Fine vita, Cappato ha depositato le firme in Lombardia

Redazione
18/01/2024

Dopo la bocciatura in Veneto, l'associazione Luca Coscioni ha portato al Consiglio regionale a Milano le 8181 sottoscrizioni raccolte per portare in Aula la proposta di legge.

Fine vita, Cappato ha depositato le firme in Lombardia

L’associazione Luca Coscioni ha depositato giovedì mattina al Consiglio regionale della Lombardia le 8181 firme raccolte per portare in Aula la proposta di legge sul fine vita, già bocciata in Veneto, per regolamentare l’aiuto medico alla morte volontaria. Dopo la verifica della validità della firme sarà l’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale a esprimersi sull’ammissibilità o meno della proposta di legge, ma potrebbe delegare la scelta anche direttamente all’assemblea.

Cappato: «In Italia è già un diritto ma vanno regolamentati i tempi»

Come ha spiegato il tesoriere dell’associazione Marco Cappato, la proposta di legge è già stata dichiarata ammissibile dai Consigli regionali di Veneto, Emilia-Romagna, Toscana e Abruzzo. «In Italia è già un diritto essere aiutati a morire in determinate condizioni. Lo ha stabilito la Corte costituzionale con la sentenza dj Fabo. Questa legge regionale chiede semplicemente che ci siano tempi certi per rispondere alle persone che chiedono di essere aiutate a morire, per evitare che si tenga per mesi o per anni una persona affetta da sofferenze insopportabili senza nemmeno dare una risposta. Questa è competenza del servizio sanitario e quindi della Regione», ha sottolineato Cappato.

Fine vita, Cappato ha depositato le firme in Lombardia
L’associazione Luca Coscioni sotto il palazzo della Regione Lombardia per depositare le firme (Imagoeconomica).

Al presidio a Milano presenti consiglieri del Pd, M5s, Azione, Italia Viva e Avs

La proposta, arrivata al vaglio dell’Aula in Veneto, secondo Cappato è stata bocciata «per un equivoco voluto o per una menzogna», anche se «nessuno ha la pretesa che gli altri siano d’accordo con questa proposta, ma almeno la dignità dell’assumersi la responsabilità delle proprie convinzioni e scelte credo sia il minimo che possiamo chiedere al Consiglio regionale. Non farlo  non toglie credibilità a noi o all’associazione Coscioni, ma alle istituzioni e alla democrazia». Al presidio di giovedì mattina davanti al Pirellone hanno partecipato, tra gli altri, anche le consigliere regionali del Pd Carmela Rozza e Paola Bocci, il capogruppo del M5s Lombardia Nicola Di Marco, la capogruppo di Azione-Italia Viva Lisa Noja e Michele Foggetta di Alleanza Verdi e Sinistra.