro (la stima precedente era di 125 miliardi di euro) e l'ebit adjusted a 7,5 – 8 miliardi di euro (era 8,7 miliardi di euro). La liquidità netta industriale è prevista a 3 miliardi di euro anzichè 4 miliardi. Manley ha confermato che si è trattato di un «trimestre difficile», come per altro aveva anticipato Marchionne. La Cina è il punto debole, soprattutto a causa delle minori vendite di Maserati, ma il gruppo ha voluto evidenziare che è in corso una revisione complessiva della strategia e ha molto puntato sul Grand Commander, il nuovo Suv da sette posti pensato appositamente per il mercato cinese. Inoltre il calo delle vendite è dovuto anche a un motivo contingente, ovvero per Fca è «imputabile principalmente all'impatto della riduzione dei dazi sulle importazioni in Cina a decorrere dal 1° luglio, che ha ritardato le decisioni di acquisto della rete e della clientela finale».

Fca affonda in Borsa con la morte di Marchionne

Il titolo di Fca continua a perdere in Borsa a Milano dove arriva a toccare un -10,6% per poi essere fermato in asta di volatilità. Male anche Exor (-2,9%), Ferrari (-1,49%), e Cnh (-0,7%). Ferrari in calo a Wall Street, dove le quotazioni perdono l’1,19% a 131,67 dollari per azione.

2018 DIFFICILE, MA CONFERMATI GLI OBIETTIVI PER IL 2022 DEL PIANO INDUSTRIALE

Particolarmente difficile è stato il trimestre per Maserati, con vendite giù del 41% e l'Ebit giù a due milioni di euro (0,4% Ebbit margin) a causa della riduzione delle vendite in Cina. Il fatturato pasa da 1,074 miliardi a 568 milioni. «La Cina è una priorità, è la sfida maggiore che ci aspetta» ha comunque sottolineato l'amministratore delegato. Nonostante la revisione al ribasso dei numeri per quest'anno, Manley ha anche precisato che «tutti gli obiettivi per il 2022 sono confermati». Il gruppo, quindi, non si scosta rispetto alla linea tracciata dall'ultimo piano di Sergio Marchionne.

MANLEY: «RIMANIAMO INDIPENDENTI»

Il nuovo amministratore delegato, rispondendo alla domanda di un analista, ha confermato che il gruppo «può realizzare gli obiettivi definiti dal piano industriale come organizzazione autonoma», escludendo così la necessità di ricorrere, per il momento, a operazioni di M&A. Tuttavia non sono esclusi partnership specifiche, ad esempio sulla componentistica. Manley ha anche detto che l'addio di Alfredo Altavilla non modificherà in nessun modo i piani per l'Europa e l'Italia in particolare e che «in futuro» verrà annunciato il suo sostituto.

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