Paolo Madron

Le 10 domande in attesa di risposta sul caso Marchionne

Le 10 domande in attesa di risposta sul caso Marchionne

27 Luglio 2018 07.48
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La malattia tenuta nascosta. Le dichiarazioni sibilline della clinica di Zurigo. I rischi dell'operazione alla spalla. Il ruolo di Manuela Battezzato, compagna del manager scomparso, e quello di Alfredo Altavilla, ex capo di Fca Europa. Sulla morte di Sergio Marchionne col passare dei giorni si addensano nuovi interrogativi. Queste 10 domande riassumono i punti oscuri che meriterebbero una risposta (leggi anche: Breve storia del rapporto tra Marchionne e la Russia).

Tutto quello che Elkann non sapeva di Marchionne

La versione di Fca, è chiaro, tutela prima di tutto l’azienda contro eventuali rilievi (dalla Sec e dalla Consob) in merito alla mancanza di informazioni tempestive ai mercati, ma è anche coerente con la vicenda della doppia visita a Zurigo di Elkann.

1. La clinica universitaria di Zurigo, dopo settimane di silenzio, esce con un comunicato affermando che Sergio Marchionne era in cura da un anno presso la struttura per una grave malattia. Perché i sanitari non precisano la natura della malattia? La domanda è legittima perché anche la patologia tiroidea di cui soffriva l’ad di Fca e per la quale da tempo assumeva farmaci può essere considerata come grave malattia.

2. Perché, ammesso che Sergio Marchionne fosse in cura alla clinica zurighese per un tumore, si è recato in due occasioni in un noto ospedale milanese dove gli è stato diagnosticato un sarcoma invasivo alla spalla? Non si fidava fino in fondo dei medici svizzeri?

3. Perché, nonostante il parere contrario dei medici milanesi, l’ad di Fca ha optato per l’intervento? E perché i medici svizzeri hanno deciso di procedere nonostante i colleghi italiani lo avessero caldamente sconsigliato?

4. Secondo ricostruzioni non smentite dall’interessato, solo il capo di Fca Europe Alfredo Altavilla sarebbe stato a conoscenza delle reali condizioni del suo capo. Perché non ha avvertito il board e il suo presidente viste le conseguenze che l’occultamento della malattia avrebbero potuto avere sugli obblighi di compliance del gruppo?

5. Corrisponde al vero che il dottor Marchionne, molto provato, avrebbe chiesto al dottor Altavilla di sostituirlo alla cerimonia di consegna della Jeep ai carabinieri di Roma, salvo poi ripensarci e partecipare in prima persona all’evento?

6. Corrisponde al vero che Marchionne abbia più volte consultato un oculista americano per problemi alla vista derivanti dalla sua grave patologia?

7. La signora Manuela Battezzato, compagna di Marchionne e dipendente Fiat, forse consapevole del suo conflitto di interessi o forse con l’intenzione di difendere la privacy, non ha informato l’azienda, a partire dal suo diretto superiore Mike Keegan, capo della comunicazione di Fca, dello stato di salute dell’ad. Si rende conto della gravissima conseguenza che questo silenzio può comportare per l’azienda?

8. John Elkann, che ha saputo della malattia di Marchionne soltanto venerdì 20 luglio, dopo che invano, recatosi a Zurigo il martedì precedente, non aveva ottenuto informazioni, non si era mai accorto dell’evidente peggioramento delle condizioni di salute del manager per altro evidenti a tutti coloro che lo frequentavano? Non ha ritenuto, vista la delicatezza della posizione, di investigare?

9. Fca dichiara di avere ricevuto una mail in cui la famiglia affermava che l’azienda era all’oscuro delle condizioni di Marchionne. Chi ha firmato quella mail? Ed è vero che l'indirizzo di posta elettronica da cui è stata mandata è quello di Fca Group?

10. Se la mail, come pare accreditare un giornale di Zurigo, è firmata dalla signora Battezzato, a che titolo ella rappresenta la famiglia non avendo nessun legame di parentela legale con Marchionne (ella stessa smentì la notizia di un presunto matrimonio americano a Reno, Nevada, circolata qualche tempo fa) il quale era separato ma non divorziato dalla prima moglie?

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