M5s e Lega distanti: cosa succede ora ai figli di genitori gay?

M5s e Lega distanti: cosa succede ora ai figli di genitori gay?

11 Maggio 2018 14.30
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Tra i temi che separano Movimento 5 stelle e Lega c'è quello dei diritti Lgbt (Lesbiche, gay, bisessuali e transgender) e in particolare il riconoscimento dei figli delle coppie omosessuali. L'Italia dovrebbe avere certificati di nascita dove viene indicato che un bambino è figlio di due padri o di due madri? Secondo la sindaca di Torino, Chiara Appendino, sì, mentre il segretario del Carroccio Matteo Salvini è fermamente contrario.

GIÀ ALFANO PROVÒ A OPPORSI. La vicenda potrebbe avere presto una ricaduta pratica qualora si avverasse l'ipotesi – ventilata da più parti – che nel nuovo governo giallo-verde Salvini vada a ricoprire il ruolo di ministro dell'Interno. In quella posizione potrebbe chiedere l'annullamento degli atti. C'è un precedente: nel 2014 il ministro Angelino Alfano chiese ai prefetti di cancellare le trascrizioni dei matrimoni omosessuali fatte da alcuni Comuni italiani, tra cui Milano. Due anni dopo, il Consiglio di Stato annullò la decisione di Alfano spiegando che è il Consiglio dei ministri l'organo deputato «a esaminare la legittimità degli atti emessi dai sindaci quali ufficiali di stato civile e disporne l'annullamento, se essi risultato illegittimi».

SVOLTA DA TORINO E BOLOGNA. Il 23 aprile 2018 la sindaca di Torino ha iscritto all'anagrafe una bambina nata attraverso fecondazione eterologa all'interno di una coppia con due madri, riconoscendole entrambe come genitrici. È la prima volta che in Italia avveniva un fatto del genere. Poi si è aggiunta Bologna. Altri Comuni, come Napoli, già nei mesi precedenti avevano trascritto certificati di nascita con due genitori maschi o due genitori femmine. La differenza è che, in tutti quei casi, si trattava di bambini nati all'estero e che quindi i Comuni italiani si sono limitati ad accogliere una indicazione contenuta in documenti prodotti da altri Paesi. Nel caso di Torino e Bologna si tratta invece di certificati creati ex novo.

M5s, i diritti civili sono assenti dal programma

Diritti, chi li ha visti? Nel mirino è finito il programma – in versione basic, va detto – del Movimento 5 stelle e cioè i 20 punti presentati da Luigi Di Maio in cui non c’è traccia delle questioni riguardanti il mondo Lgbti: niente legge contro l’omotransfobia, nessun accenno alle adozioni e nemmeno alla regolamentazione della gravidanza per altri.

Nel 2016 il parlamento italiano ha approvato la legge sulle unioni civili. Prevedeva per le coppie omosessuali che contraggono una unione diritti equiparabili a quelli delle coppie sposate, con alcune limitazioni significative di cui le maggiori riguardavano appunto i figli: la coppia unita civilmente non può adottare, non può ricorrere alle tecniche di Procreazione medicalmente assistita (Pma) in Italia e non vale la presunzione di paternità per i figli nati in costanza di unione.

COSA È CAMBIATO ADESSO? Non è nemmeno prevista esplicitamente – ma neppure esclusa – l'ipotesi di stepchild adoption, ovvero la possibilità per il secondo genitore di “adottare” il figlio del partner, dimostrando davanti al tribunale di svolgere un ruolo genitoriale nei suoi confronti. E allora, cosa è cambiato adesso e perché alcuni Comuni hanno deciso di compilare certificati di nascita con due padri o due madri?

Quando un bambino nasce in Paesi come l'America o come la Spagna, che prevedono l'omogenitorialità, viene iscritto all'anagrafe con due genitori. All'arrivo in Italia, però, fino a qualche anno fa i certificati venivano trascritti indicando solo un genitore – quello biologico – nell'ipotesi che fare diversamente sarebbe stato contro “l'ordine pubblico”, nel senso che avrebbe introdotto elementi contrari e non previsti nel nostro ordinamento.

C'È UNA SENTENZA CHIAVE. Alcuni genitori, però, in gran parte soci delll'associazione Famiglie arcobaleno, si sono rivolti ai tribunali contestando questa impostazione. Diverse sentenze hanno dato ragione alle loro rivendicazioni. In particolare una di Cassazione, del 21 giugno 2016, la 19599, indica l'interesse prevalente del bambino a vedersi riconoscere come genitori le due persone che lo stanno crescendo. A seguito di queste e altre sentenze, diversi Comuni hanno iniziato a trascrivere i certificati esteri con due genitori dello stesso sesso.

Torino e Bologna hanno fatto un passaggio in più, senza limitarsi a trascrivere atti stranieri, ma procedendo autonomamente rispetto ai bambini nati in Italia. Possono farlo? Secondo alcune interpretazioni giuridiche sì, come quella che si può leggere sul sito articolo29.it. Sì se si incrociano la legge sulle unioni civili e quella sulla procreazione assistita, la legge 40. Quest'ultima, all'articolo 8, spiega che «i nati a seguito dell'applicazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita hanno lo stato di figli legittimi o di figli riconosciuti della coppia che ha espresso la volontà di ricorrere alle tecniche medesime ai sensi dell'articolo 6».

ALL'ESTERO O IN ITALIA NON CAMBIA. Con la legge Cirinnà una coppia è tale per la legge italiana indipendentemente dal fatto di essere composta da un uomo e una donna o da due persone dello stesso sesso. Inoltre, il fatto che la Pma sia stata compiuta in Italia o all'estero non rileva, tanto è vero che negli anni in cui la procreazione eterologa è rimasta vietata in Italia, ai figli nati da procedimenti avviati all'estero sono stati comunque riconosciuti entrambi i genitori.

Famiglie omogenitoriali, apertura a Milano

La scelta del sindaco di Torino Chiara Appendino di registrare all’anagrafe un bambino nato in Italia con due madri come genitrici è guardata con interesse anche a Milano. Parlando al telefono con Lettera43.it, l’assessore Pierfrancesco Majorino ha detto che “se Torino apre una strada intelligente è bene seguirla”.

Al momento gli unici Comuni ad aver adottato la strada dei certificati con due mamme o due padri indipendentemente da dove sono nati i bambini sono Bologna e Torino, il primo Comune governato da una maggioranza di centrosinistra, il secondo dal Movimento 5 stelle. Altri Comuni trascrivono solo i certificati esteri, altri ancora negano anche questo passaggio. Il 28 aprile Matteo Salvini ha scritto in un tweet: «Prima a Torino un bambino con due “mamme” ma senza un papà, oggi a Roma un altro bimbo con due “papà” ma senza una mamma. Questo non è futuro, è egoismo».

APPENDINO CHIEDE UNA LEGGE NAZIONALE. La sindaca Appendino, a Torino, registrando il bambino con due mamme ha invece dichiarato: «Speriamo di aver generato – anche con il supporto del Coordinamento Torino Pride – l’avvio di un percorso che adegui l’attuale sistema normativo all’evolvere della società civile». In pratica ha chiesto una legge nazionale che renda più esplicito il diritto-dovere dei Comuni di procedere alla registrazione dei figli con due padri o due madri. Salvini, invece, sembra chiedere l'opposto. Adesso i partiti di uno e dell'altra governano assieme.

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