Federalismo nordista

Redazione
26/12/2010

Comuni a rischio stangata con il nuovo fisco previsto nel federalismo fiscale. Secondo lo studio del Partito democratico, messo a...

Federalismo nordista

Comuni a rischio stangata con il nuovo fisco previsto nel federalismo fiscale. Secondo lo studio del Partito democratico, messo a punto dal senatore Marco Stradiotto, i municipi perderebbero 445 milioni di risorse l’anno da destinare ai servizi con il passaggio dai trasferimenti statali all’autonomia delle imposte.
La proiezione è stata fatta utilizzando dati della Copaff, la commissione paritetica sul federalismo fiscale che lavora al ministero del Tesoro e dimostra che l’Aquila, così come Napoli e molti comuni del Sud Italia, perderebbero consistenti fette di entrate (fino a oltre il 60%) con il nuovo fisco. Va meglio, invece al Nord o a Olbia, dove l’alto tasso di seconde case avvantaggia la base immobiliare delle nuove imposte.
LA STANGATA PER I COMUNI La perdita di risorse per i servizi per i capoluoghi di provincia è pari a 445.455.041 milioni di euro. Il dato emerge mettendo a confronto i trasferimenti relativi al 2010 e il totale del gettito dalle imposte devolute in base al decreto attuativo sul fisco comunale (tassa di registro e tasse ipotecarie, l’Irpef sul reddito da fabbricati e il presunto introito che dovrebbe venire dalla cedolare secca sugli affitti). Tra i 92 comuni presi in esame 52 otterrebbero benefici dalla proposta di riforma e 40 ne verrebbero penalizzati.

L’Aquila e Napoli sono penalizzate

Nella proiezione che mette a confronto i trasferimenti statali del 2010, c’è la situazione comune per comune, con l’importo delle tasse devolute agli enti locali in base al federalismo fiscale.
Si vede quindi un taglio drastico delle risorse per il comune dell’Aquila (-66%) che perde 26.294.732 milioni, seguito di poco da Napoli (-61%) che perde quasi 400 milioni, essendo però il comune che riceve i trasferimenti statali più alti rispetto a tutti gli altri capoluoghi italiani (668 euro per abitante di fronte a una media di 387 euro).
Se il nuovo fisco previsto nel federalismo municipale andrà in vigore il capoluogo abruzzese incasserà 13.706.592 di euro di tasse (la somma delle imposte sul registro e ipotecarie, dell’Irpef sul reddito da fabbricati e del presunto introito della cedolare secca sugli affitti) a fronte di 40.001.324 milioni di trasferimenti avuti nel 2010. Un calo di 360 euro all’anno per abitante. I cittadini aquilani pagheranno, infatti 188 euro di Imu, mentre attualmente per ognuno di loro vengono dati al Comune 548 euro.
Non va meglio a Napoli che con grazie all’autonomia impositiva incassa 252.054.150 euro, ma nel 2010 ha avuto trasferimenti per 645.023.865. E ancora Roma perde 129.540.902 euro (il 10% delle entrate); Palermo 185.727.331 euro pari al 55% dei fondi per i servizi essenziali, così come Cosenza. E sono soprattutto i comuni del sud a essere penalizzati, Messina perde il 59%, Taranto il 50%.
TRA I COMUNI BENEFICIATI C’E’ OLBIA Olbia, tra tasse di registro e ipotecarie, Irpef sul reddito da fabbricati e cedolare secca sugli affitti raggiungerebbe 25.212.732 di euro di entrate a fronte di trasferimenti che nel 2010 sono stati 8.988.534 con un saldo di più 180%. Va bene anche a Imperia che vede un gettito dalle tasse devolute per 18.047.194, segnando un più 122% rispetto ai trasferimenti che quest’anno sono stati 8.131.993 milioni. Bene anche Parma (+105%); Padova (+76%); Siena (+68%) e Treviso +58%.