Festival, l’impatto su Sanremo da 60 milioni di ricavi non cancella qualche malumore

Valeria Genesio
08/02/2024

Nella settimana della kermesse musicale la città ligure esplode. Ne beneficia la Rai, ma anche hotel, ristoranti, shopping e trasporti. Con gli affitti brevi e i prezzi delle camere che schizzano fino a 700 euro a notte. Una cittadina di 55 mila abitanti che raddoppia la sua popolazione. E alcuni residenti si lamentano, barricandosi in casa. Analisi dell'indotto economico.

Festival, l’impatto su Sanremo da 60 milioni di ricavi non cancella qualche malumore

Non si vive di solo Festival. Ma a Sanremo potrebbe bastare. Per farsi un’idea, è sufficiente leggere i numeri del giro di affari prodotto ogni anno dal “sistema Sanremo” sulla Città dei fiori. Secondo una ricerca condotta dall’Ufficio Studi di Banca Ifis, il Festival della canzone italiana è la principale manifestazione musicale e culturale d’Italia, in grado di generare oltre 60 milioni di euro di ricavi complessivi tra raccolta pubblicitaria sui canali televisivi e digitali e impatti sul territorio. Il Market watch della banca, “Economia dello spettacolo e dell’intrattenimento” – che al Festival di Sanremo dedica proprio un capitolo speciale – precisa che di questi 60 milioni di euro circa 40 sono riconducibili alla raccolta pubblicitaria della Rai.

Un ecosistema che genera più di 18 milioni di euro per le attività locali

Ma la gara canora ha un effetto volano anche sul territorio della cittadina del Ponente ligure, dando vita a un ecosistema che genera più di 18 milioni di euro per le attività locali. Ogni anno il Festival porta alla città di Sanremo e alle aree limitrofe oltre 40 mila persone tra ospiti, organizzatori, stampa e turisti. In termini pratici, l’impatto di queste presenze ricade principalmente su hospitality (quasi 9 milioni di euro), food & beverage (2 milioni di euro), shopping (2 milioni di euro incluse spese al Casinò e ticketing dell’evento) e trasporti (0,6 milioni di euro). Un trend positivo che negli ultimi cinque anni ha registrato una crescita media annua dell’11 per cento. In più, va aggiunto il contributo Rai di circa 5 milioni di euro al Comune di Sanremo utilizzato per investimenti sul territorio.

Festival, l'impatto su Sanremo da 60 milioni di ricavi non cancella qualche malumore
Amadeus durante l’edizione 2024 del Festival (Getty).

La coda di sponsor per accaparrarsi pochi secondi in diretta mondiale

Ma il Festival è un win-win per tutti: anche la Rai, infatti, è uno dei maggiori beneficiari del Festival, con la coda di sponsor per accaparrarsi pochi secondi in diretta mondiale e un consenso cresciuto stabilmente negli ultimi anni. Lo dimostrano i dati di share medio che negli ultimi anni superano i 10 milioni di telespettatori per ognuna delle cinque serate, con quelli dell’edizione 2024 che rischiano di essere ancora migliori. Forse è per questo che l’anno scorso sul filo di lana, dopo i duri scontri iniziali, il Comune di Sanremo guidato dal sindaco uscente Alberto Biancheri e la Rai hanno alla fine rinnovato per due anni la convenzione per l’utilizzo del marchio per lo svolgimento del Festival della canzone italiana.

Altro che bassa stagione: gli affari nel commercio volano

Effettivamente, qui a Sanremo ogni anno la manifestazione canora è attesa come si aspetta il Natale. Ne abbiamo parlato con il presidente di Confcommercio Sanremo, Andrea Di Baldassare: «In questi anni abbiamo lavorato duramente insieme alle istituzioni e alla Rai per “sdoganare” il binomio Festival-Ariston e restituire l’evento alla nostra città. Finalmente possiamo dire che, da almeno tre anni, il Festival è “diffuso” in tutta Sanremo, grazie a eventi collaterali, serate a tema, rassegne, lanci di prodotti, con il coinvolgimento massiccio anche gli sponsor».

Festival, l'impatto su Sanremo da 60 milioni di ricavi non cancella qualche malumore
Una vista di Sanremo.

