FdI contro Report in commissione Vigilanza Rai: nel mirino i servizi su La Russa e su Franco Meloni

Redazione
19/01/2024

Le inchieste contestate sono quella sulla famiglia del presidente del Senato andato in onda l'8 ottobre e quella sul padre della premier, di domenica 14 gennaio. Sigfrido Ranucci sui social: «Risponderemo nelle sedi istituzionali».

FdI contro Report in commissione Vigilanza Rai: nel mirino i servizi su La Russa e su Franco Meloni

Fratelli d’Italia ha presentato un’interrogazione in commissione di Vigilanza Rai chiedendo l’intervento della presidente Marinella Soldi e dell’ad Roberto Sergio in merito ai servizi di Report. Si tratta di due inchieste in particolare, portate avanti dalla redazione guidata da Sigfrido Ranucci. I protagonisti dei servizi della trasmissione in onda su Rai3 sono stati la famiglia del presidente del Senato Ignazio La Russa e il padre della premier Giorgia Meloni. Quest’ultimo è stato trasmesso domenica 14 gennaio e ha parlato di Franco Meloni, con cui la presidente del Consiglio non ha rapporti dal 1988, «vicino al boss Senese». Il primo, dal titolo La Russa Dinasty, l’8 ottobre.

FdI contro Report in commissione Vigilanza Rai nel mirino i servizi su La Russa e su Franco Meloni
Giorgia Meloni (Imagoeconomica).

L’interrogazione sul «metodo Report»

Nell’interrogazione il partito di Giorgia Meloni è passato all’attacco, chiedendo ai vertici Rai di intervenire. Nel testo si parla di «due servizi giornalistici per alcuni versi speculari». Fratelli d’Italia ha proseguito: «C’è un pentito giudicato inattendibile dai magistrati che dopo decenni tira in ballo una persona deceduta, e quindi non in grado di controbattere, per colpire indirettamente degli esponenti politici». Questo sarebbe quello che viene definito il «metodo» Report, che starebbe portando «al progressivo degradamento di una storica trasmissione, un tempo capace di fare delle vere e proprie inchieste, e oggi ridotta a costruire teoremi fini a se stessi, utili solo a spargere fango».

Ranucci sui social: «Report risponderà»

A rispondere all’interrogazione è stato anche Sigfrido Ranucci. Su Facebook ha rilanciato un articolo di Repubblica e ha scritto: «Report, come giusto, risponderà nel merito nelle sedi istituzionali. Ma per amore di verità va detto che che la prima fonte su La Russa non era un pentito, ma un ufficiale dei carabinieri, Michele Riccio. Mentre la seconda fonte, Nunzio Perrella, è un collaboratore di giustizia mai denunciato per calunnia e ritenuto fondamentale nei processi che hanno portato all’arresto del boss di camorra Michele Senese».

Gli scontri tra il centrodestra e Report degli ultimi mesi

Non si tratta del primo scontro tra Report e la maggioranza. Ranucci è stato in commissione Vigilanza Rai nel novembre scorso, convocato per un servizio su Silvio Berlusconi mandato in onda durante le suppletive di Monza. Il mese dopo, invece, a denunciare il giornalista e la redazione di Report è stato il ministro delle Imprese Adolfo Urso. Quest’ultimo ha parlato di «campagna persecutoria» dopo un’intervista trasmessa il 10 dicembre in cui Gioele Magaldi, Gran Maestro del movimento massonico Grande oriente democratico (God), ha affermato: «È un fratello massone».

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Il ministro Adolfo Urso (Imagoeconomica).

Pd e M5s: «Attacchi non degni di una democrazia»

A rispondere sono stati anche Pd e Movimento 5 stelle. La segretaria dem Elly Schlein ha commentato: «Meloni ha superato Berlusconi: questi attacchi al diritto di inchiesta nemmeno con l’editto bulgaro… Bisogna inventare altri tipi di editti, non so se editti ungheresi. Sono attacchi non degni di una democrazia». E così anche i parlamentari pentastellati: «Non entriamo nel merito del contenuto dei servizi mandati in onda da Report, ma ci limitiamo ad osservare che si susseguono interventi a gamba tesa, in chiaro o sotto traccia, sul servizio pubblico e sull’informazione in generale per limitare la libertà di stampa».