Come funziona il riconoscimento dei figli delle coppie gay

Come funziona il riconoscimento dei figli delle coppie gay

26 Luglio 2018 16.43
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Il ministro della Famiglia Lorenzo Fontana, in audizione alla Camera il 26 luglio, è tornato a parlare dei figli delle coppie gay lasciando intendere di volersi muovere per bloccare il loro riconoscimento da parte dei Comuni. Tuttavia non ha spiegato come intende fare: diversi tribunali si sono infatti già espressi a favore del riconoscimento e un divieto esplicito pensato per le coppie omosessuali potrebbe sollevare problemi di costituzionalità. Appena dopo il suo insediamento, del resto, il ministro della Famiglia aveva rilasciato un'intervista al Corriere della Sera molto criticata in cui sosteneva che per la legge «le famiglie gay non esistono». La frase pronunciata da Fontana il 26 luglio è molto più sfumata: «Rilevo come l'attuale assetto del diritto di famiglia non possa non tenere in conto di cosa sta accadendo in questi ultimi mesi in materia di riconoscimento della genitorialità, ai fini dell'iscrizione dei registri dello stato civile di bambini concepiti all'estero da parte di coppie dello stesso sesso facendo ricorso a pratiche vietate dal nostro ordinamento e che tali dovrebbero rimanere».

IL SOTTOSEGRETARIO SPADAFORA CHIEDE DI FERMARE LA PROPAGANDA

L'uscita di Fontana ha suscitato la reazione di Vincenzo Spadafora, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alle Pari opportunità, che ha invitato Fontana a «fermare la propaganda e ad aprire un dialogo culturalmente serio, di riflessione e di discussione, per evitare che il nostro Paese torni indietro di 10 anni, contravvenendo anche alle indicazioni della Corte costituzionale». Per Spadafora «è necessario andare al di là delle battaglie identitarie, perché tutto questo incide realmente nella nostra società e coinvolge i più indifesi, i bambini. Non esistono infatti bambini di serie A e bambini di serie B, tutti devono essere tutelati. Per questo la Corte costituzionale, con la sentenza 162 del 2014, ha superato il principio espresso dalla legge 40 del 2004, secondo cui vi doveva essere coincidenza fra genitorialità biologica e genitorialità sociale. Secondo la Corte questo principio è illegittimo e non costituisce un bene giuridico meritevole di protezione. Il preminente interesse del minore è l'unico principio che deve guidare tutte le scelte nella materia dello status familiare. Proprio per questo, secondo la giurisprudenza, è illegittimo il rifiuto dell'Ufficio di stato civile di iscrivere nei registri i bambini concepiti con tecniche di procreazione medicalmente assistita da coppie dello stesso sesso».

IL MINISTRO FONTANA CONTRO «L'UTERO IN AFFITTO»

Fontana, tuttavia, si riferisce proprio all'iscrizione all'anagrafe di figli con due genitori dello stesso sesso. Mentre il particolare riferimento a «pratiche vietate dal nostro ordinamento» sembra rimandare alla gestazione per altri, cioè la tecnica di fecondazione artificiale dove una donna porta in grembo e partorisce il figlio di un'altra coppia, che può essere sia omosessuale sia eterosessuale. Fontana, infatti, ha anche detto: «Contrasterò in tutti i contesti possibili la pratica dell'utero in affitto, pratica vietata dal nostro ordinamento, anche penalmente». La gestazione per altri, chiamata erroneamente "utero in affitto", è vietata in Italia dalla legge 40, ma è possibile accedere alla Gpa all'estero, negli Stati dove questa è permessa, come il Canada e alcuni Stati degli Usa. In tal caso la Gpa, a cui ricorrono sia coppie gay che eterosessuali, è lecita. Allo stesso modo, le coppie lesbiche che non possono ricorrere alla fecondazione eterologa in Italia, perché consentita dalla legge 40 solo alle coppie eterosessuali, vanno all'estero, e anche questo è perfettamente legale.

Fino a pochi anni fa, i bambini nati da due padri o da due madri erano iscritti all'anagrafe con un solo genitore, quello con cui avevano un legame biologico. Nel 2014 il tribunale dei Minorenni di Roma ha riconosciuto a una coppia lesbica l'adozione co-parentale. Altri tribunali sono seguiti sulla stessa linea, ma non si tratta di riconoscimenti integrali alla nascita, come quelli di cui parla Fontana. Il primo Tribunale a riconoscere il diritto di un bambino nato all'estero di avere due madri, come scritto nel certificato di nascita straniero, è stata la Corte d'Appello di Torino nel 2015. In quel caso si trattava di due madri. Nel 2017, la Corte d'Appello di Trento ha riconosciuto lo stesso diritto a due bambini nati da due padri con gestazione per altri in Canada. Entrambe le sentenze fanno riferimento all'interesse prevalente del bambino a vedersi riconoscere come genitori le due persone che lo hanno desiderato e messo al mondo rispetto alle norme nazionali che non prevedono esplicitamente la genitorialità omosessuale.

