Firth scarica Clegg

Redazione
15/12/2010

L’attore britannico Colin Firth ha scaricato il leader dei liberaldemocratici Nick Clegg. Firth, che il 14 dicembre ha ricevuto una...

L’attore britannico Colin Firth ha scaricato il leader dei liberaldemocratici Nick Clegg. Firth, che il 14 dicembre ha ricevuto una nomination per i Golden Globe, era stata la celebrità più nota che in campagna elettorale aveva aiutato il partito di Clegg a diventare una forza decisiva nella coalizione di governo.
Adesso la love story è finita: quando gli è stato chiesto se continuerà ad appoggiare i libdem, il Mr. Darcy di Orgoglio e Pregiudizio ha detto che «a questo punto non ha una affiliazione di partito». E ha aggiunto di poter capire la «profonda delusione» degli studenti che magari «si sono registrati per votare semplicemente per le promesse dei libdem» contro l’aumento delle rette approvate la scorsa settimana dalla Camera dei Comuni tra le proteste violente degli studenti (leggi l’articolo sugli scontri di Londra).
«Clegg si è trovato costretto ad appoggiare i Tory perché era l’unico modo per entrare al governo, ma ha reso difficile la vita a noi progressisti che auspicavamo un passo in avanti per la politica» è stato l’affondo dell’attore britannico. Firth, che ha 50 anni, si era unito alla campagna di Clegg lo scorso maggio. All’epoca aveva detto che i libdem erano in grado di aprire uno spazio «per un vero dialogo in cui siano centrali i valori di compassione e tolleranza».

Per l’ala sinistra del partito, Clegg è un «Giuda»

L’attore non è il solo tra i sudditi di Sua Maestà a esser rimasto deluso da Clegg e dai suoi uomini che hanno accettato di lasciar passare la riforma dell’università fortemente voluta da David Cameron nel quadro dell’austerity chiesta alla Gran Bretagna per uscire dalla crisi (leggi l’articolo sul piano di austerity di Cameron).
Il partito liberal-democratico britannico sta crollando nei sondaggi, tanto da toccare il livello di popolarità più basso degli ultimi 20 anni. Ad averlo rilevato le ultime indagini sulle intenzioni di voto nel Paese effettuate dall’istituto Ipsos Mori, che hanno quantificato il danno subito dal partito di Nick Clegg soprattutto in seguito alle posizioni assunte sulla riforma delle tasse universitarie. Se si andasse a votare oggi, i liberal-democratici avrebbero l’11% delle preferenze contro il 23% ottenuti nelle ultime elezioni.
Ma la luna di miele è finita non solo tra gli elettori e vicepremier ma anche all’interno dei libdem tanto che l’ala sinistra del partito ha apostrofato il proprio leader chiamandolo «Giuda».
Una débâcle anmessa dallo stesso Clegg che, in un’intervista su Prospect Magazine,  ha dichiarato: «Cè stata una reazione emotiva riguardo alla scelta di aumentare le tasse. Il fatto che mi chiamino giuda non mi sorprende affatto. Il mio peccato originale è stato cominciare the coalition agreement, l’accordo di coalizione. Tutte le altre misure impopolari come le rette universitarie, hanno solo peggiorato la situazione».