Federico Pizzarotti contro M5s e Lega sugli inceneritori

Federico Pizzarotti contro M5s e Lega sugli inceneritori

19 Novembre 2018 15.22
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La spaccatura tra M5s e Lega sugli inceneritori continua a tenere banco. Se per il vicepremier pentastellato Luigi Di Maio gli impianti sono «roba vintage», Matteo Salvini tiene il punto: «La Lombardia e il Paese non tornano indietro». I due azionisti di governo però confermano di essere al lavoro per una «soluzione condivisa, senza polemiche». Tanto che il 19 novembre si sono dati appuntamento con il premier Giuseppe Conte e gli altri ministri a Caserta.

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Contro il governo si è alzata, tra le altre, la voce del sindaco di Parma Federico Pizzarotti. Ex M5s, rieletto primo cittadino con Effetto Parma e fondatore di Italia in Comune, il suo peccato originale fu appunto, secondo i vertici del Movimento, proprio il l'inceneritore. Mentre durante la sua prima campagna elettorale Pizzarotti promise di fare il possibile per chiuderlo, mesi dopo la storica vittoria al ballottaggio Beppe Grillo mise il carico da 90 con una boutade da capocomico. «L’inceneritore qui non lo faranno mai», disse il 27 settembre 2012, «oppure dovranno passare sul cadavere di Pizzarotti». Il resto è storia.

IL POST DI PIZZAROTTI

Davanti alle stilettate dei due alleati di governo, Pizzarotti mette in guardia: «Non si può lasciare il tema inceneritori e ambiente nelle mani di Di Maio e Salvini». E questo perché «il primo», scrive il sindaco su Facebook, «è un finto ambientalista (vedi Ilva per quanto scritto anche nel “contratto di governo”), il secondo non lo è mai stato». «Movimento 5 stelle e Lega», continua, «sono entrambi colpevoli di non aver impostato l’agenda politica – a parte la parentesi della grancassa elettorale – dal punto di vista dell’ambiente, della sostenibilità e della necessità di dare una svolta ambientalista all’Italia. Nel “contratto” ci sono belle parole ma nessuna strategia a parte una serie di “no”, mentre nella finanziaria, come sempre, sul tema ci sono solo briciole.

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Anche sul tema inceneritori, spiega Pizzarotti, «in Campania, tutto si è ridotto a una prova di forza all’interno della maggioranza, tra i due capibastone e i loro rispettivi seguaci. La loro è una questione politica, non ambientale. Sullo sfondo sono rimasti in silenzio la salvaguardia dell’ambiente, la salvaguardia della Campania e il piano di riorganizzazione dello smaltimento rifiuti nazionale, che il Pd ha affrontato con scarsa efficacia se penso allo Sblocca Italia di Renzi, che consente di spostare i rifiuti in ogni parte d’Italia, di aumentare le capacità degli inceneritori esistenti e di costruirne di nuovi, ma non dà ai Comuni gli strumenti per pensare a una politica di sistema e a lungo termine».

«SULLA CAMPANIA SOLO DISCORSI IDEOLOGICI»

Il sindaco poi cita il caso di Parma. «Quando siamo subentrati alla guida di #Parma la raccolta differenziata era al 49%. Oggi è all’80% ed è una delle migliori in Italia per dimensione, molte città italiane ed europee vengono da noi per studiarne il modello. Da noi a Parma, poi, la RIDUZIONE del consumo di suolo (chiamiamola cementificazione) è oggi prima in Italia. Noi lo definiamo consumo di suolo sotto zero. Numeri, non parole. Sulla Campania vedo discorsi ideologici da una e dall’altra parte: servono gli inceneritori, dice Salvini, non servono, dice Di Maio».

Attenzione! Testo lungo, ma se si vuole parlare di ciclo dei rifiuti gli slogan li lascio ad altri.

Non si può lasciare…

Geplaatst door Federico Pizzarotti op Maandag 19 november 2018

E, ancora: «A Parma ne abbiamo uno che non è stato possibile chiudere, ma al tempo stesso abbiamo lavorato tanto per contenere la quantità di rifiuti urbani mandati a smaltimento aumentando la raccolta differenziata. Ma va da sé: se l’80% di rifiuti viene smaltito c’è un 20% che non si smaltisce, e anche se arrivassimo al 90% come i piccoli Comuni, rimarrebbe sempre un 10% da smaltire. A queste percentuali di mancato smaltimento bisogna porre rimedio nel tempo presente e, nel frattempo, lavorando a una politica di lungo periodo. Poi va affrontato il tema dei rifiuti speciali – che non sono quelli pericolosi! -, ma semplicemente quelli che arrivano dalle lavorazioni industriali. Anche questa frazione conta milioni di tonnellate, di cui nessuno parla ma che vanno smaltite. La battaglia per un modello circolare è appena iniziata, c’è chi l’affronta realmente e c’è chi parla».

«PRIMA DI TUTTO VERITÀ E PRAGMATISMO»

«Allora, prima di tutto, verità e pragmatismo», continua il post. «Quel che sbagliano Salvini e Di Maio, in modo consapevole e patetico, è che il governo non può assolutamente discutere soltanto di Campania, sarebbe un grave errore: il tema non si affronta per compartimenti stagni, ovvero Regione per Regione, ma deve essere visto nel suo complesso. Il tema è nazionale, non regionale. Le politiche tra Campania e le altre regioni devono essere integrate, non divise». Il fatto, secondo il primo cittadino, è che «un problema sistemico non si risolve continuando a esportare rifiuti nelle città efficienti, ma lavorando al meglio per rendere efficiente la propria. Questo vale per tutte le città. Allora chi è al governo deve prendersi un impegno, fuori da ogni ideologia e con numeri alla mano: mettere al centro dell'agenda politica lo sviluppo delle nostre città attraverso politiche di lungo termine, che puntino alla qualità ambientale e allo smaltimento virtuoso dei rifiuti». Insomma: «O iniziamo a guardare il problema in modo pragmatico e non ideologico, oppure saremo sempre in emergenza», mentre «oggi, cinque stelle e Lega lo affrontano discutendo Regione per Regione, senza considerare che l’Italia è una e indivisa. In questo modo i discorsi non diventano pragmatici ma ideologici, e sono la morte del buon senso».

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