Fisco, la furia anti-evasione di Fdi che si fa scavalcare a destra dalla Lega

Paolo Madron
01/02/2024

I 400 COLPI. Complice la polemica sulla residenza monegasca di Sinner, i meloniani rispolverano la guerra contro chi non paga le tasse con il viceministro Leo sulle barricate. Il pensiero va al blitz ampezzano di Monti e alle proteste di Santanchè. Che ora tace. A far rumore ci pensa il Carroccio: come dimostra anche la vicenda Salis fino alle Europee l'opposizione la fanno loro.

Fisco, la furia anti-evasione di Fdi che si fa scavalcare a destra dalla Lega

Complici Jannik Sinner che, suscitando la protesta o magari l’invidia del rassegnato contribuente che le tasse le paga in Italia, ha scelto la residenza a Montecarlo. Nonché il fresco concordato fiscale per le partite Iva testé approvato, e da molti considerato un regalo a chi le imposte è già restio di suo pagarle. Nonché l’abusato copione che quando non ci sono soldi e nei hai un disperato bisogno i governi, indistintamente tutti, tirano in ballo l’evasione come nemico da abbattere e al tempo stesso panacea per ridare ossigeno ai conti pubblici. Il fatto è che l’atavica questione fiscale, uno dei fil rouge della storia repubblicana, indipendente dal colore delle maggioranze che si alternano, riconquista il centro della scena.

Lasciate stare Sinner: il fatto di non voler pagare le tasse in Italia è il suo tratto più italico
Jannik Sinner (Getty Images).

Maurizio Leo, il viceministro meloniano che lancia la caccia al ricco

E un contributo decisivo a infiammare il dibattito è venuto da chi invece ci si aspettava avrebbe gettato acqua sul fuoco. Il pompiere riscopertosi incendiario è Maurizio Leo, viceministro dell’Economia e da lunga data fratello d’Italia, che si è lanciato in una furente intemerata dove ha equiparato l’evasione fiscale al terrorismo, esortando la Finanza, nel senso di Guardia, a una spietata caccia al ricco che nasconde all’erario le sue fortune scandagliando anche i social network alla ricerca di prove. L’assunto è molto semplice, e ha a che fare con l’umana vanità per cui il miliardario che adotta il basso profilo per non farsi scoprire prima o poi non può resistere alla tentazione di ostentare la sua vita lussuosa. E allora gli scappa di mettere sui social la foto della barca, del resort a Malindi dove sta svacanzando, del gioiello che ha regalato all’amante, dello champagne con cui ha innaffiato una festa con amici altrettanto danarosi, esponendo così anche loro all’orwelliano occhio del fisco. Che inesorabilmente chiederà conto di quel tenore di vita.

Fisco, la furia anti-evasione di Fdi che si fa scavalcare a destra dalla Lega
Giorgia Meloni e Maurizio Leo (Imagoeconomica).

Il blitz ampezzano di Monti del 2012 e la protesta di Daniela Santanchè (che ora tace)

Naturalmente il ricordo è andato subito al lontano 2012 (che giusto per la cronaca è anche l’anno di fondazione dell’attuale partito di maggioranza relativa), quando a Palazzo Chigi c’era Mario Monti, e una pattuglia di Fiamme gialle fu spedita a Cortina a fotografare le targhe dei Suv parcheggiati fuori dai locali. Insomma, Leo avrebbe invocato pari pari un’iniziativa dell’allora governo tecnico, definizione che solo a sentirla al suo capo Giorgia Meloni fa venire l’orticaria. All’epoca dei fatti ampezzani a protestare più di tutti su quella inusitata caccia al ricco fu Daniela Santanché, allora fervente berlusconiana prima di lasciare il Cav reo di «considerare le donne sempre in orizzontale e mai in verticale» e sposare la causa meloniana. Chissà cosa dirà ora che è ministra del Turismo per biasimare l’uscita del suo collega di governo e di partito colpevole di considerare il denaro lo sterco del demonio. Per ora, forse anche per non riaccendere l’attenzione sulle sue travagliate vicende personali, ha scelto il silenzio. Open to meraviglia, nel senso di stupore e muto sbalordimento di fronte all’attacco di chi invece i ricchi li dovrebbe coccolare.

Fisco, la furia anti-evasione di Fdi che si fa scavalcare a destra dalla Lega
Daniela Santanchè (Imagoeconomica).

L’ennesimo sorpasso a destra della Lega: fino alle Europee l’opposizione la fa il Carroccio

Ma in sua vece ci ha pensato la Lega a far rumore, bollando come inusitata l’idea del data scraping (tecnicamente si chiama così) per scovare in rete gli abbienti. Anche qui seguendo un copione oramai risaputo: Meloni propone, i leghisti ribattono scavalcandola a destra. Del resto, almeno fino alle Europee – come dimostra anche la vicenda Salis – l’opposizione al governo la fanno loro.