Il caso Ferragni diventa un’opera dello street artist Villa

Redazione
16/01/2024

C'è il Grande Fratello di Orwell nei nuovi manifesti a Torino. L'artista: «Non importa se sei povero o ricco come i Ferragnez: la macchina ti schiaccerà comunque».

Il caso Ferragni diventa un’opera dello street artist Villa

L’occhio, simbolo inconfondibile di una delle influencer più note al mondo, oggi al centro di inchieste, che osserva una città, Milano, cinta da filo spinato con, sotto, una grande scritta, 1984. Con un richiamo orwelliano, è dedicata a Chiara Ferragni e alla prigionia social, l’ultima opera dello street artist torinese Andrea Villa, affissa martedì 16 gennaio notte in via Reggio e corso Regio Parco. «Il libro di George Orwell immaginava un mondo dove gli schermi televisivi spiavano tramite telecamere le vite e le azioni delle persone, per uniformarle al pensiero unico del Grande Fratello, il dittatore supremo che controllava tutto con i suoi occhi digitali», dice Villa.

Villa: «Non importa se sei povero o ricco come i Ferragnez: la macchina ti schiaccerà comunque»

«Il protagonista del libro era prigioniero in casa, controllato a vista dalla telecamera del suo televisore. Così come Chiara Ferragni  si ritrova prigioniera del suo stesso social e della sua stessa immagine, un occhio che l’ha sbugiardata e ora la imprigionato, vittima del suo stesso mezzo comunicativo. Lo schermo dell’ipocrisia si è incrinato, il re è nudo e si vedono gli ingranaggi della dittatura dell’immagine, dove la grande macchina governa le scelte delle persone», continua l’artista. Per Villa «non importa se sei povero o ricco come i Ferragnez: la macchina ti schiaccerà comunque. Una dittatura distopica reale, perché vive nella nostra vita e nei nostri schermi».