Abbiamo anche chiesto a Di Baldassare – che qui, tra ristoranti e locali, è l’imprenditore più importante nel settore “food&beverage” – di conoscere l’impatto del Festival sulle sue attività. Ci ha spiegato: «Iniziamo col dire che l’evento comincia con Sanremo Giovani e Area Sanremo che, seppur in misura meno significativa, già generano un ritorno sulle attività commerciali della città. Poi, per ben due mesi e cioè a gennaio e febbraio, peraltro in un periodo che per una località di mare come Sanremo dovrebbe essere di bassa stagione, l’hospitality e una parte della ristorazione lavorano molto, grazie all’afflusso di troupe di tecnici, addetti all’organizzazione, fotografi e altre figure coinvolte nella preparazione e nel montaggio della poderosa macchina del Festival. Ma il massimo del ritorno economico su tutte le attività è, ovviamente, nella settimana del Festival, dove abbiamo il “tutto esaurito” negli alberghi, appartamenti short rent, ristoranti e nei locali, già prenotati con molti mesi di anticipo, spesso di anno in anno».

Già nella settimana che precede il Festival qui era tutto sold out

E ancora, ha spiegato Confcommercio: «L’unico segmento che in città non ha le stesse ricadute positive delle altre attività commerciali è purtroppo quello dello shopping. Ma stiamo lavorando per far crescere anche questo settore, immaginando, per esempio, dei pop-up store e facendoci aiutare dagli sponsor, convincendoli a investire anche fuori dal periodo del Festival». Tuttavia, per il presidente di Confcommercio questo è solo l’inizio. Infatti «l’obiettivo è di far durare a Sanremo “l’effetto Festival” per tutto l’anno. E i risultati li abbiamo già visti negli anni passati, per non parlare di quest’anno dove, per la prima volta, già nella settimana che precede il Festival qui era tutto sold out. In questo percorso virtuoso è fondamentale la collaborazione dell’amministrazione pubblica e della Rai e dobbiamo quindi andare avanti su questa linea».

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L’esterno del teatro Ariston.

Per un appartamento si spendono in media circa 250 euro al giorno

Ma Sanremo è Sanremo anche per il settore immobiliare, soprattutto quello delle locazioni a breve termine. Per affittare un appartamento durante la settimana del Festival, se lo si trova, si spendono in media circa 250 euro al giorno, con punte fino a 400 euro. E per un bilocale di 3-4 posti letto si devono sborsare intorno a 600-700 euro. La possibilità di poter affittare a queste cifre negli ultimi anni ha ingolosito gli investitori immobiliari privati, in crescita di quasi il 30 per cento secondo un recente rapporto di un noto franchising dell’immobiliare. In effetti, Sanremo ha il vantaggio di un clima temperato e quindi può contare su flussi importanti di turisti non solo nella stagione estiva o nel picco massimo del Festival, ma anche nel restante periodo dell’anno. In questo caso sono soprattutto stranieri provenienti dal Nord Europa.

Fare un investimento immobiliare? Servono almeno 200 mila euro

Chi compra casa a Sanremo per affittarla di solito predilige monolocali e bilocali di 40-60 metri quadri nel centro storico o in altre zone della città dalle quali è possibile raggiungere il teatro Ariston a piedi. Il budget si aggira intorno ai 200 mila euro. I valori di vendita in queste zone sono sui 4 mila euro a metro quadro. Se si vuole la vista mare o il terrazzo, bisogna spendere di più, intorno 4.500 euro/mq. Nelle zone limitrofe al centro, i valori scendono a 2 mila-2.500 euro/mq e, in periferia, anche sotto i 2 mila.

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Il casinò di Sanremo.

Abbiamo provato a cercare un appartamento libero in affitto a Sanremo in questi giorni sul principale portale del settore. Ne abbiamo trovati pochissimi, comunque di bassa qualità e a prezzi fuori mercato. Bisogna fare molti chilometri lontano da Sanremo, prima di trovare una soluzione dignitosa in zona. Ma c’è anche chi si organizza. Da quest’anno, sui siti di appartamenti short rent hanno iniziano ad apparire annunci barche attraccate a Portosole, disponibili all’affitto. Uno yacht con sei letti è attualmente proposto a 2.383 euro a notte.

Una cittadina di 55 mila abitanti che raddoppia: e non tutti sono felici…

C’è però anche chi non è contento. Abbiamo parlato anche con alcuni residenti che hanno dimostrato una certa “insofferenza” per il Festival di Sanremo: «Sanremo è una cittadina di circa 55 mila abitanti. Durante la settimana del Festival, la popolazione quasi raddoppia e la città non è strutturata per accogliere tutte queste persone. Ogni anno la zona rossa è sempre più ampia, con grandi difficoltà per la circolazione. Impossibile trovare un posto persino per bere un caffè. Non riusciamo nemmeno a fare la spesa. Molti nostri concittadini, infatti, si organizzano facendo la spesa per tempo e poi si chiudono in casa fino alla fine del Festival. Qualcuno deve iniziare a pensare anche a noi!». Chiagne e fotte, direbbe Geolier.