Fini: «Berlusconi si dimetta»

Redazione
23/01/2011

Mentre il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, invoca una tregua da parte del governo e delle opposizioni sul caso Ruby, ricevendo...

Mentre il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, invoca una tregua da parte del governo e delle opposizioni sul caso Ruby, ricevendo il secco no del Pd, il presidente della Camera, Gianfranco Fini torna a chiedere a Berlusconi di fare «un passo indietro». Parlando al Corriere Adriatico, il 23 gennaio 2011, alla vigilia del primo congresso regionale di Futuro e Libertà, Fini ha detto di essere d’accordo con la richiesta di dimissioni del presidente del Consiglio, espressa negli ultimi giorni e a più riprese dai parlamentari futuristi: «Ovviamente condivido le loro dichiarazioni».
«CONCEZIONE FEUDALE DELLA POLITICA». Il leader di Fli, si è poi soffermato sui rapporti tra politica e magistratura: «L’equilibrio fra poteri e funzioni dello Stato è l’essenza della democrazia. E ci deve essere sempre rispetto tra gli esponenti delle varie istituzioni», ha sottolineato Fini. «Il potere politico non deve temere diminuzioni di autorità o di sovranità dalle inchieste dei giudici. Se esistono patologie nel sistema, queste patologie devono poter emergere alla luce del sole, nella fisiologia e nella normalità dei rapporti istituzionali. Ad avvantaggiarsene sarebbe innanzitutto la qualità della vita democratica». Fini ha poi ribadito nuovamente le sue critiche alla «concezione patrimoniale e para-feudale della politica» che a suo dire caratterizza il Pdl, che ha «brutalmente soffocato». la dialettica interna al partito.

Il Pdl: deve dimettersi lui

Alle parole del presidente della Camera, ha risposto un infuocato Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera: «Fini, avendo chiesto le dimissioni di Berlusconi, dimostra di non essere affatto super partes, e, di conseguenza, deve essere lui a dimettersi da presidente della Camera e a condurre a viso aperto la sua battaglia politica senza godere di una posizione istituzionale che di per sé invece lo pone al di sopra delle parti». Per il fedelissimo di Berlusconi, «a compimento dell’operazione mediatico-giudiziaria c’è chi comincia a riproporre il governo tecnico e di responsabilità, al quale accenna anche Veltroni, ma non si capisce come sia possibile fare un governo contro il Pdl e la Lega». Secondo Cicchitto  «l’unica via alternativa a questo governo, che invece ci auguriamo possa continuare a governare, sono le elezioni anticipate».
ALFANO: IL PREMIER NON VA DAI PM, NON DAI GIUDICI. A fare quadrato intorno al premier sullo scandalo Ruby è anche il ministro della Giustizia, Angelino Alfano: «Non è che Berlusconi non va dai magistrati», ha detto in un’intervista a Sky, «non va dai pubblici ministeri. È una strategia che la legge italiana consente all’indagato. Penso che si recherà dai giudici quando la questione li dovesse riguardare. I suoi giudici naturali, quelli precostituiti per legge, come la Costituzione sostiene. Non vedo nessun parallelismo tra il comportamento di Cuffaro e quello di Berlusconi».