Ferrara, l’anti Scalfari

Redazione
25/01/2011

di Francesco Cafiero Un Elefantino per risollevare gli umori cupi di via Negri, la sede milanese del Giornale di Alessandro...

di Francesco Cafiero

Un Elefantino per risollevare gli umori cupi di via Negri, la sede milanese del Giornale di Alessandro Sallusti (e Daniela Santanché), dove ultimamente non tira una buona aria. La notizia l’ha data Dagospia: Giuliano Ferrara, già ministro del primo governo Berlusconi e poi fondatore del Foglio (nonché ex di tante cose) sarà un editorialista di punta del quotidiano fondato da Indro Montanelli e oggi orfano di Vittorio Feltri.
IL COMMENTO DOMENICALE. A lui sarà affidato il commento della domenica, una sorte di omelia alla Scalfari da destra, senza dimenticare che il teocon Ferrara, attento cultore dell’attuale pontefice-teologo Benedetto XVI, sarebbe stato ingaggiato anche per migliorare i rapporti con la Chiesa, dopo la devastante campagna contro Dino Boffo, costretto a dimettersi dalla direzione di Avvenire, il giornale dei vescovi.
NESSUN ADDIO AL FOGLIO. Indiscrezioni provenienti da via Negri riferiscono, però, che l’offerta a Ferrara sarebbe stata un’altra: cioè la poltrona di Sallusti. Un’ipotesi già affiorata mesi fa e rispuntata in questi giorni. Ma l’Elefantino avrebbe risposto picche. Per un motivo soprattutto: Ferrara tiene al Foglio, sua creatura piccola e raffinata, più di ogni altra cosa, e un suo addio avrebbe significato la morte del giornale modello Wall Street Journal. Di qui il compromesso di firmare una volta a settimana, come del resto l’autorevole giornalista già fa con Panorama.

Il rilancio del Giornale

L’arrivo di Ferrara a via Negri, almeno come firma, si inserisce in una strategia di rilancio del Giornale, sedotto e abbandonato per la seconda volta da Feltri. Il parco firme si è impoverito (negli ultimi giorni hanno scritto vari giornalisti della pattuglia Mediaset) e un opinionista importante come Marcello Veneziani (che il 24 gennaio ha inaugurato una nuova rubrica in prima pagina, “Cucù”) ha introdotto una questione di peso: archiviare il metodo della clava e ritornare alla sobrietà di Montanelli.
UN NUOVO FIGARO. L’elegante Ferrara rientra proprio in quest’ultima ottica: fare del Giornale una specie di Figaro francese. Impresa che potrebbe riuscire solo a metà. L’armata mediatica del Cavaliere, infatti, sta mettendo a punto una nuova campagna antifiniana su Montecarlo e il quotidiano di Sallusti sarà in prima fila.
Insomma, fioretto e clava senza farsi mancare nulla. E, nel frattempo, i mal di pancia della redazione non si placano e in questi giorni c’è stata una guerra spietata per prendere il posto del vicedirettore Massimo de’ Manzoni, il prezioso uomo macchina che Feltri si è portato a Libero. Alla fine l’ha spuntata Giuseppe De Bellis, il capo della cronaca.