Federalismo, duello Calderoli-Chiamparino

Redazione
22/01/2011

Il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli in un’intervista al Corriere della Sera del 22 gennaio 2011, ha difeso la...

Federalismo, duello Calderoli-Chiamparino

Il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli in un’intervista al Corriere della Sera del 22 gennaio 2011, ha difeso la legge sul federalismo e definito una «critica capziosa» quella mossa dal terzo polo alle tasse di soggiorno e sulla seconda casa. «Nel mio nuovo testo ci sono tutte le richieste fatte anche dall’opposizione e ricordo che dal 4 agosto scorso, quando il governo ha varato la legge, tutto il percorso è stato fatto insieme all’Anci, che ha contribuito alla scrittura del testo», ha sottolineato Calderoli.
IL VOTO IN BICAMERALE. Quanto alla denuncia di un buco da 4 miliardi di euro, «non esiste: tutti i trasferimenti soppressi vengono garantiti con la clausola di salvaguardia». Secondo Calderoli «è cambiata completamente l’analisi. Per qualche giorno hanno pensato che la baracca sarebbe crollata e quindi era impossibile darci uno strumento da usare in campagna elettorale».
Una valutazione che «sta dividendo il Pd tra chi vuole andare avanti comunque per un dialogo più ampio e chi punta a incrinare il fronte tra Bossi e Berlusconi», ha affermato il ministro, che ha auspicato la metabolizzazione del fragore mediatico sul caso Ruby. In bicamerale «non è detto», secondo Calderoli, che il senatore di Fli Mario Baldassarri sia l’ago della bilancia.
«Vediamo la posizione dell’Idv, forse possono arrivare segnali importanti, finora hanno sempre votato a favore».
LE CRITICHE DI CHIAMPARINO. Critiche all’attuale testo della normativa sul federalismo arrivano dal sindaco di Torino e presidente dell’Anci, Sergio Chiamparino. In un’intervista rilasciata al quotidiano Repubblica, ha spiegato che determinati provvedimenti, come l’aliquota dell’Imu, che sarà «determinata ogni anno con la legge di stabilità» porterebbero a una situazione inaccettabile per i sindaci che «dovrebbero andare ogni anno con il cappello in mano a Roma e non avere alcuna certezza sui bilanci». Per Chiamparino, questo «significa tornare a prima dell’Ici, a una lesione dell’autonomia che fa a pugni con qualsiasi idea di autonomia fiscale o federale».
SERVE PIÙ TEMPO. «Noi avevamo chiesto più tempo per tornare in conferenza unificata e vedere se c’era la possibilità di un’intesa istituzionale», ha detto Chiamparino. «Calderoli e La Loggia ci hanno risposto che non c’erano le condizioni. A questo punto aspettiamo di vedere, nero su bianco, cosa ci sarà nel testo proposto per il voto».
Oltre all’aliquota dell’Imu, «c’è un altro problema», ha sottolineato il primo cittadino torinese. «Mi risulta che abbiano confermato l’esclusione dal pagamento dell’Ici degli edifici di culto o assimilati. Ci sono anche le onlus, una stima generale parla di un valore vicino a un miliardo. Chi paga? L’erario centrale o i comuni?».
NEGATA L’AUTONOMIA FISCALE. In aggiunta, «avevamo chiesto nell’immediato di darci un po’ d’autonomia fiscale che permettesse di compensare in parte i tagli e di fare i bilanci 2011. Di questo non c’è traccia nel testo. Tutto rimandato: l’imposta di soggiorno ha un regolamento che non arriverà prima di sei mesi e in più limitata solo ai comuni capoluogo, con il paradosso che centri come Cortina e Taormina non potrebbero utilizzarla. Anche l’addizionale Irpef è rimandata a un decreto attuativo di là da venire, e così le imposte di scopo».
Intanto, il Consiglio dei ministri ha deciso il rinvio di una settimana dei termini per il voto del parere sul decreto attuativo del federalismo fiscale comunale che doveva essere esaminato nella commissione bicamerale entro il 28 gennaio.