Fincantieri, i sindacati incontreranno l’azienda lunedì prossimo

Redazione
21/09/2010

E’ stato fissato per lunedì prossimo l’incontro tra sigle sindacali del settore navale, Fim, Fiom e Uilm nazionali, e Fincantieri...

E’ stato fissato per lunedì prossimo l’incontro tra sigle sindacali del settore navale, Fim, Fiom e Uilm nazionali, e Fincantieri per avere chiarimenti sul piano industriale 2010-2014 che secondo le anticipazioni della stampa causerebbero un taglio di più di 2mila posti di lavori in Italia. L’appuntamento è stato deciso al termine dell’incontro organizzato dai sindacati a Roma per discutere della crisi nel settore navale.

Giorgio Cremaschi, presidente del comitato centrale della Fiom, ha detto: «L’intervento di ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, è inutile e controproducente. Vogliamo un tavolo a Palazzo Chigi». Cremaschi si augura che l’incontro avvenga «prima del primo ottobre », giorno in cui è in programma la mobilitazione nazionale con otto ore di sciopero e la manifestazione a Roma. E’ della stessa opinione Mario Ghini, segretario nazionale della Uilm, che ha chiesto a Sacconi di aiutarli a convocare le parti a Palazzo Chigi. Per Maurizio Landini, segretario generale Fiom, «non c’è nessuna disponibilità a discutere di ridimensionamenti. E non è il ministro del Lavoro il tavolo titolato a discutere di Fincantieri. Ci siamo rivolti al presidente del Consiglio che dovrebbe essere anche il ministro dello Sviluppo economico».

Intanto continuano le tensioni nella Fincantieri di Palermo. Un migliaio di operai si sono radunati in assemblea davanti alla piattaforma petrolifera della Saipem «Scarabeo8», bloccata lunedì per la protesta dei lavoratori delle ditte dell’indotto. Molti operaii hanno trascorso la notte davanti allo stabilimento Fincantieri di Palermo. Lunedì è stato confermato che «Scarabeo8» andrà via il 10 ottobre, forse diretto in Spagna. Per domani è stato proclamato uno sciopero di otto ore e un corteo che dallo stabilimento arriverà a Palazzo d’Orleans, sede della presidenza della Regione. L’azienda ha chiesto la cassa integrazione di 52 settimane per 470 dei 530 operai che lavorano nella piattaforma. Proprio a bordo di «Scarabeo8» è scattato lo sciopero a oltranza per impedire il ridimensionamento della fabbrica.

Fim Fiom e Uilm chiedono al governo regionale di sbloccare i finanziamenti per la ristrutturazione dei bacini e a Fincantieri di rispettare il protocollo firmato qualche giorno fa, dove è previsto il mantenimento a Palermo delle tre attività di trasformazione, riparazione e costruzione. Il gruppo di Trieste, controllato dal ministero dell’Economia attraverso Fintecna, in un comunicato ufficiale ha fatto sapere che l’eventuale spostamento della piattaforma «è solo una riflessione sull’attuale situazione di mercato».

Non è solo la situazione di Palermo a preoccupare. Gli operai di dello stabilimento di Castellammare di Stabia (Napoli) hanno bloccato la strada statale sorrentina all’altezza delle terme di Castellammare per circa 40 minutil contro i tagli alla produzione dell’azienda.  Le voci che il cantiere di Riva Trigoso (Genova) potrebbe essere chiuso hanno fatto scattare l’allarme tra gli operai e iniziative di mobilitazione si sono svolte anche nell’altro stabilimento ligure di Sestri Ponente (Genova) per protestare contro un ridimensionamento del personale che secondo i sindacati taglierebbe metà dei posti di lavoro.