LA SVOLTA DI CHIARA APPENDINO A TORINO PER I BAMBINI NATI IN ITALIA

Sulla scorta di queste sentenze, diversi Comuni italiani hanno proceduto a trascrivere i certificati di nascita di bimbi nati all'estero indicando due padri o due madri. Il 23 aprile del 2018, infine, la sindaca di Torino Chiara Appendino ha fatto un nuovo passo in avanti riconoscendo la doppia genitorialità anche ai bambini nati in Italia da due madri, per un motivo molto semplice. La legge 40 riconosce come genitori di bambini nati da tecniche di fecondazione artificiale la coppia legalmente riconosciuta che ha dato l'assenso ai trattamenti, anche se questi trattamenti sono avvenuti all'estero. La legge Cirinnà, d'altro canto, ha equiparato le coppie eterosessuali a quelle omosessuali. La combinazione delle due leggi, quindi, consente il riconoscimento dei figli da parte di coppie gay e lesbiche. Altri Comuni hanno seguito la strada di Appendino. A luglio del 2018 i tribunali di Pistoia e di Bologna, infine, hanno imposto a Comuni che lo avevano rifiutato di iscrivere due genitori dello stesso sesso. In altri casi, invece, la Procura ha fatto ricorso contro il riconoscimento di due genitori dello stesso sesso, muovendosi quindi in direzione opposta. Tuttavia, non c'è mai stata una sentenza, fino ad adesso, che ha vietato esplicitamente i certificati di nascita con due genitori dello stesso sesso.

M5s e Lega distanti: cosa succede ora ai figli di genitori gay?

A due anni dalla legge Cirinnà, la sindaca Appendino accelera sui diritti delle famiglie omogenitoriali. Salvini, invece, è contrario al loro riconoscimento. Quali sono le norme attuali e cosa potrebbe cambiare. Tra i temi che separano Movimento 5 stelle e Lega c’è quello dei diritti Lgbt (Lesbiche, gay, bisessuali e transgender) e in particolare il riconoscimento dei figli delle coppie omosessuali.

IL PARERE LEGALE DI FAMIGLIE ARCOBALENO

Per tutti questi motivi, è al momento molto difficile che Fontana possa intervenire sulle iscrizioni all'anagrafe dei figli con due genitori dello stesso sesso. L'avvocato Angelo Schillaci, legale dell'associazione Famiglie Arcobaleno, ha spiegato in un post su Facebook: «Come ammesso dallo stesso Matteo Salvini in Aula, eventuali linee di indirizzo adottate dal governo sul tema delle registrazioni di minori con due padri e due madri dovranno tenere conto del fatto che il governo non ha alcun potere di intervento amministrativo sugli atti di stato civile».

IL GOVERNO NON PUO' ANNULLARE GLI ATTI DI NASCITA CON DUE MAMME E DUE PAPA'.

Alcune precisazioni sulle dichiarazioni di…

Geplaatst door Angelo Schillaci op Donderdag 26 juli 2018

Inoltre «eventuali linee di indirizzo adottate dal governo non potranno ignorare che esiste una giurisprudenza – anche di Cassazione, e sempre più consolidata – che già riconosce la legittimità delle iscrizioni e trascrizioni anagrafiche con due padri e due madri. Questa giurisprudenza si basa su un principio molto semplice e chiaro: un conto sono le modalità con le quali si viene al mondo, e la loro liceità nel nostro ordinamento, altro conto è l'interesse del minore, nato grazie a quelle modalità (esercitate all'estero, in Paesi dove sono consentite e regolate), a vedersi riconosciuto il proprio status di figlio di entrambi i genitori, indipendentemente dal legame genetico con essi e, soprattutto, dal sesso di questi ultimi». Tale diritto è discplinato dalll'articolo 8 della legge 40 per cui dei figli nati da procreazione medicalmente assistita eterologa, sono genitori i componenti della coppia che hanno dato assenso al trattamento, indipendentemente dal loro sesso o dal fatto che i trattamenti siano avvenuti all'estero o in Italia.

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