Federalismo, la cedolare costa 3,4 miliardi

Redazione
25/01/2011

Sono arrivati in commissione bicamerale i conti della Ragioneria Generale dello Stato sul decreto sul fisco municipale. In base alle...

Federalismo, la cedolare costa 3,4 miliardi

Sono arrivati in commissione bicamerale i conti della Ragioneria Generale dello Stato sul decreto sul fisco municipale. In base alle stime dei tecnici l’introduzione della cedolare secca darà un gettito pari a 3,414 miliardi nel primo anno, a 3,814 nel secondo e a 4,213 miliardi a partire dal terzo anno.
I NUMERI SULLA CEDOLARE. Nella relazione tecnica si conferma l’introduzione di una nuova tassa fissa sugli affitti con un’aliquota pari al 20% per quelli concordati e al 23% per i canoni liberi. Viene stimata anche una perdita di gettito di competenza pari nel 2011 a 3,187 miliardi per l’Irpef, a 145 milioni per l’addizionale regionale e a 48 milioni relativi alla addizionale comunale.
L’IMPOSTA MUNICIPALE PROPRIA. L’Imposta Municipale Propria (Imu) sostituirà imposte con un gettito stimato, sulla base di dati 2008-2009, complessivamente a 11 miliardi e 570 milioni. Di questi 1.545 relativo all’Irpef su redditi fondiari che riguardano immobili non locati, 79 milioni dall’addizionale regionale Iperf, 26 dall’addizionale comunale Irpef e 9,920 dell’Ici.
LE OPPOSIZIONI SULLE BARRICATE. I conti non convincono le opposizioni (leggi la Lega a bagnomaria sul federalismo). «Siamo al gioco delle tre carte» attacca il senatore di Fli Mario Baldassarri «perché a luglio la cedolare doveva costare 2 miliardi e 8, poi a dicembre 1 miliardo e ora 3 miliardi, coperti addirittura il primo anno con l’emersione, cosa che non si potrebbe fare in base all’articolo 81». Secondo l’esponente finiano il decreto «si delinea sempre di più un provvedimento centralista e statalista». Tranciante anche il segretario democratico Pierluigi Bersani: «Il testo presentato dal governo contiene una totale svendita dello spirito e del concetto stesso di federalismo. Chi vuole fare davvero la riforma federalista la può fare in realtà solo con noi, ragionando sulle nostre proposte». Il federalismo fiscale «sarà presto realtà» sostiene invece il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi.
PROTESTANO GLI ALBERGATORI. E contro un’altra misura contenuta nel progetto di federalismo municipale, la tassa di soggiorno, si scaglia la Federalberghi: «Quella che sembra prendere quota», ha detto il presidente Bernabò Bocca, «è semplicemente una nuova tassa su chi viaggia e pernotta fuori casa non solo per vacanza, ma anche per lavoro o per motivi di salute. Una tassa del genere, richiesta dai Comuni e favorita dal Governo rischia di servire solo a ripianare le languenti casse municipali e potrebbe inferire il colpo mortale a migliaia di imprese ricettive».