Fiat, settimana decisiva per Mirafiori

Redazione
20/12/2010

Su Mirafiori «credo che faremo un accordo questa settimana». Lo ha detto il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, a...

Fiat, settimana decisiva per Mirafiori

Su Mirafiori «credo che faremo un accordo questa settimana». Lo ha detto il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, a margine della segreteria generale del sindacato. «La Uil è favorevole a definire regole ad hoc per il comparto auto, ma a condizione che sia migliore di quello dei metalmeccanici», ha dichiarato il sindacalista a poche ore dall’inizio dell’incontro, previsto per martedì 21 dicembre, tra Federmeccanica e sindacati (ad eccezione della Fiom) per discutere dell’ipotesi di un contratto per il settore auto.
Il contratto dell’auto dovrebbe interessare inizialmente i circa 10.200 lavoratori della newco di Pomigliano e della joint venture Fiat-Chrysler prevista alle carrozzerie di Mirafiori. Intanto, la Fiom ha dichiarato di aver raccolto quasi 3000 firme dei lavoratori che non vogliono una Pomigliano bis. La Cgil ha detto che sfilerà in corteo il prossimo 29 gennaio.
«Noi abbiamo posto delle condizioni a Fiat e credo che, alla fine, si arriverà ad un accordo», ha dichiarato Angeletti, precisando che «l’unica condizione chiesta al Lingotto è che se si deve fare un accordo sugli stabilimenti di Mirafiori, si deve applicare un contratto migliore di quello dei metalmeccanici».

Sacconi: «Se non si trova l’intesa, ha ragione chi dubitava delle intenzioni di Fiat»

Anche il ministro del Welfare Maurizio Sacconi si è detto convinto che l’eventuale accordo per la permanenza di Fiat in Italia può essere raggiunto prima di Natale. La prossima settimana, ha spiegato l’esponente del Pdl, «sarà decisiva per il futuro dello stabilimento di Mirafiori e più in generale per l’insediamento della produzione automobilistica in Italia».
Secondo Sacconi «è possibile entro Natale definire un’intesa. In caso contrario avrebbero ragione tutte le Cassandre che hanno dubitato delle buone intenzioni di Fiat. E non voglio nemmeno pensare alle conseguenze di una simile ipotesi». Tra le “Cassandre” evocate da Sacconi sembra esserci anche la segretaria della Cgil Susanna Camusso che ha ribadito tutte le sue perplessità sulle intenzioni della Fiat: «Su Fabbrica Italia si fanno solo annunci misteriosi che somigliano tanto alla ricostruzione dell’Aquila», ha commentato la leader sindacale.
Il governo, ha ribadito ancora il ministro, «ha seguito con attenzione il dialogo tra le parti e all’interno di esse constatando come vi sia una diffusa consapevolezza circa l’importanza dell’investimento ipotizzato e una conseguente piena disponibilità a tutte le intese che possano garantire la completa utilizzazione degli impianti rimuovendo assenteismi anomali e conflittualità minoritarie. Le parti», ha aggiunto il ministro, «sono ora in grado di chiudere un accordo di piena soddisfazione. Il governo ha messo a disposizione gli ammortizzatori sociali, anche in deroga, per proteggere i lavoratori nelle fasi di transizione come ha garantito che ogni parte del salario collegata ad accordi di produttività sia detassata al dieci per cento. Regione ed enti locali sono stati altrettanto positivamente solleciti per quanto di loro competenza. Il management di Fiat e gli azionisti possono agevolmente verificare questo quadro favorevole attraverso i tavoli negoziali».

Damiano: «Non basta auspicare intesa ignorando l’esclusione della Fiom dalla trattativa»

Critiche alle parole di Sacconi sono arrivate da Cesare Damiano del Pd. «Non basta, come fa Sacconi, auspicare la conclusione dell’accordo sulla Fiat Mirafiori entro Natale ignorando volutamente che dalla trattativa in Federmeccanica, prevista per domani, la Fiom sarà esclusa perché non firmataria del contratto del 2009. La fuoriuscita della Fiat dal contratto nazionale dei metalmeccanici», ha dichiarato l’ex ministro del Lavoro, «è questione troppo delicata perché essa rischia di far saltare il sistema di relazioni industriali esistente.
Per cogliere l’obiettivo richiesto da Marchionne di un adeguamento della competitività degli stabilimenti italiani agli standard imposti dalla globalizzazione, la soluzione c’è: si può inserire un più efficace utilizzo degli impianti e degli straordinari all’interno di una apposita sezione del contratto di lavoro dei metalmeccanici, senza dover ricorrere al contratto dell’auto. Queste soluzioni vanno ricercate con il massimo possibile di condivisione e rifuggendo dal rischio di nuovi accordi separati».
Più dura la replica alle affermazioni di Sacconi da parte del responsabile Welfare e Lavoro dell’Idv, Maurizio Zipponi: «Confermano, per l’ennesima volta, il servilismo e l’inutilità del governo Berlusconi nella vicenda Fiat. Il ministro della disoccupazione, infatti, ha assecondato in tutto e per tutto l’azienda e Marchionne, ignorando sistematicamente le richieste legittime dei lavoratori».