Ferrari si è dimesso dal consiglio europeo della ricerca che lo aveva già “dimesso”

Redazione
08/04/2020

Lo scienziato italiano ha sfruttato la pandemia e la lotta al Covid 19 e l'euroscetticismo per accusare le istituzioni europee di indifferenza e invece è stato lui a sfruttarle per i suoi interessi.

Ferrari si è dimesso dal consiglio europeo della ricerca che lo aveva già “dimesso”

Lui dice di essersi dimesso a causa della delusione per il mancato coordinamento durante la crisi Covid, gli altri 19 dicono di aver chiesto loro le sue dimissioni perché non si stava occupando del consiglio a tempo pieno, che si dedicava ad avvitià commerciali, impegni negli Stati Uniti e non aveva interesse nel suo ruolo. Ci sono due versioni contrastanti sull’addio di Mauro Ferrari alla poltrona di presidente del Consiglio europeo per la ricerca, incarico che ricopriva da pochi mesi, dal primo gennaio 2020. E la prima, quella del professore, è stata addirittura pubblicata sul Financial times per poi essere sonoramente smentita.

LA VERSIONE DI FERRARI

Il 7 aprile Ferrari si è dimesso dalla carica di presidente della principale istituzione scientifica dell’Ue, incarico che aveva assunto il primo gennaio scorso. «Sono stato estremamente deluso dalla risposta europea al Covid-19» ha dichiarato al Financial Times online. «Ero arrivato alla guida dell’Erc come un fervente sostenitore dell’Ue» ma «la crisi del Covid-19 ha completamente cambiato la mia opinione anche se continuo a sostenere con entusiasmo l’idea della collaborazione internazionale». Ferrari, secondo quanto scrive il Ft, ha deciso di presentare le sue dimissioni alla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ieri pomeriggio dopo non essere riuscito a persuadere Bruxelles a mettere in piedi un programma scientifico su larga scale per combattere il coronavirus.

I QUATTRO MOTIVI PER LA RICHIESTA DI DIMISSIONI

In realtà il Consiglio scientifico del Cer gli aveva chiesto di dimettersi il 27 marzo e dopo l’intervento di Ferrari ha pubblicato una nota spiegando che quel giorno «tutti e 19 i membri attivi del Consiglio scientifico del CER hanno chiesto individualmente e all’unanimità che Mauro Ferrari si dimettesse dalla sua carica di Presidente» ed elancondo quattro motivi principali che potete leggere qui sotto:

  1. Durante i suoi tre mesi di mandato, il professor Ferrari ha mostrato una totale mancanza di apprezzamento per la ragion d’essere del CER a sostegno di un’eccellente scienza di frontiera, progettata e implementata dai migliori ricercatori in Europa. Sebbene abbia espresso il suo sostegno al riguardo nelle dichiarazioni pubbliche, le proposte che ha presentato al Consiglio scientifico non riflettono questa posizione. Non ha compreso il contesto del CER nell’ambito del programma di ricerca e innovazione dell’UE Orizzonte 2020.
  2. Dalla sua nomina, il professor Ferrari ha mostrato una mancanza di impegno con il CER, non riuscendo a partecipare a molti incontri importanti, trascorrendo molto tempo negli Stati Uniti e non riuscendo a difendere il programma e la missione del CER quando rappresentava il CER.
  3. Al contrario, il professor Ferrari ha intrapreso diverse iniziative personali all’interno della Commissione, senza consultare o attingere alla conoscenza collettiva del Consiglio scientifico, e usando invece la sua posizione per promuovere le proprie idee.
  4. Infine, il professor Ferrari è stato coinvolto in diverse imprese esterne, alcune accademiche e altre commerciali, che hanno impiegato molto tempo e sforzi e sono apparse in diverse occasioni per avere la precedenza sul suo impegno in ERC. Il carico di lavoro associato a queste attività si è rivelato incompatibile con il mandato del presidente del consiglio scientifico.

Così il professore ha sfruttato la pandemia e la lotta al Covid 19 e l’euroscetticismo per rivoltare la situazione e accusare le istituzioni europee di indifferenza e invece era stato lui a sfruttarle per i suoi interessi.