Ferrara fa e disfa

Redazione
01/02/2011

Che nel Pdl ci sia un partito disorganizzato non è un novità. È invece quanto mai bizzarro che a rimproverare i...

Ferrara fa e disfa

Che nel Pdl ci sia un partito disorganizzato non è un novità. È invece quanto mai bizzarro che a rimproverare i caotici vertici del principale partito di maggioranza sia Giuliano Ferrara, il direttore del Foglio che in questi giorni sembra aver ripreso il suo vecchio ruolo di primo consigliere del premier. E si è infuriato quando, nel pomeriggio del 1 febbraio, a un certo punto è stata diramata la notizia che Silvio Berlusconi si era riunito con i suoi per affidare a Michela Vittoria Brambilla, ministro del Turismo, e al sottosegretario Daniela Santanché, l’incarico di organizzare la discesa in piazza contro le toghe milanesi. La notizia è stata dopo breve tempo smentita dal sottosegretario Paolo Bonaiuti e poi in forma più ufficiale dall’ufficio stampa del Pdl «per un banale equivoco».
UN EDITORIALE VERITÀ. Così è entrato in scena il direttore del Foglio. Ferrara, nell’editoriale che verrà pubblicato il 2 febbraio, ha definito il primo comunicato «politicamente criminale», colpevole di aver «rischiato di dirottare nel grottesco l’iniziativa politica di un piano nazionale per la crescita, che una successiva dichiarazione ufficiale di mano del premier ha rimesso all’onore del mondo». Nel mirino c’è la coppia Santanché-Brambilla, le due pasionarie del Pdl,  colpevoli di aver distrutto con «una cosina propagandistica» l’intento di un governo che anche grazie alle dritte di Ferrara sta cercando di risollevarsi dal baratro.
LE PREOCCUPAZIONI DI LETTA. Per l’Elefantino peggio dei pm c’è «solo un modo risibile di combatterli, destituendo il presidente del Consiglio del suo potere e dovere istituzionale di governare l’Italia». L’annuncio improvvisato di una manifestazione di piazza, che era già stata data per certa la settimana scorsa poi ritrattata (leggi l’articolo), non sarebbe piaciuto anche sul fronte diplomatico del sottosegretario Gianni Letta, preoccupato dal richiamo del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ad abbassare i toni.

Ferrara lo definisce un grave incidente

Il risultato per Ferrara è «un grave incidente di staff» del quale si vedranno presto le «conseguenze maliziose». La previsione, secondo il direttore del Foglio, è che l’azione politica del Cavaliere verrà di nuovo sottovalutata, cioè «l’immagine che i nemici di Berlusconi vogliono dare di lui, e che qualche amico un po’ sciatto contribuisce a diffondere».
Ma l’attenzione di Ferrara va anche al «bravo e autorevole» Angelino Alfano, ministro della Giustizia «costretto» dai cronisti a Bruxelles «a riparlare del ‘processo breve’, che non è una parolaccia ma nemmeno una priorità del governo in questi giorni».
L’EMPASSE DEL PREMIER. Il Cavaliere, per come la vede il direttore del Foglio, «ha molti fronti aperti, visto che è sotto l’assedio borbonico e moralistico del circuito mediatico giudiziario» ma l’errore maggiore consiste nel non aver controllato «lo spin, cioè la comunicazione dell’agenda politica di un uomo di Stato» senza la quale «governare non diventa impossibile, diventa inutile»
Il risultato è l’editoriale piccantissimo di Ferrara, che aumenta a dismisura l’incidente diplomatico all’interno del partito e qualcuno vorrebbe vedere dietro le ultime strategie del direttore un suo ritorno in grande stile in politica, dopo il debutto sulle pagine del Giornale, disposto a spendersi ancora una volta per Berlusconi.
UN PASSAGGIO DI CONSEGNE. Oppure il malcelato desiderio di salvare il bipolarismo italiano, messo a rischio dal disfacimento dei due partiti che insieme ottenevano oltre il 70% delle preferenze e ora sono alla rincorsa. Meglio ancora, che Ferrara stia traghettando il Pdl verso il passaggio di consegne naturale che porterebbe il premier a lasciare il suo posto o all’ormai riconosciuto delfino Alfano o a colui che il premier oramai vede come un vero rivale, ovvero Giulio Tremonti, ministro dell’Economia. Comunque la si voglia vedere, il giornalista in questi frangenti ha assunto un ruolo chiave in via dell’Umiltà.