Firme false, decide il Tar

Redazione
05/10/2010

I radicali della Lombardia che alle ultime elezioni regionali avevano fatto ricorso contro la lista del presidente Roberto Formigoni, Per...

Firme false, decide il Tar

I radicali della Lombardia che alle ultime elezioni regionali avevano fatto ricorso contro la lista del presidente Roberto Formigoni, Per la Lombardia, in un primo tempo estromessa e poi riammessa dal Tar, hanno annunciato che presenteranno denuncia per falso nella raccolta di firme.
I radicali hanno ottenuto copia dei moduli che hanno fatto visionare ad un perito calligrafo secondo il quale almeno 350 firme sono false. «Nei moduli che abbiamo potuto vedere», ha spiegato Marco Cappato che alle elezioni regionali era candidato presidente per la Lista Bonino-Pannella, «che almeno 350 firme raccolte da Formigoni sono false, contrariamente a quello che aveva dichiarato. È un numero sufficiente sul piano della procedura a imporre che in Lombardia si possano fare elezioni legali».
I giudici del tribunale amministrativo decidono mercoledì 6 ottobre se accogliere i ricorsi nei quali i radicali hanno chiesto di far decadere dalla carica tutti i consigliere regionali lombardi eletti nelle elezioni del marzo scorso e l’annullamento dei provvedimenti che avevano ammesso alle elezioni la lista Per la Lombardia di Formigoni.
La lista «Per la Lombardia» di Formigoni era stata esclusa il primo marzo scorso dall’Ufficio regionale presso la Corte d’appello di Milano che aveva accolto il ricorso della Lista Bonino-Pannella secondo la quale il numero di firme valide non era sufficiente.
Poi il centrodestra aveva presentato un ricorso che non fu accolto per cui si rivolse al Tar presentando due nuov ricorsi: uno personale di Roberto Formigoni e uno dalla lista. Due giorni dopo il Tribunale amministrativo accolse una richiesta di sospensiva che riammetteva di fatto la lista alle regionali, decisione confermata il 9 marzo dalla sentenza e nuovamente il 13 marzo dal Consiglio di Stato a cui si erano rivolti la Federazione della sinistra e la lista Bonino-Pannella.

Il decreto di governo

Per le liste escluse (in Lombardia e in Lazio) il governo aveva anche approvato un decreto legge al fine di poterle recuperare. I giudici del Tar della Lomabrdia avevano però deciso senza tenere conto del decreto ma accogliendo il ricorso del Pdl lombardo secondo il quale i radicali non avevano alcun diritto a ricorrere contro l’ammissione della lista di Formigoni.
Secondo la giurisprudenza amministrativa, infatti, (e a questa i giudici della quarta sezione si sono appellati), hanno diritto a fare ricorso solo i soggetti esclusi. In questo caso, insomma, solo il Pdl lombardo avrebbe avuto il diritto di opporsi alla decisione della Corte d’appello che l’aveva escluso dalla competizione elettorale. Inoltre l’Ufficio centrale regionale che aveva, in un primo momento, ammesso la lista non aveva più alcun potere di intervento.
«Oggi», ha spiegato Cappato, «abbiamo i tabulati perchè abbiamo fatto ricorso come cittadini e non più come appartenenti alla Lista Bonino-Pannella»

Pannella contro Formigoni

«E’ la solita iniziativa propagandistica dei radicali, ai quali non intendo fornire alcuna eco». Così il presidente della Lombardia Roberto Formigoni ha replicato a Marco Cappato. «Facciano la querela che hanno minacciato e risponderemo in quella sede. Le loro affermazioni sono del tutto false, offensive e infondate. Gli elettori si sono pronunciati chiaramente, dando la vittoria a me e alla mia coalizione e nessuno riuscirà a rovesciare la loro volontà».
Marco Pannella, in una nota, si è scagliato contro il governatore lombardo: «Formigoni dà a mio avviso, la misura della sua arrogante quanto ormai disperata disonestà intellettuale e operativa».
Per questo motivo, ha aggiunto, «ne traiamo la conferma che, a Regime sessantennale abbattuto, occorrerà che la democrazia italiana processi questa gente e uno come lui lo metta almeno per un pò in galera».