Fine vita, Anna Maria Bigon sollevata dall’incarico. Delrio: «Inammissibile»

Redazione
25/01/2024

La consigliera regionale dei dem di Verona con il suo voto contrario dal Pd fu determinante per la bocciatura della legge Zaia. Franco Bonafante, segretario provinciale, ha dichiarato di assumersi «personalmente l'intera responsabilità della scelta».

Fine vita, Anna Maria Bigon sollevata dall’incarico. Delrio: «Inammissibile»

Anna Maria Bigon, la consigliera regionale il cui voto contrario al Pd è stato determinante per la bocciatura della legge Zaia sul fine vita, è stata rimossa dalla posizione di vice segretario provinciale dei dem a Verona. In una nota congiunta il segretario regionale del Veneto Andrea Martella e il Responsabile Nazionale dell’organizzazione del Pd Igor Taruffi scrivono: «Abbiamo appreso della decisione del segretario provinciale del Pd di Verona, Franco Bonfante, di sollevare dal ruolo di vice segretaria la consigliera regionale Bigon. Scelta che non è frutto di decisioni nazionali e regionali, ma compiuta da Bonfante in totale autonomia».

Il senatore Delrio: «Brutto segnale»

La tesi è stata confermata dallo stesso Bonfante, il quale ha specificato di assumersi «personalmente l’intera responsabilità della scelta». Ha aggiunto: «Non voglio coinvolgere nessun altro dell’Esecutivo, della Direzione o del Partito al quale eventualmente risponderò della decisione nelle sedi ed organi competenti». Ha anche dichiarato: «Non credo nelle sanzioni disciplinari su temi etici ed è corretto che sia lasciata libertà di voto per motivi di coscienza, ma chi la pratica deve essere consapevole delle conseguenze politiche, a maggior ragione se vi erano alternative, come l’uscita dall’aula con una contemporanea dichiarazione esplicativa». Sulla vicenda è intervenuto anche il senatore dem di area cattolica Graziano Delrio: «La decisione del segretario provinciale di Verona di revocare l’incarico di vice ad Anna Maria Bigon motivata come conseguenza politica della sua scelta in aula è un brutto segnale. È certamente decisione sua, come rivendica e come chiarito dai vertici regionali e nazionali del partito, ma resta inammissibile che si voglia processare una persona per le sue idee e non può essere accettato. Ad Anna Maria confermo la mia vicinanza e condivisione per le scelte compiute in piena libertà».