Finiani di rete e di governo

Fabio Chiusi
04/10/2010

Primarie, web e legalità. Ecco il partito di Fini.

Finiani di rete e di governo

Un partito «leggero», di destra ma con le primarie. Nato in rete e allo stesso tempo radicato sul territorio. Aperto agli ex militanti di Alleanza Nazionale come ai giovani delusi dalla politica, all’esercito degli astensionisti e a tutti quegli elementi della società civile che si riconoscano nelle battaglie di Gianfranco Fini. Un partito che tolleri il massimo grado di democrazia interna e che faccia della legalità la sua stella polare, al punto di mettere all’ordine del giorno l’esclusione di chi sia anche soltanto indagato.
In sintesi, per dirla con le parole del ventottenne Gianmario Mariniello, direttore del sito di Generazione Italia e leader del movimento giovanile, un partito che sia «tutto quello che doveva essere il Pdl e non è mai stato». Questo hanno in mente i vertici di Futuro e Libertà (Fli), per tramutare il gruppo parlamentare autonomo dei finiani in una formazione partitica vera e propria.

Da internet…

Il punto di partenza è Generazione Italia, l’incubatore web della proposta politica del presidente della Camera che, a partire dall’omonimo sito, raccoglie 20 mila visitatori e mille commenti al giorno, oltre a poter contare su una pagina Facebook da 25 mila iscritti e svariate propaggini locali. Adesioni tutt’altro che virtuali, se è vero che già oggi si contano 500 circoli in tutta Italia, per un totale di 15 mila iscritti.
È la base del nascente partito, che discute anche su siti come Libertiamo, sotto la direzione del vicecapogruppo alla Camera di Fli Benedetto Della Vedova, o su Socialismo e Libertà, il cui punto di riferimento invece è il vicepresidente Chiara Moroni. Oltre a disporre del web magazine della fondazione Farefuturo, dalle cui colonne sono nate polemiche come quella, devastante, innescata dalla politologa Sofia Ventura sul velinismo e sul passaggio della destra finiana da “non-berlusconiana” a “anti-berlusconiana”, ipotizzato dal “gianburrasca” Filippo Rossi, direttore del quotidiano online e teorico della svolta “post-ideologica” di Fini.
Internet, tuttavia, non sarà solo un luogo di confronto: «Iniziative, agenda e selezione della classe dirigente», assicura Angela Napoli, deputato di Fli e membro della Commissione antimafia, «verranno decise in rete». E si parla già dello strumento delle primarie online, che Napoli non esclude e a cui l’ex coordinatore del Pdl bolognese Enzo Raisi si dice «molto favorevole», a patto che «siano una cosa seria, e non servano per giustificare una scelta fatta in altra sede, come avvenuto in passato a sinistra nei casi di Prodi e Veltroni». Raisi ha poi in mente un ulteriore utilizzo del web: «Ho proposto che vengano pubblicati su internet i nomi di tutti i nostri finanziatori privati», argomenta il deputato di Fli, «così da garantire la massima trasparenza».

…al territorio

Ma se l’alba del partito “leggero” è la rete, la sua reale consistenza sarà misurata dalla capacità di stanare i naviganti e trascinarli lontano dallo schermo, sul territorio. «Perché è vero che internet conta più dei volantini, ma la politica non può essere virtuale», precisa Raisi, «gli elettori devono potermi toccare». Per questo sono già in programma una convention nazionale di Generazione Italia, prevista per il 6 e 7 novembre a Perugia, e una vera e propria Assemblea costituente a inizio 2011, forse a Milano, per smentire le malelingue leghiste che hanno già cominciato a chiamare Fli il “partito del Sud” a causa del forte attaccamento alla creatura finiana mostrato dal Meridione.
Anche nell’era dei social media, dunque, contarsi resta fondamentale. Così come fondamentale è considerata la mediazione di una struttura organizzativa vera e propria tra la base e il vertice del partito. Perché oltre ai commenti da moderare su siti e blog, ci saranno da gestire delicate decisioni politiche, per esempio in tema di giustizia, e, punto non secondario, il denaro necessario a lanciare il soggetto politico e una sempre più probabile campagna elettorale anticipata. Senza contare che, al momento, non c’è chiarezza nemmeno sulla presidenza di Fli, che logica vorrebbe fosse assegnata a Gianfranco Fini ma che non può essergli riconosciuta senza previe dimissioni dalla presidenza della Camera. Un nodo che non si scioglie con un “mi piace” su Facebook.

Un Pdl senza colonnelli

Fini ha messo in guardia dal commettere «gli errori del passato», cosa che accadrà se si tornerà alla logica della distinzione tra «colonnelli e soldati». In sostanza, il partito Fli che i finiani «si accingono a fare» non dovrà essere «An in piccolo», bensì «il Pdl in grande».
Ai suoi Fini ha detto chiaro e tondo: «Il comitato promotore siete voi», dunque non sarà nominato un coordinatore, per evitare l’impronta «verticistica» dalla quale il presidente della Camera mette in guardia.
All’interno del comitato promotore saranno definiti i gruppi di lavoro che opereranno per il conseguimento dei prossimi obiettivi. Perché quello di oggi», ha sottolineato Fini, è solo l’inizio di un percorso: oggi il nuovo partito è stato concepito, ma nascerà più avanti».
In ogni caso, non avviare questo percorso significherebbe «rimanere in mezzo al guado». Quanto alle prossime tappe, Fini ha chiamato i suoi a uno “sforzo di elaborazione del messaggio» e fissa il traguardo della convention di Perugia, già in calendario a inizio novembre. Non si tratterà più di un appuntamento di Generazione Italia, «d’ora in poi si parla solo di Futuro e libertà», ha voluto sottolineare ancora Fini.
Per questo motivo, a Perugia il 6 e 7 novembre, dovrà apparire chiara l’identità di Futuro e Libertà: in quella sede vedrà la luce un manifesto valoriale, un insieme di «punti valoriali e programmatici» a partire dai quali verrà lanciata sul territorio una campagna di adesione.

Sondaggi favorevoli

Nel giorno della sua nascita, il partito di Futuro e libertà è arrivato al 7,6%, secondo i sondaggi di Crespi ricerche. Lo ha sottolineato Gianmario Mariniello, direttore di Generazione Italia, durante la presentazione del movimento ispirato da Gianfranco Fini. «Un dato positivo, ha detto, «che conferma la felice intuizione del Presidente della Camera e che offre numerosi spunti di riflessione».
In ogni caso, la terza tappa del percorso disegnato da Fini sarà l’appuntamento di Milano, programmato per la metà di gennaio. Non sarà un congresso fondativo nel senso tradizionale, bensì «soltanto un altro appuntamento del nuovo percorso», ha detto Fini, che a Milano ci sarà perchè gli è sempre piaciuto «giocare in trasferta».
Tra i dossier che il comitato promotore, con i suoi gruppi di lavoro interni, dovrà gestire c’è il reperimento delle risorse, l’abbozzo del manifesto programmatico e la definizione dell’assetto organizzativo».
Il presidente della Camera ha assicurato che «tanta gente crede in questo progetto, tante persone chiedono di aderire, tanti circoli sono nati in questo periodo. Insomma, i tempi per il via al nuovo soggetto erano più che maturi».