Fenomeno uonna

Redazione
28/01/2011

  di Marco Valle Altro che Bunga bunga. Il maschio italiano assomiglia sempre di più a una casalinga inquieta. Così...

Fenomeno uonna

 

di Marco Valle

Altro che Bunga bunga. Il maschio italiano assomiglia sempre di
più a una casalinga inquieta. Così dopo la “uoma”, la donna
che si muove e pensa come un uomo, adesso è arrivato il momento
della “uonna”, l’uomo che, magari non pensa come una donna,
ma sicuramente agisce al femminile. Apparecchia la tavola e si
spalma sul viso la crema anti-rughe. Non si perde le ultime
tendenze della moda e non vede l’ora di andare al supermercato.
Fa la lavatrice e si cimenta con piacere ai fornelli e al cambio
dei pannolini del pupo.
QUANDO LUI DIVENTA LEI. Il ritratto impietoso è
contenuto nell’ultimo rapporto Eurispes sullo stato
dell’Italia da cui emerge che il “lui” della coppia” è
sempre più simile alla “lei”. Chissà cosa direbbe oggi
Massimo Troisi. Forse cambierebbe la frase finale del suo
Pensavo fosse amore e invece era un calesse: «Un uomo e
una donna, in particolare, sono le persone meno adatte a sposarsi
tra di loro».
O forse no. Il regista Fausto Brizzi la ritiene ancora attuale.
Tanto che, l’ha usata come apertura del suo film Maschi
contro femmine
appena uscito dalla programmazione, a cui
l’anno prossimo seguirà Femmine contro maschi, dove in
scena vanno proprio le situazioni che l’Eurispes
descrive. Una donna sempre più forte e sola e un maschio
sempre più confuso. 
MASCHIO TUTTOFARE. Perché, e nemmeno
l’Eurispes lo dice, non si sa se questa trasformazione
dell’uomo italiano sia figlia di una costrizione o di una
convinzione. La verità è che in casa si rimbocca le maniche,
non per tutto, ma per parecchie cose. Un compito di cui
spesso (35,6%) o sempre (25,8%) gli uomini si fanno carico tra le
mura domestiche è quello di raccogliere il sacchetto di rifiuti
e portarlo fuori. Vero, alzi la mano chi non lo fa. Oltre la
metà del campione (53,3%) apparecchia la tavola, un 46,8% adora
andare al supermercato e un buon 32,9% si cimenta con i
fornelli.
Piace meno pulire il bagno (solo il 23,7% sostiene di farlo) o
fare la lavatrice (solo il 19,4% si dedica a questa incombenza).
Ma lo fanno. Sui figli poi nessuno si risparmia: cambiare il
pannolino è considerato del tutto normale dal 70% degli
intervistati e se il figlio ha l’influenza ben il 94,8% dei
papà è pronto ad accudirlo. Insomma gli italiani sono anche dei
“mammi” fantastici almeno sulla carta che hanno ceduto anche
alle lusinghe della vanità.

La donna pretende e schiavizza  

La colpa è anche delle “uome”. Quando si fidanzano o sposano
tendono a considerare gli uomini come degli schiavetti e li fanno
diventare “uonne”. E vienimi a prendere, e vai a
comprare l’acqua perché pesa, e accompagna i bambini a scuola
e sbriga tutte le faccende pratiche di casa…. A forza di
ubbidire agli ordini il maschio si è femminilizzato e non
aspetta nemmeno più il comando. Fa e basta.
CREME AL POSTO DEI CIOCCOLATINI. Per consolarsi,
Bunga bunga a parte, non c’è il cibo ma ci sono i prodotti di
bellezza. La prova sono i numeri. Negli ultimi tre anni hanno
speso per farsi belli oltre 200 milioni di euro e molte aziende
hanno lanciato intere linee, con formulazioni adatte alle
necessità degli uomini, che costituiscono circa il 10% del
totale del fatturato.
OSSESSIONE FISICO. E dove la crema non basta
arriva il bisturi: Secondo i dati della Società italiana di
medicina estetica, infatti, è aumentata la richiesta di
plastiche addominali, liposuzioni e lifting soprattutto da parte
degli over50. Tra gli interventi più richiesti nel 2010 al primo
posto figurano le operazioni di liposuzione di fianchi e addome
(22%) seguite dai trapianti di capelli (16%), la rinoplastica
(14%), la liposcultura al laser per rimodellare i pettorali
(12%), i trattamenti di lifting (8%) e la blefaroplastica (5%).
La “uonna” è appena nata ma ha già la sua malattia. Si
chiama vigoressia e indica l’ossessione per il fisico. Ne
sono affetti 670 mila italiani.