Alessio Viola

Finisce il 2016. Li mortacci sua

Finisce il 2016. Li mortacci sua

28 Dicembre 2016 08.20
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Carrie Fisher, George Michael, Prince, David Bowie. Anna Marchesini, Umberto Eco, Luciano Rispoli. Leonard Cohen, Peter Vaughan (il maestro Aemon di Games of Thrones), Alan Thicke (il papà di Genitori in Blue Jeans). ZsaZsa Gabor, Franca Sozzani, Silvana Pampanini, Marta Marzotto. Alan Rickman (il prof. Severus Piton di Harry Potter), Glenn Frey (uno dei fondatori degli Eagles), George Martin (il produttore dei Beatles). Ettore Scola. George Gayness (il comandante Lassard di Scuola di Polizia), Tony Burton (l’allenatore di Apollo in Rocky), Gene Wilder, George Kennedy.

Karina Huff, Bud Spencer, Riccardo Garrone, Franco Citti. Dario Fo, Umberto Veronesi, Carlo Azeglio Ciampi, Marco Pannella, Gianroberto Casaleggio, Cesare Maldini. Johan Cruijff, Paolo Poli, Lino Toffolo.

Muhammad Ali. Vittorio Merloni, Gian Luigi Rondi, Tina Anselmi, Enzo Maiorca, Nancy Reagan, Fidel Castro. Bhumibol Adulyade, il re della Thailandia, Michael Cimino, Gian Maria Testa, Peter Burns dei Dead or Alive, Gato Barbieri.

Sono i grandi della musica, del cinema, politici, beniamini di intere generazioni che ci hanno lasciato in questo spietato 2016 che (finalmente pure lui) ci sta lasciando. Sono andato in ordine sparso, ne mancherà forse qualcuno. Lista lunga aggravata dalle ultime (in ordine di sparizione) scomparse di George Michael la sera di Natale e di Carrie Fisher due giorni dopo. Mancano ancora pochi giorni perciò tocchiamo ferro (possibilmente con la f minuscola) e speriamo in un 2017 un po’ diverso. Citando il maestro Altan: «Finisce l’anno». «Li mortacci sua».

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