Le cose da sapere sul voto finale della manovra

29 Dicembre 2018 08.21
Like me!

È arrivato l'atteso e sofferto via libera definitivo alla prima manovra gialloverde. A un soffio dall'esercizio provvisorio la Camera ha approvato, con 313 voti favorevoli e solo 70 contrari di Fi e Fdi, perché Pd e LeU non hanno partecipato, una legge di bilancio corretta profondamente per venire incontro alla Ue e non incappare nella procedura di infrazione. Una manovra firmata immediatamente dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e che potrà così entrare in vigore, con sollievo di tutti, dal primo gennaio.

L'ENTUSIASMO DEL GOVERNO

La riscrittura delle ultime settimane ha consentito di evitare di fatto un commissariamento «di 5-7 anni» e ha fermato la corsa dello spread, ha sottolineato il ministro dell'Economia Giovanni Tria in una nota, ammettendo che raggiungere il traguardo è costato «grande fatica». Ma che si è trattato di un risultato «voluto da tutti» e che non intacca i 'pilastri' del progetto del governo «scritto con il cuore», come ha detto Luigi Di Maio, e che, ha eslutato il premier Giuseppe Conte, ha aperto per l'Italia una «stagione di riscatto». Peraltro, ha aggiunto Matteo Salvini, si rimettono «20 miliardi» nelle tasche degli italiani e sono quindi «ridicole» le contestazioni delle opposizioni.

LEGGI ANCHE: Cosa prevede la manovra 2019 approvata dal parlamento

I NODI DA BRUXELLES AI DECRETI

A frenare i festeggiamenti è arrivato però, a pochi minuti dal voto del parlamento, il monito di Pierre Moscovici: Bruxelles, ha ricordato via Twitter, vigilerà «attentamente sull'esecuzione» delle misure, adottate dopo «lunghe discussioni e momenti difficili». Lo spettro della procedura, insomma, resta sempre dietro l'angolo. Anche perché ci sarà da fare i conti, come ha ammesso Tria, con un contesto internazionale che «non si annuncia favorevole» e con impegni presi con Bruxelles non semplici da mantenere, dal maxipiano di privatizzazioni da un punto di Pil agli aumenti Iva da oltre 50 miliardi in due anni da sterilizzare. E ancora prima saranno da concretizzare le promesse di bandiera di Lega e Movimento 5 Stelle, quota 100 per le pensioni e reddito e pensione di cittadinanza, ridimensionate nelle risorse ma non, ripetono come un mantra i due azioni di maggioranza, nella portata e nelle platee interessate.

LEGGI ANCHE: Tutte le retromarce di M5s e Lega sulla manovra

LA BATTAGLIA CON L'OPPOSIZIONE

Il via libera alla manovra è arrivato comunque dopo che in parlamento, e fuori, si è visto di tutto. Protese di Ncc, e dei tassisti, che hanno paralizzato Roma. Sindacati sul piede di guerra per il nuovo 'raffreddamento' delle pensioni. Pd in manifestazione fuori da Montecitorio e Forza Italia pronta a sua volta alla piazza in 'gilet azzurri'. E poi in Aula urla, spintoni, faldoni per aria, offese, accuse reciproche. Scontri, sempre più accesi, tra gli ormai ex alleati Lega e Fi. E, da ultimo, l'incidente sul «clima da terrorismo mediatico e psicologico» denunciato sul blog delle Stelle che ha scatenato lo sdegno delle opposizioni e la 'bacchettata' del presidente della Camera, Roberto Fico. «La democrazia non è sotto attacco: l'opposizione fa il suo lavoro», ha detto poco prima della rimozione del post dal sito ufficiale del Movimento.

LE PROSSIME TAPPE DEL GOVERNO

Se il lavoro, a tratti estenuante, per portare a casa la manovra si è concluso a 24 ore dalla deadline del 31 dicembre, già da gennaio il governo dovrà comunque tornare a metterci mano. Intanto per sistemare il pasticcio dell'Ires sul no profit, sulla quale già è stata annunciata una retromarcia. E poi per rivedere qualche 'errore' o qualche 'dimenticanza'. Come quella – viene rubricato come tale – sul fronte della flat tax per gli autonomi. Varata con un 'buco' che permetterebbe lo sconto per un anno anche se si supera la soglia dei 65mila euro. Senza dimenticare le insidie legate ai decreti legge su reddito di cittadinanza e quota 100.

LEGGI ANCHE: Perché la manovra 2019 è recessiva

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *