Federico Mello

Fenomenologia di Chiara Ferragni, icona malinconica divenuta star

Fenomenologia di Chiara Ferragni, icona malinconica divenuta star

13 Febbraio 2017 10.45
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Dicono che sia una delle italiane più conosciute all’estero, che rappresenti un’intera generazione, quella dei millennial, che la sua sia una storia già da studiare. Eppure Chiara Ferragni, 29enne da Cremona, di professione fashion blogger, è uno di quei personaggi che non si può evocare senza richiamarne i follower: «Chiara Ferragni, seguitissima sui social». Il suo pubblico la definisce, il suo seguito la giustifica (guarda le foto).

INFLUENTE E CONTESA. Forse ancora sconosciuta nei bar sport di mezza Italia, Ferragni famosa lo è davvero. Una vita tra Milano e Los Angeles, 8,1 milioni di follower su Instagram, un fatturato di quasi 10 milioni di dollari all’anno, 20 collaboratori, un blog dove tutto è cominciato che ora è una «piattaforma ispirazionale». Vouge Usa la definisce «la voce di una nuova generazione». La rivista Forbes la inserisce tra i 30 giovani più influenti al mondo. Non solo: proprio in questi giorni la giovane è invitata a raccontare la sua esperienza ad Harvard, la prestigiosa università americana che ha già dedicato un case study al suo blog. Chiara è contesa dalle case di moda come testimonial ed è riuscita persino a creare uno spin-off di se stessa: Valentina Ferragni, sua sorella minore, ha superato 1 milione di follower a furia di foto con la sorella maggiore.

ALL'ORIGINE DELLA POPOLARITÀ. Tanti numeri non si possono che constatare, il successo risulta manifesto. Chiara «è una star di cui dovremmo andare fieri», ha scritto recentemente il giornalista Riccardo Luna. Eppure tutto ciò, le cifre nude e crude, potrebbero non risultare sufficienti. Un lettore più curioso vorrebbe andare oltre, capire la fenomenologia del personaggio. Dove individuare il principio di tanta popolarità? Dove risiede il segreto di Chiara Ferragni?

Potremmo partire dalla bellezza. E dire che no, non basta a giustificare tanto clamore. Come non bastano i suoi armadi

Potremmo partire dalla bellezza allora. E dire che questa no, non basta a giustificare tanto clamore. A differenza di star social sue omologhe per numero di seguaci – come le modelle Emily Ratajkowski o Bella Hadid – la nostra Chiara è carina certo, ma non irresistibile; è bella, senza dubbio, ma non sexy e prorompente come molte Instagram-star. La nostra fashion blogger, inoltre, non ha dalla sua un talento fuori dal comune: non sa cantare, ballare, non ha erudizioni da esibire, non ha capacità circensi che tanti like raccolgono online.

UN MIX CASUAL MA ELEGANTE. Molti la seguono per il suo guardaroba, questo è indubbio: ogni giorno presenta uno o più outfit, propone accessori, accostamenti, pellicce, magliette, maglioni, cappelli, borse, il tutto in quel mix “casual ma elegante” che definisce lo stile eccentrico – ma mai ribelle – della generazione connessa. Sono i suoi armadi perciò a definirla? No, neanche questo basta. Quante ce ne sono come lei? Quante altre sul web consigliano moda, stili, consumi? Perché solo Chiara Ferragni è diventata Chiara Ferragni?

L'EFFETTO BAND-WAGON. Una ipotesi va azzardata dunque, senza indugi. Ed è la seguente: Chiara Ferragni è semplicemente il perfetto prodotto dello spirito del tempo. Un personaggio famoso in quanto seguito sui social e seguito sui social in quanto famoso. Sembra un paradosso, ma non lo è: un noto esperimento sociale ci può aiutare a capire. Un gruppo di ricercatori ha predisposto due versioni della stessa piattaforma online da cui scaricare brani musicali: nella prima era possibile vedere il numero di download, nella seconda no. I ricercatori hanno impiegato poco a capire che nella prima versione (quella con il numero di download visibile) i brani inizialmente popolari erano diventati sempre più popolari. Si chiama effetto band-wagon o “carrozzone”: tutto ciò che è manifestamente di successo ci piace in quanto tale.

Photoshoot day with the babe by @guyaroch for something super special ???? #TheBlondeSaladGoesToNewYork

Una foto pubblicata da Chiara Ferragni (@chiaraferragni) in data: 12 Feb 2017 alle ore 10:40 PST

Ebbene, tornando a noi, è evidente che Ferragni sia stata in grado di generare un effetto simile. Comincia a farsi notare con le sue foto sulla piattaforma Flickr. Nel 2009 decide di aprire un blog in italiano e in inglese, The Blonde Salad, con l’aiuto del suo fidanzato del tempo, Riccardo Pozzoli (che ancora oggi lavora per lei). Il pubblico, già interessato alle sue foto, si appassiona velocemente ai suoi consigli di look, al racconto della sua vita. Quando infine nel 2010 nasce Instagram, social dell’effimero per definizione, ecco che Chiara ha già una fanbase piuttosto cospicua: l’esplosione è dietro l’angolo. È una campionessa di selfie tra l'altro – forse questo il suo talento principale – ed è stata una delle prime a muoversi: questo il suo prosaico segreto.

UN REALITY QUOTIDIANO. Tanta popolarità, non c'è dubbio: va gestita. E in questo la Ferragni ci sa fare: ha allestito un reality quotidiano per gli 8 milioni di cui sopra, un reality fatto di foto, di video-racconti, tutto perfetto, tutto scritto, tutto studiato. Mai niente viene lasciato all'improvvisazione, al capriccio, perfino il famoso fidanzamento con Fedez appare un accordo diplomatico tra nazioni digitali (Fedez assicura a Chiara popolarità in Italia, lei gli regala un allure international). Ma di studiato, ancora e soprattutto, c'è il tratto che più caratterizza il personaggio Ferragni.

QUEL SORRISO SOLO ABBOZZATO. Può trovarsi in qualsiasi occasione, da sola o in compagnia, a festeggiare o a perdere tempo, Chiara ha sempre stampato sulla faccia un sorriso solo abbozzato, tronfio e soddisfatto; non ride mai, la sua bocca non è mai disegnata "a U", mai felice, mai contenta. Forse è un scelta di marketing: in quell'espressione risiede la ricetta magica per raccogliere like, cuori, mi piace, popolarità, popolo carrozzone. O forse no, forse lo fa per alimentare le aspirazioni di quei follower che sognano milioni di seguaci («Se ce l'ha fatta lei così fredda e antipatica, anche io ho una chance»). Sì, forse è così. Però c'è una terza ipotesi da avanzare.

Chiara ha raccontato che, fin dai suoi esordi, spesso si scattava delle foto da sola con un cavalletto e un telecomando. In posa, guarda in camera, scatta. Un'immagine di tale solitudine, così scolorita dalla tristezza che a ripensarla oggi fa venire un dubbio. E se dopo tutti questi anni in posa Chiara ci volesse comunicare di essere in realtà triste? Se fosse stufa? Se non ce la facesse più a selfare, farsi fotografare, montare il cavalletto, scattare, scattare ancora, pubblicare, verificare i cuori, i like, scattare e ricominciare tutto, tutto il giorno, tutti i giorni? E se quell'espressione mai contenta fosse una richiesta di aiuto, un Sos, se si sentisse come Truman che vuole uscire dal Grande show che coincide con il suo mondo? «Venitemi a prendere, voglio essere libera». Forse Chiara Ferragni ci sta dicendo questo. Non possiamo esserne certi. Ma non possiamo neanche escluderlo.

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