Finalmente Libero

Redazione
16/12/2010

di Giovanna Predoni  Attenti a quei due. Dopo un divorzio mai consumato Vittorio Feltri e Maurizio Belpietro tornano a lavorare...

di Giovanna Predoni 

Attenti a quei due. Dopo un divorzio mai consumato Vittorio Feltri e Maurizio Belpietro tornano a lavorare insieme, ricomponendo una delle più collaudate coppie del giornalismo italiano di destra.
I due giornalisti, infatti, tra poche ore, firmeranno il loro ingresso nella società degli Angelucci, editrice del quotidiano Libero, e di cui ora si apprestano a rilevare in affitto la testata.
Spetterà esclusivamente a loro la gestione del giornale e le decisioni sulla sua linea politica. Belpietro resta direttore responsabile, Feltri andrà a ricoprire quel ruolo di direttore editoriale che occupa ora al Giornale, e che gli consentirà una maggior libertà di movimento, svincolandosi così dalla mannaia dell’Ordine dei giornalisti, da cui è ora, momentaneamente, sospeso per la campagna portata avanti dal quotidiano della famiglia Berlusconi contro Dino Boffo, ex direttore dell’Avvenire.
Dal 2001 Libero è di proprietà del gruppo Angelus, attivo nel settore della sanità e dell’immobiliare. Con l’aiuto della banca romana Capitalia, gli Angelucci hanno investito 30 milioni di euro, trasformandolo da un giornale regionale a un quotidiano nazionale.

La Fondazione San Raffaele come editore

Nel 2003 Libero ha chiesto ai proprietari del bollettino Opinioni nuove di prendere in affitto la testata. Il quotidiano è diventato ufficialmente il supplemento dell’organo ufficiale del Movimento Monarchico Italiano. Mossa che gli ha permesso di beneficiare di 5.371.000 euro cifra che corrisponde al finanziamento pubblico destinato agli organi di partito, come  previsto dalla Legge 7 marzo 2001, n. 62.
L’anno dopo, il giornale degli Angelucci ha comprato la testata Opinioni nuove e si è poi trasformato in cooperativa per ottenere i contributi per l’editoria elargiti alle testate edite da cooperative di giornalisti. Dal 2007 il quotidiano è edito dalla Editoriale Libero s.r.l., che fa capo alla Fondazione San Raffaele, struttura ospedaliera di Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi. Una storia lunga nove anni a cui ora si aggiunge questo nuovo capitolo.
Il progetto di Feltri e Belpietro, almeno nelle intenzioni dei protagonisti, si configura come
un’ ambiziosa operazione editoriale per far nascere un giornale conservatore fuori dalle more di quel conflitto di interessi che ha sempre pesato sulla testa dei due giornalisti.
Il ragionamento alla base della loro decisione parte proprio da questo: siccome a ogni occasione ci viene rinfacciato che i nostri articoli sono viziati dagli assetti proprietari delle testate (anche Angelucci è parlamentare del Pdl), ora taglieremo l’erba sotto i piedi di chi si fa forte di quest’accusa, delegittimando con ciò la bontà del nostro lavoro.
Il piano prevede di arrivare in un breve arco di tempo a un assetto societario i cui tre azionisti principali saranno Feltri, Belpietro e la Fondazione Libero. Top secret se si tratti o meno dell’assetto finale, o se invece non ci siano degli accordi che prevedano la totale uscita di scena degli Angelucci.