Mandato di arresto europeo per Filippo Turetta: in un video l’aggressione a Giulia Cecchettin

Debora Faravelli
18/11/2023

Le riprese mostrano il giovane colpire l'ex fidanzata, che avrebbe provato a fuggire per poi essere raggiunta, aggredita nuovamente e caricata sanguinante in auto. Proseguono incessanti le ricerche nel Nord-Est, con l'ipotesi che la vettura abbia attraversato il confine con l'Austria.

Mandato di arresto europeo per Filippo Turetta: in un video l’aggressione a Giulia Cecchettin

La procura di Venezia ha firmato un mandato d’arresto europeo per Filippo Turetta, l’ex fidanzato di Giulia Cecchettin scomparso insieme a lei sabato 11 novembre. Il giovane risulta indagato per tentato omicidio dopo che gli investigatori hanno acquisito un video che lo mostra aggredire ripetutamente la ragazza per poi caricarla in auto sanguinante. La sua Fiat Punto nera targata FA015YE è stata avvistata l’ultima volta domenica in località Ospitale di Cortina, in direzione Dobbiaco. Potrebbe dunque aver attraversato il confine con l’Austria – dove, secondo il direttore del Gazzettino intervenuto a Quarto Grado, sarebbe stata segnalata nella giornata di mercoledì – e per questo la magistratura ha ritenuto di estendere le ricerche del ragazzo oltreconfine.

Il video dell’aggressione a Giulia Cecchettin

Il filmato che mostra Filippo aggredire Giulia è stato registrato dalle telecamere di un’azienda lungo la strada di Fossò, dove nei giorni scorsi erano state rinvenute macchie di sangue e alcuni capelli. A poca distanza dalla casa della giovane e dal punto in cui, intorno alle 25.15 di sabato, un testimone aveva riferito di una discussione accesa tra due ragazzi. Nelle riprese si vede Turetta colpire l’ex «a mani nude» e porre in essere «atti idonei e diretti in modo non equivoco a cagionare la morte colpendola nuovamente al fine di evitare che la stessa fuggisse» (così riporterebbero le carte degli inquirenti secondo quanto scritto dall’Adnkronos). Dopo essere stata caricata in auto, Giulia sarebbe riuscita a fuggire ma, rincorsa, sarebbe stata colpita alle spalle. Un’azione che le avrebbe provocato «ulteriori ferite e ulteriori copiosi sanguinamenti» a seguito dei quali «Filippo ha caricato il suo corpo nella propria auto allontanandosi dal luogo dei fatti e rendendosi immediatamente irreperibile». Gli investigatori stanno analizzando le macchie di sangue rinvenute comparandole con il Dna dei due ragazzi.

Ricerche anche con droni e cani

Intanto proseguono incessanti le ricerche, coordinate dalla prefettura e svolte dal comando provinciale dei Vigili del fuoco con personale specializzato nella ricerca persone. Le squadre stanno scandagliando la zona del lago di Barcis, anche con droni e cinofili, non perché siano in possesso di puntuali elementi ma perché il bacino si trova lungo la direttrice seguita dalla vettura dopo l’aggressione. Le verifiche sono state estese, anche grazie all’utilizzo di un elicottero, all’impervia strada secondaria che collega con la località turistica del Piancavallo e lungo l’intera strada regionale 251, fino alla diga del Vajont.