Maurizio Stefanini

Storia della festa americana del 4 luglio

Storia della festa americana del 4 luglio

Il popolo Usa ricorda la pubblicazione nel 1776 della Dichiarazione d’Indipendenza. Qualche curiosità sulla giornata più importante degli States.

04 Luglio 2019 06.15

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«Quando nel corso di eventi umani, sorge la necessità che un popolo sciolga i legami politici che lo hanno stretto a un altro popolo e assuma tra le potenze della Terra lo stato di potenza separata e uguale a cui le leggi della Natura e del dio della Natura gli danno diritto, un conveniente riguardo alle opinioni dell’umanità richiede che quel popolo dichiari le ragioni per cui è costretto alla secessione». Così inizia la Dichiarazione di Indipendenza che nel luglio 1776 i rappresentanti di 13 colonie del Nord America ribelli alla Corona britannica sottoscrissero, facendo appello a un tempo e a una ancestrale tradizione anglosassone, ma anche alle più recenti teorie politiche proclamate dalla filosofia illuminista.

La Dichiarazione di indipendenza Usa venne pubblicata il 4 luglio 1776.

JOHN ADAMS E I PADRI DEL DOCUMENTO

Principale autore del testo fu Thomas Jefferson, che poi diventerà terzo presidente degli Stati Uniti, membro di una commissione composta anche da Benjamin Franklin, Robert R. Livingston, Roger Sherman e soprattutto da John Adams (secondo presidente Usa). Se furono soprattutto Jefferson e Franklin i padri intellettuali del documento, fu Adams l’inventore dell’Independence Day che la festeggia. «Sono portato a credere che sarà celebrato dalle generazioni future come una grande festa commemorativa», scrisse in una lettera alla moglie Abigail. «Dovrebbe essere celebrato come il giorno della liberazione, attraverso solenni atti di devozione a dio onnipotente. Dovrebbe essere festeggiato con parate, con spettacoli, giochi, sport, spari, campane, falò e illuminazioni, da un’estremità di questo continente all’altra, oggi e per sempre».

LE DATE DELLA RIVOLUZIONE AMERICANA

Così in effetti è stato. Salvo per il particolare della data. Adams lo aveva fissato per il 2 luglio, giorno in cui il documento venne redatto, invece oggi si festeggia il 4 cioè il giorno della sua pubblicazione. La firma dei delegati arrivò il 2 agosto. La Rivoluzione prese il via con la rivolta del Tè di Boston, il 16 dicembre 1773; i primi scontri armati si registrarono il 19 aprile 1775, la vittoria degli insorti venne riconosciuta da Londra con la firma del Trattato di Parigi il 3 settembre 1783, e la Costituzione entrò in vigore il 21 giugno 1788. Insomma, di date da celebrare ve ne sarebbero parecchie. Ma il popolo degli Stati Uniti ha deciso di scegliere il 4 luglio.

Una scena del film “Nato il 4 luglio” (1989) di Oliver Stone.

DALLA ZUPPA DI TARTARUGA AL BARBECUE

Per l’Independence Day Adams cercò di stabilire una tradizione culinaria basata su zuppa di tartaruga, salmone, uova, piselli verdi, patate bollite, pudding indiano e fette di mela zuccherate e speziate fritte nel burro (apple pandowdy). Ma oggi è difficile riprodurla. Qualcuno prepara dunque la zuppa con vitello, ma i più passano direttamente al barbecue, secondo un uso che si è affermato nel XX secolo. E oggi i cibi più consumati per la ricorrenza sono hot dog e hamburger.

Il mio amico Beniamino, cortometraggio Disney del 1953.

I FILM E L’INDEPENDENCE DAY

La festa nazionale è stata celebrata anche nel cinema. Nato il 4 luglio di Oliver Stone racconta di un volontario nella guerra del Vietnam proprio per tener fede alla retorica patriottica della sua data di nascita ma ritorna invalido. Ma l’Independence Day è anche giorno di un terribile attacco alieno nel film di Roland Emmerich. Anche le “ragazze” di Sex and the City 2 folleggiano durante il 4 luglio, per superare il trauma dello scontro con la sessuofobica civiltà islamica di un viaggio ad Abu Dhabi. Il mio amico Beniamino è invece un cortometraggio animato Disney candidato all’Oscar nel 1953 che racconta come in realtà a suggerire a Franklin l’incipit della dichiarazione di indipendenza fu un topolino.

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