Amministrative di Firenze, Montanari si conferma la croce del Pd

David Allegranti
09/02/2024

PIGIAMA PALAZZI. Dopo aver impallinato la candidata dem Funaro, il rettore dell'Università di Siena presenta l'associazione 11 agosto, data della Liberazione della città, e lancia un appello contro l'indifferenza. Parole che agitano i dem locali. Intanto dialoga con Cecilia Del Re con cui potrebbe dare vita a una coalizione civica di sinistra. E nel caso addio intese.

Amministrative di Firenze, Montanari si conferma la croce del Pd

«Tomaso ficcanaso», come i compagni di scuola chiamavano Montanari al liceo classico Dante di Firenze, ha deciso di far impazzire il Pd fiorentino e toscano.  Sabato 10 febbraio, al Teatro Puccini di Firenze, casa dello scomparso Sergio Staino, lancerà la sua nuova associazione, 11 agosto (giorno della Liberazione di Firenze, nientemeno), con la quale intende liberare alle prossime elezioni amministrative la città in cui è nato e cresciuto: «Firenze va liberata: è diventata una vetrina di lusso che espelle il disagio sociale, e i suoi stessi residenti», ha detto in un’intervista alla Nazione. «Dall’ideologia della rendita, Firenze va liberata anche dalla nostra incapacità di sperare che un cambiamento sia possibile, dall’accettare silenziosamente scelte che non condividiamo, dal credere che non ci sia alternativa. Firenze va liberata da quel sentimento tragico chiamato indifferenza». Le dure parole di Montanari sulla città e sulla sua identità fanno il paio con quelle, altrettanto severe, di Cecilie Hollberg, direttrice della Galleria dell’Accademia di Firenze, che è prossima alla scadenza (giugno 2024): «Una volta che una città è diventata meretrice sarà impossibile farla tornare vergine e se non si mette adesso il freno assoluto non vedo più speranza». Apriti cielo, le parole di Hollberg hanno scatenato un dibattito a colpi di pippobaudismo sulla città che tutto il mondo ci invidia. E vabbè. Le vicende fiorentine sono da settimane sui tavoli romani, dunque nazionali, di tutti i partiti. Dal Pd a FdI (con Giovanni Donzelli, in quest’ultimo caso, in prima linea per non far sbandare la coalizione di destra-centro).

Amministrative di Firenze, Montanari si conferma la croce del Pd
Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, con il rettore dell’Università di Siena Tomaso Montanari (Imagoeconomica).

Le cannonate di Montanari agitano Nardella e la sua Giunta uscente

La sortita di Montanari, con tutto il pacchetto di citazioni lapiriane e donmilaniane, ha fatto agitare non poco i suoi amici dem. A partire dal potente assessore all’Ambiente della Giunta Nardella, Andrea Giorgio, capo degli schleiniani fiorentini e vice-capo del Pd regionale toscano. Giorgio – che ambirebbe al ruolo di assessore alla Transizione ecologica ma per il momento Nardella ha declinato l’idea e nel caso poi ci penserà la possibile sindaca Sara Funaro – ha replicato, accigliato, a Montanari, dandogli del provocatore. Eppure aveva passato mesi, Giorgio, a spiegare che Montanari era un amico con il quale si confrontava a cena. L’Immaginifico Rettore, tuttavia, ha prima impallinato la candidatura di Funaro, considerandola in continuità con il più bieco renzismo, finanche d’importazione come quello nardelliano, poi ha annunciato che sfiderà il Pd – non di persona, perché vuole continuare a fare il Rettore all’Università per Stranieri di Siena – alle Amministrative di giugno. «Ho invitato Tomaso Montanari a confrontarsi con noi», ha detto Giorgio in un’intervista a Controradio. «Ma vedo che preferisce andare in televisione a dire cose grottesche e a descrivere le nostre periferie come discariche di umanità. Evidentemente ci passa per andare al mare con la macchina, non le vive e non vive i cambiamenti che hanno vissuto. Non sento di poter e di dover prendere lezioni di sinistra da nessuno, specialmente da chi non si confronta nel merito con il conflitto che vive nella nostra società». Non deve sfuggire, peraltro, il tentativo di Giorgio di spiegare alla sinistra che non solo c’è Elly Schlein alla guida del Pd, ma che tra pochi mesi Dario Nardella non sarà più sindaco di Firenze, quindi ci saranno – per citare un vecchio slogan renziano – facce nuove a Palazzo Vecchio: «Ho parlato più volte con Tomaso, provando a dirgli che il Partito democratico, con il congresso, è cambiato e in città ci sarà per forza una fase nuova perché, dopo 10 anni, il sindaco va via». Nardella ne sarà felice. Sta per candidarsi alle Europee e la sinistra schleiniana non vede l’ora di farlo sloggiare da Palazzo Vecchio.

Firenze, il Pd di Schlein riesce nell'impresa di scontentare (quasi) tutti
La candidata Pd Sara Funaro (Imagoeconomica).

L’idea di coalizione civica a sinistra con Montanari e Cecilia Del Re e il flop delle primarie renziane

Nel frattempo, Montanari ha avviato un dialogo, chissà quanto proficuo alla fine, con l’ex assessora di Palazzo Vecchio, Cecilia Del Re, cacciata di giunta da Nardella l’anno scorso. La coppia Montanari-Del Re darebbe vita a una coalizione civica molto spostata a sinistra che non lascerebbe spazio per intese con il Pd, men che meno con Italia viva. Le famose «primarie riformiste» previste da Matteo Renzi per marzo pare che siano saltate. Anche perché la candidata di Italia viva, Stefania Saccardi, si sarebbe presentata da sola. E tutto è possibile, certo, ma il senso del ridicolo va comunque preservato. In una qualche forma.